Dall'Italia Dall'Italia Elena Erlicher

I migliori ristoranti secondo la guida Espresso 2021

I migliori ristoranti secondo la guida Espresso 2021

Presentata oggi I Ristoranti e i Vini d’Italia dell’Espresso 2021. Tra i 13 “5 cappelli” le new entry di D’O di Cornaredo (Milano), Duomo di Ragusa e La Madia di Licata (Agrigento). La Peca di Lonigo (Vicenza) e La Trota del ’63 di Rivodutri (Rieti) sono i nuovi cappelli d’oro. Spazio ai giovani professionisti.

Alla vigilia del giorno che permetterà ai ristoratori del Paese di tornare ad aprire le porte – dal 1° giugno infatti l’Italia sarà tutta in zona gialla e si potrà mangiare anche al chiuso, con le dovute precauzioni – scopriamo insieme i locali più premiati dalla guida de l’Espresso 2021. La 43ª edizione è stata presentata oggi alla stampa, in calcolato ritardo rispetto alle altre guide nazionali del settore. Motivo per il quale era anche stata esclusa dalla nostra superclassifica Il Top delle guide vini. L’Espresso, da tre edizioni, esce anche con l’appendice dedicata ai vini: il nome completo è infatti I Ristoranti e i Vini d’Italia.
«L’assoluta anomalia è dovuta alla particolarità di un periodo (quello della pandemia)», ha spiegato il direttore e curatore Enzo Vizzari, «che ha evidenziato, ahimè, tutta la fragilità del settore della ristorazione. Non si contano le chiusure e i ridimensionamenti dei locali della Penisola».

Una guida per gli appassionati

Le novità non mancano, sia tra i maggiori riconoscimenti (5 cappelli e cappelli oro) sia nella parte dedicata ai vini.
«Molti i giovani professionisti che hanno saputo affermarsi in questa particolare situazione», ha detto Vizzari. «Il nostro intento è quello di raccontare il meglio della ristorazione italiana rivolgendoci a un pubblico di appassionati di enogastronomia. Per questo dedichiamo spazio alla descrizione dei piatti e a ciò che sta intorno». Per lo stesso tipo di lettore sono studiate le liste dei vini – 100 rossi, 100 bianchi, 100 spumanti, 30 rosati, 30 dolci e i vini di qualità sotto i 15 euro. Quest’anno niente invio campioni da parte della Cantine, ma solo degustazioni a eventi pubblici, consortili e anteprime. Non più di un vino segnalato per azienda, per uno stile pop, sempre più contemporaneo.

Guida espresso 2021

Enzo Vizzari, direttore e curatore della guida Espresso da 21 edizioni

In 13 meritano i 5 cappelli

Ma veniamo ai 5 cappelli, il massimo riconoscimento ai ristoranti della guida. Le new entry del 2021 sono tre: D’O di Cornaredo (Milano) – chef Davide Oldani, Duomo di Ragusa – chef Ciccio Sultano e La Madia di Licata (Agrigento) – chef Pino Cuttaia. I ristoranti premiati si affiancano agli altri 5 cappelli: Casadonna Reale di Castel di Sangro (Aquila), Seta del Mandarin Oriental di Milano, St. Hubertus dell’Hotel Rosa Alpina di San Cassiano in Badia (Bolzano), Le Calandre di Sarmeola di Rubano (Padova), Lido 84 di Gardone Riviera (Brescia), Madonnina del Pescatore di Senigallia (Ancona), Osteria Francescana di Modena, Piazza Duomo di Alba (Cuneo), Uliassi di Senigallia (Ancona), Villa Feltrinelli di Gargnano (Brescia).

I cappelli d’oro sono 14

I locali che si distinguono per l’alta cucina, per i valori consolidati e che si mantengono al vertice sono premiati con i cappelli d’oro. Due le new entry di questa edizione: La Peca di Lonigo (Vicenza) della famiglia Portinari e La Trota del ’63 di Rivodutri (Rieti) dei fratelli Serva. Si affiancano agli altri: Caino di Montemerano (Grosseto), Casa Vissani di Baschi (Terni), Colline Ciociare di Acuto (Frosinone), Da Vittorio di Brusaporto (Bergamo), Dal Pescatore Santini di Canneto sull’Oglio (Mantova), Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui Due Golfi (Napoli), Enoteca Pinchiorri di Firenze, La Pergola del Rome Cavalieri di Roma, Lorenzo di Forte dei Marmi (Lucca), Miramonti l’altro di Concesio (Brescia), Romano di Viareggio (Lucca), San Domenico di Imola (Bologna).

29 i ristoranti con 4 cappelli (2 in più rispetto al 2020), 79 con 3 cappelli, 236 con 2 cappelli (+23) e 619 con 1 cappello (+22).

I premi speciali

Come ogni anno sono stati assegnati anche i premi speciali:
“Pranzo dell’anno” al D’O di Cornaredo (Milano)
“Cantina dell’anno” al Bistrot di Forte dei Marmi (Lucca)
“Maître dell’anno” a Daniela Piscini del Miramonti l’altro di Concesio (Brescia)
“Sommelier dell’anno” al giovane Giampiero Cordero de Il Centro di Priocca (Cuneo)
“Cuoca dell’anno” alla chef canadese Jessica Rosval di Casa Maria Luigia di Modena
“Servizio di sala dell’anno” alla squadra del Condividere di Torino, capitanata da Sara Repetto
“Giovane chef dell’anno” a Valerio Braschi del 1978 di Roma, vincitore della trasmissione televisiva MasterChef nel 2017
“Performance dell’anno” pari merito al Duomo di Ragusa e a La Madia di Licata (Agrigento)
“Innovazione in cucina” al Bros’ di Lecce
“Pasta dell’anno” al Berton di Milano
“Riso dell’anno” al Petit Royal del G.H. Royal & Golf di Courmayeur (Aosta)
“Pasticceria dell’anno” a Maria Novella Salemi del Peter Brunel di Arco (Trento)
“Servizio del caffè dell’anno” al Piazza Duomo di Alba (Cuneo)
“Ristorante sostenibile dell’anno” a La Tana Gourmet di Asiago (Vicenza)
“Alla carriera” a Francesco Bracali del Bracali di Ghirlanda – Massa Marittima (Grosseto)
“Giovane pizzaiolo dell’anno” a Davide Quaglia del Mama di Lendinara (Rovigo)

Le pizzerie più premiate

Nella ristorazione italiana hanno un’importanza sempre maggiore le pizzerie. 39 quelle ritenute al top dalla guida che ottengono il simbolo delle 3 pizze.

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© Riproduzione riservata - 31/05/2021

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