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La Francia fa distruggere 35.000 bottiglie. Ecco perché

1 Giugno 2023 Anita Franzon

“Couronne Fruit Champagne”. Era questo il nome riportato sull’etichetta delle 34.968 bottiglie di una bevanda all’arancia provenienti da Haiti e sequestrate nell’ottobre 2021 dai funzionari della dogana francese nel porto di Le Havre.

Per approfondimenti: BBC, Forbes, Decanter e Decanter

Solo di recente il giudice del tribunale di Parigi ne ha, però, ordinato la distruzione, che è avvenuta la scorsa settimana. Il nome della bibita haitiana avrebbe infatti violato le regole imposte dalla denominazione che tutela lo spumante della famosa regione francese. Lo ha comunicato il Comité Champagne.

1 milione di euro all’anno per proteggere lo Champagne

Così, quasi 35.000 bottiglie che riportavano la parola “Champagne” in etichetta sono finite al macero. «I prodotti sono stati distrutti in modo ecologico e i materiali sono stati riciclati», ha affermato il Comité Champagne. L’ente è infatti noto per la rigorosa difesa dei diritti dei suoi produttori in tutto il mondo e ha affermato di dedicare più di 1 milione di euro all’anno alla protezione dall’uso improprio del nome Champagne. Una lotta che «è iniziata nel 1844 e da allora non si è più fermata», ha dichiarato alla BBC Charles Goemaere, amministratore delegato del Comité. Solo nel corso del 2021 i funzionari doganali francesi hanno affermato di aver ritirato dal mercato 200.517 articoli contraffatti (Forbes).

Quando l’uso del nome Champagne è illegale

Prima di essere sequestrata per violazione delle regole della Dop e dell’Unione Europea (così come per altri prodotti come il Parmigiano), la stessa bevanda era stata oggetto di un’indagine da parte della repressione frodi francese.
«L’impiego del nome Champagne per prodotti diversi dal nostro vino è illegale e punibile», ha spiegato Goemaere. E ha continuato: «Dobbiamo garantire che lo Champagne si associ solo allo spumante prodotto nell’omonima regione; non a una birra, un profumo, una bibita, una candela o a uno yogurt» (Decanter).

La stessa sorte è toccata il mese scorso a 2.000 lattine di birra

È la seconda volta, nel giro di poche settimane, che si eliminano prodotti colpevoli di aver usato, erroneamente, il termine protetto dalla denominazione di origine francese. Lo scorso aprile la stessa sorte era toccata a più di 2.300 lattine di birra del marchio americano Miller High Life con la scritta “The Champagne of beers” (lo Champagne delle birre), in seguito al loro sequestro nel porto di Anversa. In sostanza, le lattine Miller High Life, così come la bibita haitiana, sono state trattate come Champagne contraffatto. In questo modo il Comité Champagne spera di fare educazione sulla provenienza dello Champagne. Secondo i suoi sondaggi solo il 54% degli americani è a conoscenza delle origini dello Champagne, rispetto all’86% degli adulti in Francia e in Italia, al 76% nel Regno Unito e al 67% in Giappone (Decanter).

Foto di apertura: in Francia quasi 35.000 bottiglie che riportavano la parola “Champagne” in etichetta sono finite al macero © CHUTTERSNAP – Unsplash

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