In Italia In Italia Jessica Bordoni

Il progetto Rosso Calabria rilancia gli autoctoni regionali

Il progetto Rosso Calabria rilancia gli autoctoni regionali

Si chiama Rosso Calabria ed è il nuovo, ambizioso progetto messo a punto dalla Regione per rilanciare l’enologia calabrese su scala nazionale, ma anche e soprattutto all’estero. La presentazione ufficiale si è svolta lo scorso 18 dicembre in un’affollatissima Sala Verde della Cittadella Regionale di Germaneto, a pochi chilometri da Catanzaro. All’evento hanno partecipato moltissimi imprenditori vinicoli locali e numerosi esponenti delle istituzioni, a cominciare dal presidente della Regione Mario Oliverio, che è anche il principale artefice dell’innovativo programma di promozione e comunicazione.

Rosso come le uve e la passione dei viticoltori

Un vino antico per un nuovo sud“. È questo il claim del nuovo brand Rosso Calabria, che vedrà protagonisti oltre 50 produttori da tutte le province, pronti ad unire le loro forze per affermare sui mercati l’eccellenza del vino calabrese, proponendosi in blocco ai prossimi appuntamenti enologici (a cominciare dal Vinitaly 2016) e affrontando insieme le scelte di marketing e la gestione dei fondi messi a disposizione dal PSR e dal piano Ocm-vino. Come sintetizza il presidente Oliverio: «Il nome Rosso Calabria è un omaggio alle nostre preziose varietà a bacca scura: dal Gaglioppo al Magliocco, passando per il Nerello, il Greco nero, il Castiglione… Queste uve costituiscono un patrimonio inestimabile per la nostra enologia e meritano di essere finalmente rivalutate e conosciute al grande pubblico. Il colore rosso vuole simboleggiare anche la passione che i nostri agricoltori ogni giorno mettono nel proprio lavoro, in contrapposizione a uno stereotipo duro a morire, secondo cui qui è sempre tutto nero, negativo».

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Il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio

In tutto 12 mila ettari e 10,2 milioni di bottiglie

Grande ottimismo e fiducia anche da parte di Carmelo Salvino, direttore generale del dipartimento di Agricoltura della Regione, che sottolinea come il settore sia oggi un comparto trainante per l’agroalimentare nel suo complesso: «La storia della vite in Calabria affonda le sue radici nell’VIII secolo a.C., quando questa terra non a caso prendeva il nome di Enotria. Oggi il 60% dei vigneti è ubicato nelle stesse zone occupate dalle piante all’epoca della Magna Grecia». La superficie complessiva è di 12 mila ettari, con una resa media di 110 quintali per ettaro e 10,2 milioni di bottiglie, di cui il 15% vanno all’estero. La piramide della qualità conta 9 Doc e 10 Igt e l’impegno è quello crescere nei numeri, sostenendo la filiera produttiva.

Fare rete implementando il mercato

Il vice presidente della Giunta regionale Antonio Viscomi non ha dubbi: «L’unica strada possibile per incrementare la nostra competitività è quella di migliorare costantemente la qualità, puntando sui due poli complementari di tradizione e innovazione. Per farlo è necessario impostare un nuovo approccio culturale nei confronti del mercato, creando delle vere e proprie reti di imprese e di imprenditori. La pubblica amministrazione può e deve innescare meccanismi propulsivi e di confronto, ma non può che fungere da cornice. Il quadro è fatto dai produttori, veri attori economici del vino calabrese». Molto apprezzato anche l’intervento di Gennaro Convertini, esperto dell’Arsac (Azienda regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura calabrese) che conosce da vicino le realtà del territorio, i loro punti di forza e le loro difficoltà: «Oggi più che mai è necessario stare insieme, sinergicamente. Il nostro vino deve diventare un elemento di attrazione turistica. La Calabria, a torto, non è considerata una regione vinicola di eccellenza. C’è stato un quarantennio di buio in cui non abbiamo saputo gestire il binomio quantità-qualità, ma per fortuna negli ultimi anni ci stiamo muovendo, e con passo veloce. Le sfide sono: il potenziamento del mercato calabrese, l’ampliamento a livello nazionale e infine internazionale, con una programmazione mirata e selettiva. Non ha senso puntare ai Paesi emergenti, meglio concentrarci su quelli cosiddetti “maturi”, che conoscono già il vino italiano, dove la Calabria può rappresentare un’interessante novità».

La Regione garantisce lo spazio a Vinitaly

Il consigliere della Regione Calabria e braccio destro del presidente Oliverio, Mauro D’Acrì fa una scommessa sul futuro: «I prossimi cinque anni saranno fondamentali per il settore. Finalmente nei nostri consigli regionali si parla di agricoltura e anzi, il settore sta diventando sempre più centrale. Rosso Calabria è riuscito nell’impresa di riunire così tanti produttori e questo è solo il primo passo. Oggi inizia una nuova stagione fatta di confronti costanti e decisioni da prendere insieme, concertandole. L’obiettivo è quello di far diventare la Cittadella Regionale la nostra casa comune. Il PSR parte adesso e abbiamo un quinquennio davanti. Ci impegneremo a valorizzare la filiera, agevolando l’immissione dei giovani agricoltori e a sviluppare un circuito di promozione incisivo. Per quanto riguarda il Vinitaly, ad esempio, ci siamo mossi di anticipo e abbiamo garantito la presenza di uno spazio regionale per i prossimi quattro anni».

Degustiamo i vini dei 56 produttori

La parola torna al presidente Oliverio, per la battuta finale: «Rosso Calabria è un brand, ma anche la prima edizione di un evento che vogliamo storicizzare, dandogli una cadenza annuale. Noi calabresi abbiamo grandi potenzialità, ma anche un grande difetto, quello di contribuire noi stessi a distruggere i nostri valori. Dobbiamo i correggere questa brutta tendenza per dare un’immagine positiva della Calabria. Le cose brutte vanno combattute, ma senza arrendersi alle negatività, valorizzando al contrario ciò che c’è di positivo, traendone forza per incidere meglio». Dopo il convegno, la Cittadella ha ospitato un walk around tasting con i vini di 56 produttori che aderiscono al marchio Rosso Calabria. In assaggio soprattutto bottiglie delle Doc Cirò, Terre di Cosenza, Lamezia, ma non sono mancate anche delle eleganti bollicine Metodo Classico. Nei prossimi giorni sul sito di Civiltà del bere saranno pubblicate le tasting notes delle etichette degustate.

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© Riproduzione riservata - 22/12/2015

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