Scienze

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Il vino fa male?

24 Marzo 2016 Roger Sesto

Secondo un report di Sally Davies, Chief medical officer del governo inglese, pubblicato l’8 gennaio 2016, il consumo di alcol non può mai essere salutare. Nel documento si ricorda ai medici inglesi “che non esiste un livello sicuro di alcol, dato che anche piccole quantità possono aumentare il rischio di alcuni tumori”. Una teoria che, se confermata, potrebbe “distruggere la credenza ormai diffusa in tutto il mondo che il vino rosso (grazie però ai polifenoli, e non all’alcol, ndr) possa ridurre il rischio di cancro, malattie cardiovascolari e demenza, se consumato con moderazione”.

Niente alcol, siamo inglesi

Lo studio della Davies, avviato nel 2012 “contiene tutte le ultime scoperte scientifiche sul consumo di alcol. Mentre prima di tale ricerca, in base a studi del 1995, il consiglio delle autorità sanitarie britanniche era per gli uomini di non consumare oltre 3-4 unità di alcolici al giorno (in pratica un po’ meno di un bicchiere di vino, ndr) e per le donne di non andare oltre 2-3 unità, secondo le nuove linee guida non ci devono più essere differenze di genere. I nuovi limiti di unità alcoliche scendono a 14 a settimana, con il consiglio di astenersi dal bere per almeno uno-due giorni a settimana per consentire al fegato di rigenerarsi”. Secondo la Davies “non c’è nessun beneficio nel bere vino rosso, neanche in piccole quantità. Il legame tra consumo di alcol e certi tipi di cancro è molto più chiaro oggi che negli anni Novanta e diversi studi dimostrano il calo di certe malattie in chi consuma meno di 14 unità alcoliche alla settimana”.

Una bottiglia al giorno leva il medico di torno

Varie testate nazionali come lHuffington Post, nel dicembre scorso, hanno diffuso uno studio del 2014 di Kari Poikolainen, esperto dell’Oms, che ha analizzato decenni di ricerche sugli effetti dell’alcol: la sua tesi è che un’intera bottiglia di vino non faccia male alla salute. Invece è nocivo superare le 13 unità al giorno rispetto alle 10 di una normale bottiglia di vino. È quindi inutile limitarsi eccessivamente nel bere, potendo arrivare fino a una bottiglia intera al giorno. Poikolaninen nel 2014 ha riferito al Daily Mail e al The Independent che “stando alle prove, bere moderatamente è meglio che essere astemi (…). Tuttavia gli importi possono essere superiori a quello che le linee guida dicono”.

Ma non tutti concordano. Julia Manning, di 2020Health, ha dichiarato che tale contributo «(...) fa delle grandi affermazioni per le quali però non abbiamo prove. L’alcol è una tossina e i rischi superano i benefici».

Taluni considerano Kari Poikolainen personaggio dubbio e controverso, desideroso di vendere i suoi libri, che solo “un tempo” lavorava per l’Oms. Pare anche che quest’ultima non abbia mai esternato dichiarazioni allineate a quelle di Poikolainen, ma semmai il contrario, come nel World Health Day 2012, in cui si afferma che “più bevi e più corri il rischio di ammalarti. Bere meno è meglio!”. A dispetto delle sue stesse dichiarazioni pubbliche, sembra che nessuno degli studi del ricercatore finnico dica che 10 unità alcoliche al giorno non facciano male, ma solo che “coloro che bevono una piccola quantità hanno un rischio minore rispetto a quelli che non bevono affatto, ma il rischio aumenta rapidamente in coloro che bevono molto”.

Il ruolo positivo del resveratrolo

Nel 2012 è stato pubblicato un volume, La verità sul vino, scritto dai professori Attilio Giacosa e Mariangela Rondanelli e curato da Vino e Salute - Osservatorio nazionale sul consumo consapevole del vino, nel quale si sottolineano le proprietà benefiche del vino.

Il dilemma tra vino e salute prosegue su Civiltà del bere 01/2016. Per leggerlo tutto acquista l’ultimo numero nel nostro shop (anche in edizione digitale) o scrivi a store@civiltadelbere.com. Buona lettura!

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