In Italia In Italia Elena Erlicher

La nuova Ruffino? È Chianti-centrica

La nuova Ruffino? È Chianti-centrica

Il Chianti, vino simbolo di una terra da secoli votata alla viticoltura, la Toscana, è il centro nevralgico della filosofia di Ruffino, storica Cantina di Pontassieve (Firenze), che lo scorso anno è stata acquisita dalla multinazionale americana Constellation Brands. Le bandiere aziendali Riserva Ducale e Riserva Ducale Oro restano i capisaldi del nuovo corso, i Chianti Classico Docg sui quali la proprietà sta puntando i riflettori per distinguere e connotare in modo univoco il prodotto Ruffino sui mercati di tutto il mondo.

La Riserva Ducale ha scritto la storia del Chianti moderno nel mondo

IL “CHIANTICENTRISMO” DI SANDRO SARTOR – L’azienda, che ora fa capo a un Gruppo da 3,3 miliardi di dollari, quotato alla borsa di New York, si pone obiettivi sempre più globali, puntando in primis alla valorizzazione del Chianti. «Abbiamo battezzato “Chianticentrismo” la nostra nuova strategia», afferma Sandro Sartor, nominato amministratore delegato lo scorso novembre dalla Constellation Brands. «Si tratta di un progetto incentrato su Chianti e Chianti Classico che vuole rendere contemporaneo e rilevante il vino italiano più conosciuto al mondo. Protagoniste sono le due etichette bandiera dell’azienda, Riserva Ducale e Riserva Ducale Oro, che rappresentano la storia intera della Cantina, del Chianti Classico, di un territorio e di una tradizione. Poche Case vinicole, come Ruffino, possono vantare vini di successo che da decenni mantengono lo stesso nome e la stessa veste. Queste etichette con l’annata 2007 festeggiano due importantissimi anniversari: rispettivamente l’ottantesimo e il sessantesimo».

Il Riserva Ducale Oro Ruffino

CHIANTI RISERVA DUCALE – Il Riserva Ducale 2007, uscito sul mercato a novembre 2011 e tra i più apprezzati all’estero (soprattutto negli Usa), vide la luce nel lontano 1927, l’anno della prima chiamata telefonica transatlantica fra Londra e New York e del capolavoro cinematografico Metropolis di Fritz Lang, in pieno Proibizionismo statunitense. Il vino (Sangiovese 80%, Cabernet Sauvignon e Merlot 20%, 24 mesi di affinamento) deve il suo nome al Duca d’Aosta che, fin dalla fine dell’Ottocento, aveva selezionato il Chianti Ruffino personalmente per le sue nobili libagioni. In tempi in cui nella Toscana contadina vino significava semplicemente alimento energetico per affrontare una dura giornata di lavoro nei campi, Riserva Ducale fu pensato da subito come vino di qualità, per le occasioni speciali, da lasciar evolvere in cantina.

IL RISERVA DUCALE ORO – Il Riserva Ducale Oro 2007, in vendita da questo mese, nacque nel 1947 come grandiosa ed esaltante evoluzione del già noto Riserva Ducale. Fu da subito il simbolo di una nuova scommessa tra Ruffino e il territorio del Chianti Classico: valutare ancor di più la longevità e la classe del Sangiovese nel tempo. Per questo furono individuati i migliori vigneti, capaci di esprimere l’essenza del territorio, con tutte le sue molteplici, inconfondibili e preziose caratteristiche. Rispetto al Riserva Ducale matura 3 anni e si avvale di una complessità straordinaria di profumi. Si distingue inoltre per la longevità, l’eleganza e la salda struttura: un vino davvero d’oro!

UN NUOVO PACKAGING – Per festeggiare questi due “giganti” del Chianti Classico e portare a conoscenza del pubblico la loro storia di eccellenza, Ruffino ha anche rivisto il packaging delle bottiglie mantenendo inalterata l’immagine dell’etichetta originaria a garanzia della loro costanza qualitativa nel tempo. Per il Riserva Ducale è stato realizzato un collarino con la scritta 80° anniversario 1927-2007; per il Riserva Ducale Oro è stata aggiunta un’etichetta che riporta: 60° anniversario 1947-2007. Ma le sfide per la “nuova” Ruffino non si esauriscono qui.

Sandro Sartor, amministratore delegato di Ruffino

SEMPRE PIÙ EXPORTL’azienda è da sempre sinonimo dei grandi classici della Toscana e non solo: perciò, a Chianti e Chianti Classico, si affiancano Brunello di Montalcino e Vino Nobile di Montepulciano, ma anche imponenti SuperTuscan e altri vini prodotti con varietà sia autoctone sia internazionali. Un ricco portafoglio con il quale la Cantina intende ora farsi strada nei mercati stranieri dove è già conosciuta, ma dove «ci sono ancora grandi potenzialità da sfruttare», precisa Sartor, che prima di approdare in Ruffino ha maturato una lunga esperienza in un’altra multinazionale leader nel settore delle bevande alcoliche. «Attualmente esportiamo l’87% della produzione», continua, «e il 70% negli Stati Uniti e in Canada, i nostri primi mercati. Nel 2011 sulla piazza statunitense abbiamo registrato una crescita del +9% in sell-out, cioè vendite reali del distributore ai suoi clienti. Ma siamo presenti capillarmente in più di 80 Paesi. E ora abbiamo piani ancora più ambiziosi, che sarà possibile realizzare anche grazie al nostro ingresso in Constellation Brands. Possiamo, infatti, contare su una “forza muscolare” di prim’ordine e avere così un impatto più decisivo sui nuovi mercati, dove il marchio americano è già conosciuto e apprezzato». Ruffino si avvia a vivere, insieme a Constellation Brands, una nuova pagina della sua lunga storia per continuare il proprio cammino di crescita in Italia e nel mondo, attraverso il consolidamento delle tradizionali aree di eccellenza e la valorizzazione del potenziale di sviluppo dei nuovi mercati.

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© Riproduzione riservata - 24/05/2012

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