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Inchiesta: in enoteca vincono i rossi

7 Marzo 2012 Civiltà del bere
Come già spiegato ieri, nelle scorse settimane Civiltà del bere ha condotto un’indagine giornalistica dal titolo “Il vino in enoteca” chiedendo a 103 gestori selezionati in tutta Italia di rispondere a un questionario di 18 domande sulla propria attività (leggi il post d'introduzione Inchiesta: le enoteche italiane hanno in media 1.112 vini). I dati raccolti ci consentono di delineare un campione rappresentativo, utile per chiarire gli elementi distintivi e lo “stato di salute” delle enoteche del Belpaese. ROSSI E BIANCHI I PIÙ APPREZZATI - Ogni locale ha in media una disponibilità di poco superiore alle mille bottiglie. Tra queste, la tipologia più presente è quella dei rossi, con una media nazionale di 479 referenze per enoteca. Seguono i bianchi con 265, gli spumanti con 92 e i dolci con 64. Fanalino di coda sono i rosati: ogni esercizio tiene mediamente 17 rosé. Provando a leggere i numeri, è chiaro come gli italiani restino un Paese amante dei rossi e dei bianchi, con una certa predilezione per le bollicine. Le cifre relative ai vini rosati sono basse, segno di un mercato che piace ma che ancora si muove poco. Un discorso a parte meritano i distillati, a cui è riservato un posto di prestigio: la media nazionale è di 190, seconda solo ai leader reds and whites. D'altronde, siamo o non siamo il Paese della Grappa? Vi ricordiamo che l’inchiesta Il vino in enoteca è stata pubblicata sul numero di marzo-aprile della rivista, da lunedì in edicola (vedi il post aggiornato È in edicola in numero marzo-aprile di Civiltà del bere)

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