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In Sudafrica proibita (di nuovo) la vendita di alcolici

20 Gennaio 2021 Anita Franzon

Per la terza volta dall’inizio della pandemia in Sudafrica si proibisce la vendita di alcolici. L’obiettivo è evitare gli assembramenti e gli incidenti legati al consumo eccessivo. Le aziende e le associazioni di categoria sono però esasperate e minacciano azioni legali contro il governo.

Il governo sudafricano reintroduce, per la terza volta dall’inizio della pandemia, il divieto di vendita di alcolici (ne avevamo già parlato qui). Lo scopo è limitare gli assembramenti e gli incidenti dovuti all’abuso di alcol, in modo da tenere posti letto liberi negli ospedali. Ma le aziende cominciano a ribellarsi a tali imposizioni, anche perché sempre più Cantine rischiano la chiusura definitiva. South African Breweries (SAB) ha affermato di voler ricorrere alle vie legali.

La rabbia delle aziende del Sudafrica

«L’azione legale è l’ultima risorsa che abbiamo a disposizione per proteggere i nostri dipendenti, i fornitori e i clienti», affermano dal birrificio, tra i più importanti del Sudafrica. Aggiungendo: «SAB ritiene che qualsiasi divieto, compreso quello attuale, vada ben oltre ciò che è ragionevole e necessario per contenere la diffusione del virus e limita illegalmente vari diritti sanciti e protetti dalla nostra Costituzione. Questi includono il diritto alla libertà di commercio, alla dignità umana e all’integrità fisica e psicologica» (The drinks business). Secondo Vinpro e Wines of South Africa, enti che rappresentano le Cantine sudafricane a livello nazionale e internazionale, questo settore ha già perso più di 400 milioni di dollari dall’inizio della pandemia. Stimano, inoltre, che come conseguenza diretta dei divieti, chiuderanno oltre 400 attività e 21.000 persone perderanno il lavoro (Wine Spectator e Wine.Co.Za).

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