In Italia In Italia Matteo Forlì

I musei del cibo: Il Museo della liquirizia a Rossano

I musei del cibo: Il Museo della liquirizia a Rossano

Cimeli, documenti e antichi macchinari per la lavorazione dell’oro nero di Calabria. Un’esposizione unica nel suo genere, ospitata in una dimora quattrocentesca a Rossano, in provincia di Cosenza, dove ha sede la storica Fabbrica Amarelli.

Come la celebre pianta officinale, missione e passione dell’impresa da quasi tre secoli, la storia della Fabbrica Amarelli a Rossano ha radici profonde. Il Museo della Liquirizia, che dal 2001 è stato allestito nelle sale quattrocentesche dello storico palazzo di famiglia, testimonia ricordi e tradizioni della famiglia e illustra le origini industriali dell’oro nero di Calabria. Un racconto composto da suggestive fotografie, cimeli, fascicoli storici, libri contabili e abiti antichi. Ma anche utensili agricoli e attrezzi manuali, come forme di porcellana e stampi in bronzo, utilizzati nella lavorazione, nella commercializzazione e nell’estrazione della radice di Glycyrrhiza glabra da cui si ricava la liquirizia.

Una storia che parte dal 1731

Antichi documenti attestano che già intorno al 1500 i rami sotterranei della liquirizia, che gli antichi chiamavano “radice dell’inferno” per la lunghezza delle sue propaggini, capaci di scavare fino a due metri sottoterra, venivano commerciati in forma pura e tipicamente utilizzati per realizzare medicinali o mischiati al tabacco, da fumare o masticare. Nel 1731, per valorizzare al massimo l’impiego di questo prodotto tipico della costa ionica calabrese, Amarelli, tra le prime 80 fabbriche specializzate nate in quell’epoca, fondò un impianto proto-industriale detto “concio” per l’estrazione del succo dalle radici di questa pianta. Il procedimento è esposto al centro della prima galleria del museo, mentre nelle teche si raccontano l’organizzazione e la commercializzazione delle prime confezioni.

La scatola rossa di liquirizia Amarelli; l’archivio storico abbraccia il periodo storico compreso tra il XV e il XX secolo; l’antica caldaia a sansa, gioiello di archeologia industriale nel cuore del Concio che risale al 1731; stampi in bronzo

Vetrine, cimeli e un archivio storico

Forme di porcellana, stampi in bronzo, vecchie bilance e macchinari sperimentali personalizzati, come una stampante per giornali degli anni ’30 modificata per fungere da intagliatrice di liquirizie gommose, punteggiano l’esposizione. Nella sala centrale spiccano per bellezza e dovizia di particolari la ricostruzione di una storica bottega commerciale di fine ottocento, tra barattoli di vetro soffiato e scaffali di legno originali, e una splendida vetrina ottagonale. Il ricco archivio, che abbraccia il periodo storico compreso tra il XV e il XX secolo e che include biografie di antenati illustri e vecchi manoscritti con operazioni commerciali fin dal 1600 è stato dichiarato di “notevole interesse storico” dalla Soprintendenza archivistica per la Calabria nel 2012.

Il concio e il museo “open air”

La struttura del concio settecentesco, prospiciente lo storico palazzo sede dell’azienda e visitabile con un percorso guidato, è stata più volte ristrutturata e modernizzata, e resta a tutt’oggi la sola fabbrica di produzione Amarelli. I dettagli che raccontano un’arte antica sono i covoni di radice pronta ammassati nel piazzale esterno, i moderni impianti per l’estrazione, gli antichi cuocitori dove si addensa la pasta nera, le trafile in bronzo che le conferiscono forma e spessore. E infine la caldaia del 1907, gioiello di archeologia industriale.
Altri pezzi industriali d’epoca, come mulini taglia-radici e presse in ghisa per la spremitura, compongono invece il “Museo Open Air” nel cortile esterno. E sempre dal concio si può accedere all’Auditorium Alessandro Amarelli, un grande ambiente rettangolare, con oltre cento posti, da sempre parte integrante del complesso di fine Settecento, oggi spazio dedicato ad ospitare eventi, conferenze, proiezioni e convention.

Orari e prezzi

Il Museo della Liquirizia si trova in Contrada Amarelli, strada statale 106 a Rossano. È aperto tutti i giorni dalle 9 alle 17. Dal lunedì al venerdì, alle 10 oppure alle 11, oltre al museo, è possibile visitare la produzione. Le visite, tutte guidate, hanno un costo di 8 euro (5 per gli over 65 mentre i minori di 18 anni non pagano) e sono prenotabili online sul sito www.museodellaliquirizia.it o telefonando allo 0983/511219. Su richiesta è possibile una traduzione in lingua inglese, francese o tedesca. Per informazioni scrivere a info@museodellaliquirizia.it

Museo della Liquirizia Amarelli
Uno scorcio del parco archeologico della Sila

Nelle vicinanze

Monumenti, arte, archeologia

Il centro storico di Rossano con il suo magnifico Museo Diocesano. Il Parco Archeologico Sibari a Cassano all’Ionio in provincia di Cosenza, sito archeologico di una delle più ricche e importanti città della Magna Grecia. I Mercati Saraceni a Cirò Marina costruiti nel 1700 per stoccare le merci, a due passi da Punta Alice, con panorama mozzafiato. Parco nazionale della Sila e i dintorni del lago Cecita con numerosi e suggestivi percorsi naturalistici.

Dove mangiare

Trattoria Enoteca Max

I fratelli Salvatore e Vincenzo Murano sanno gestire i prodotti del mare come quelli di terra con proposte che ricalcano in parte la tradizione ma che sanno anche essere innovative.

via Pola (Teatro Alikia), Cirò Marina (Crotone)
0962.37.30.09
info@trattoriamax.it
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A Casalura

Una gastronomia/trattoria in cui la ricerca sui piatti antichi e poveri del suo territorio, riproposti con maniacale selezione delle materie prime, è il punto di forza. Molto curata la carta dei vini, con attenzione alla nuova generazione dei vignaioli cirotani.

via Roma 184, Cirò Marina (Crotone)
340.86.17.774
acasalura184@gmail.com
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Agriturismo Il Parco

Nicola Romano prepara le carni di maiale nero dell’azienda di famiglia e le associa alle verdure e agli ortaggi del suo orto. I formaggi e le altre carni sono di aziende vicine. La pasta e gli gnocchi si fanno ogni mattina. Meglio prenotare. Si può anche dormire.

contrada Giamberga, Acri (Cosenza)
339.17.30.353
info@parcosila.com
www.parcosila.com

Dove dormire

Tenuta Ciminata Greco

Il termine Ciminata (nata in cima) indica la particolare posizione sulla quale si erge l’antica struttura. Ricavate dalle antiche case coloniche, le camere e gli appartamenti offrono viste spettacolari sugli uliveti secolari e il mare.

contrada Ciminata di Greco, 13, A.U. Rossano
Corigliano-Rossano (Cosenza)
339.7322129
info@tenutaciminatagreco.it
www.tenutaciminatagreco.it
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Relais Il Mulino

La residenza è stata ricavata dagli spazi ristrutturati di un mulino del XVIII secolo. È circondata da una tenuta di 100 ettari, con annessa azienda agricola. Un borgo medievale con curati giardini esterni e una grande piscina all’aperto. Offre 16 camere e dispone di un ristorante.

contrada S. Domenica, Corigliano Calabro (Cosenza)
388.62.19.080
www.relaisilmulino.it
info@relaisilmulino.it
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Agriturismo Giardino di Iti

Antico casale del ‘700, da oltre tre secoli di proprietà della nobile famiglia Cherubini.
Le camere che conservano ancora molto lo stile delle vecchie abitazioni dei contadini e si affacciano tutte sull’ampio giardino interno coltivato ad agrumi, hanno un design rustico con pavimenti in pietra e mobili in legno.

strada Provinciale 191, Contrada Iti, Corigliano-Rossano (Cosenza)
0983.64.508
info@giardinoiti.it
www.giardinoiti.it
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Foto di apertura: la famosa scatola di latta rossa degli Amarelli

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© Riproduzione riservata - 08/04/2023

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