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I musei del vino: il Museo provinciale del vino a Caldaro

12 Ottobre 2022 Matteo Forlì

Anfore romane e torchi del primo Novecento. Professioni pittoresche e vitigni dimenticati. Il giro d’Italia alla ricerca delle più interessanti esposizioni di reperti enologici fa tappa in Alto Adige, al Museo provinciale del vino di Caldaro (Südtiroler Weinmuseum).

Imponenti torchi, boccali, gerle e botti, testimoni della centralità storica del vino in Alto Adige e un collage di storie e aneddoti sull’enologia, come quella dei “Saltner”, le guardie campestri assunte dai contadini caldaresi per tutelarsi dai furti di uva. Aperto nel 1955, dentro il perimetro delle antiche mura di Castel Ringberg sopra il Lago di Caldaro, il Museo provinciale del vino di Caldaro (Südtiroler Weinmuseum in lingua tedesca) è ospitato oggi nelle stanze con volte a crociera della vecchia cantina Di Pauli, nel centro del paese. È uno dei 10 Musei Provinciali, che includono anche il Museo Archeologico dell’Alto Adige con Ötzi, una delle più celebri e importanti mummie al mondo, e il Museo Provinciale delle Miniere.

Tra volte a crociera e porte in pietra

Il museo racchiude un percorso storico-culturale sulla coltivazione della vigna e in particolare sulla produzione del vino, un’antichissima consuetudine tanto che il vinum de Caldero veniva già ampiamente citato nei documenti altomedievali. La volta a crociera risalente al 1693 e porte in pietra ad arco acuto regalano ulteriore fascino alle stanze che ospitano l’esposizione permanente. Una mostra fatta di anfore vinarie romane, torchi per vinacce del primo Novecento, mezzi di trasporto, documentazione cartacea e fotografica, utensili agricoli di varie epoche, oggetti di artigianato rurale e una grande collezione di bottiglie.

Il vigneto antistante al Museo che fa parte del percorso di visita; la cantina sotterranea del Museo provinciale del vino di Caldaro; antichi torchi e reperti contadini; una collezione di anfore vinarie romane (© H. Gasser)

Arte sacra e professioni dimenticate

Opere artistiche di rappresentazioni sacre legate alla produzione del vino testimoniano la centralità della religione nella vita e nel lavoro dei coltivatori. Miti e tradizioni orali, come le leggende sullo spirito delle cantine si sposano a notizie documentate. Come quelle sul “Saltner”, il saltaro, pubblico ufficiale, custode dei vigneti e figura d’arte importante nella metà del XIX secolo e fino al 1914: coi suoi abiti molto appariscenti tutelava i contadini dai furti d’uva e oggi accompagna i giovani visitatori fin nella cantina sotterranea, dove viene approfondito il lavoro del bottaio. Un vigneto antistante al museo offre non solo una vista panoramica sul Monte di Mezzo, Castelchiaro e il Lago di Caldaro, ma anche la possibilità di conoscere antichi sistemi di pergolato e tipici filari di vitigni che si usavano in tempi passati. Qui vengono coltivati vitigni quasi dimenticati, tra cui le varietà Bozner Seidentraube, uva fragola bianca, Blatterle e Gschlafene.

Orari e costi

Il Museo provinciale del vino di Caldaro si trova in via dell’Oro, 1 a Caldaro sulla Strada del Vino. È aperto dal primo aprile all’11 novembre, dal martedì al sabato e dalle ore 10 alle 17 (chiuso domenica e festivi) con ultimo ingresso mezz’ora prima dell’orario di chiusura. La visita all’esposizione dura circa un’ora ed è possibile abbinare una degustazione di vini del territorio  (Lagrein, Schiava e Gewürztraminer). Per la visita guidata con degustazione in gruppi di minimo 5 persone è necessaria la prenotazione.

Il costo del biglietto è di 6 euro per gli adulti. Per i gruppi (a partire da 15 persone), gli anziani dai 65 anni di età, gli studenti dai 16 ai 27 anni, i ragazzi dai 16 anni e le persone persone disabili il prezzo è di 4,50 euro. Ci sono tariffe studiate per le famiglie (il biglietto familiare , che comprende due adulti con ragazzi fino ai 16 anni costa 12 euro) e per scolaresche (il prezzo della visita guidata è di 30 euro).

Abbazia di Novacella del IX secolo è uno dei tesori di quest’area © A. Ceolan

Nelle vicinanze

Arte, monumenti e archeologia

Abbazia di Novacella del IX secolo, custodita dai monaci agostiniani, è uno dei tesori, anche vitivinicoli, di quest’area. Il Duomo di Bolzano, col suo campanile tardo gotico, sotto le cui fondamenta sono state ritrovate tracce di un edificio religioso paleocristiano (V-VI secolo) e resti di una chiesa altomedievale di minori dimensioni (VIII-IX secolo). Il Castel Trostburg a Ponte Gardena, uno dei castelli più maestosi dell’Alto Adige, eretto nel XII secolo e trasformato in una resistente fortezza tra il XV e il XVII secolo. Si tratta della casa d’infanzia del famoso menestrello e compositore medievale Oswald von Wolkenstein.

Dove mangiare

Zur Rose

La casa di Herbert Hintner, a buon titolo considerato il fondatore della grande cucina moderna altoatesina. Una proposta fatta di creatività, stagionalità, materia prima eccellente, tradizioni ed evoluzione. Chiuso la domenica (tutto il giorno), lunedì e giovedì a pranzo.

via Josef Innerhoferstraße 2, Appiano (Bolzano)
0471.66.22.49
www.zur-rose.com
info@zur-rose.com
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Panholzer

In una tenuta storica circondata da vigneti, Martina e Daniel servono piatti creativi con prodotti del territorio, canederli e paste fatte in casa. Nella bella stagione si può mangiare nell’incantevole cortile interno. Eccellente la selezione di vini.

St. Josef am See 8, Caldaro (Bolzano)
0471.66.26.49
www.panholzer.it
info@panholzer.it
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Ristorante Taberna Romani

In un’antica residenza, la cucina a base di prodotti regionali e stagionali è accompagnata da un’ottima carta dei vini incentrata sui produttori di Termeno.

via Andreas Hofer 23, Termeno (Bolzano)
0471.86.00.10
www.ansitzromani.com
info@ansitzromani.com
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Dove dormire

Hotel Tenuta vinicola Stroblhof

Un weinhotel con ristorante ospitato nell’omonima cantina. Il vicino laghetto balneabile, la piscina coperta e la zona wellness aggiungono opzioni a un soggiorno di relax.

via Pigenoer 25, Appiano (Bolzano)
0471.66.22.50
www.stroblhof.it
hotel@stroblhof.it
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Designhotel Panorama

Eleganti suite e camere di design, realizzate con materiali naturali in posizione panoramica sopra il centro storico di Caldaro.

via Penegal, 21, 39052 Caldaro (Bolzano)
0471.96.32.05
info@designhotel-panorama.com
www.designhotel-panorama.com
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Hotel Weisses Rössl

Storico hotel nel centro di Caldaro con 400 anni di storia con antichi salotti nobilitati da soffitti a stucchi risalenti al XVIII secolo e una facciata del 1586.

piazza Principale 11, 39052 Caldaro (Bolzano)
0471.96.31.37
www.weisses-roessl-kaltern.com/it/
info@weisses-roessl-kaltern.com
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Foto di apertura: il Museo provinciale del vino di Caldaro è ospitato nelle stanze con volte a crociera della vecchia cantina Di Pauli (© H. Gasser)

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