Il fallimento della Silicon Valley Bank e il suo impatto sul settore enologico

Il fallimento della Silicon Valley Bank e il suo impatto sul settore enologico

Può il fallimento di una banca avere ripercussioni sul settore vitivinicolo? Sì, se la banca in questione è la Silicon Valley Bank (SVB). Specializzata nel finanziamento delle start-up tecnologiche, ma con una importante divisione dedicata ai servizi finanziari e di consulenza per le Cantine, in particolare californiane, la SVB è fallita lo scorso venerdì 10 marzo. Da subito le testate giornalistiche hanno parlato di uno dei crack finanziari più significativi dal 2008.

Per approfondmenti: The New York Times, VinePair, Wine Spectator, CNBC, Decanter, The drinks business, San Francisco Chronicle, Wine Business, Insider, Meininger’s Wine Business International e Rob McMillan on Wine

Grazie ai diversi dati raccolti e alle proiezioni riguardanti il mercato e le tendenze internazionali del vino, il report sullo stato di salute dell’industria vitivinicola statunitense stilato annualmente dalla Silicon Valley Bank ha rappresentato un punto di riferimento per il settore. Ma proprio la stretta connessione tra la banca e il mondo enologico ha destato molta preoccupazione tra i produttori della California e non solo.

Nascita, crescita e crollo

Fondata nel 1983, la SVB era la sedicesima banca più grande d’America. Fin dalla sua nascita si è distinta come partner per l’economia dell’innovazione, concentrandosi soprattutto sullo sviluppo di aziende tecnologiche nella Bay Area. La crescita è stata veloce ed è avvenuta grazie al boom tecnologico, ma il crollo è stato ancora più rapido e inaspettato. La chiusura è avvenuta in seguito all’innalzamento dei tassi di interesse da parte delle banche centrali per contrastare la crescente inflazione e dopo l’annuncio della crisi, è partita la corsa al ritiro dei depositi. In poche ore SVB ha perso $42 miliardi ed è stata chiusa in seguito all’intervento dalle autorità di regolamentazione federali. Secondo gli economisti, tra le principali cause del fallimento ci sarebbe anche la poca diversificazione tra gli investimenti (The New York Times, VinePair e Wine Spectator).

Arginare le conseguenze del fallimento

Al suo posto c’è ora una nuova banca, la National Bank of Santa Clara, creata dalla Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) per detenere i depositi e le attività della SVB. Inizialmente, il rimborso era stato annunciato solamente per i creditori con un deposito massimo di $250mila (CNBC). Con la riapertura dei mercati di lunedì 13 marzo è arrivata una buona notizia; il governo federale ha annunciato un pacchetto di salvataggio multimiliardario.

Ma le incertezze continuano

Dopo un weekend di incertezze e paura, in molti – tra cui centinaia di produttori di vino che si erano affidati alla SVB – pensavano di non poter più accedere ai propri fondi per pagare i dipendenti e affrontare altre spese. Questo rischio sembrerebbe ora scongiurato e nessuna perdita associata alla risoluzione della Silicon Valley Bank sarà, dunque, a carico dei contribuenti. La decisione è stata presa per evitare che il crollo improvviso della banca intaccasse anche il resto del sistema finanziario statunitense provocando un conseguente effetto domino. Tuttavia, resta l’incognita di chi prenderà il posto della SVB e a quali nuove condizioni (Decanter e The drinks business).

Il ruolo della “divisione vini”

Scrive la giornalista Esther Mobley sul San Francisco Chronicle: «Per quasi 30 anni, la SVB è stata l’istituzione finanziaria di riferimento per l’industria vinicola californiana. Ora centinaia di Cantine sono rimaste coinvolte nel suo fallimento». Dal 1994, la banca con sede nella rinomata Silicon Valley, ha infatti concesso prestiti per oltre 4 miliardi di dollari ai produttori di vino, fornendo finanziamenti per attività come l’acquisizione di nuovi terreni e vigneti, o la costruzione di cantine con tutti i costosi macchinari necessari per la vinificazione. La “divisione vini”, così chiamata dal suo fondatore e responsabile Rob McMillan, rappresentava il 2% del totale delle attività di prestito della banca. Una percentuale minima, ma potenzialmente di grande impatto (Wine Business).

Una banca in linea con le esigenze delle Cantine

«SVB ha saputo comprendere le esigenze uniche e le sfide del settore vitivinicolo, offrendo prestiti a basso tasso di interesse», si legge su Insider. Nell’articolo si sottolinea la sintonia tra i finanziatori e le Cantine, che all’inizio della loro attività devono aspettare anni prima di poter vendere le proprie bottiglie. L’avvio di una azienda vitivinicola richiede, infatti, molti investimenti in terreni, attrezzature e altri beni senza ritorni immediati. Sono diverse le testimonianze di viticoltori che affermano quanto la SVB sia stata – anche in tempi difficili come la pandemia e gli incendi del 2020 – un ottimo e flessibile partner per le loro attività. Ma per Robert Joseph di Meininger’s Wine Business International il fallimento principale è da ricercare nei rapporti tra settori diversi che la banca cercava di unire: la tecnologia, la finanza e il vino. Anche grazie a questo tipo di collegamenti, la Napa Valley è diventata un riferimento mondiale.

Le dichiarazioni di Rob McMillan

Molti giornalisti hanno cercato di intercettare Rob McMillan, una delle figure più influenti del settore del vino statunitense. Ma McMillan, dopo due giorni di silenzio, si è affidato al blog SVB on Wine, prontamente rinominato Rob McMillan on Wine, per esprimere tutto il suo stupore e dispiacere: «Venerdì mattina clienti, dipendenti e azionisti si sono svegliati con la stessa notizia: SVB è stata rilevata dalla FDIC. Per tutti i soggetti coinvolti c’è una gamma di emozioni da elaborare; paura, ansia, rabbia e molto altro ancora. Io sto attraversando tutte le stesse emozioni. (…) Nell’arco di 48 ore SVB è passata dall’essere un’organizzazione bancaria molto redditizia con basi solide, all’essere fuori dal mercato. (…) Com’è potuto succedere?», si chiede McMillan. Le risposte, probabilmente, richiederanno anni. L’analista vuole però rassicurare il suo settore di riferimento: «L’industria del vino non ha nulla a che fare con questo collasso».

Foto di apertura: il fallimento della Silicon Valley Bank ha destato molta preoccupazione soprattutto tra i produttori della California © M. Shalabaieva – Unsplash

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© Riproduzione riservata - 16/03/2023

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