Horeca: le iniziative dei produttori del Sud e isole

Horeca: le iniziative dei produttori del Sud e isole

Quali sono le strategie messe a punto dalle aziende vitivinicole per risollevare il canale Horeca in era post Covid-19? Concludiamo la nostra mini-inchiesta lasciando la parola ai produttori del Sud Italia e delle isole.

Nuovi modelli strategici, condivisioni di obiettivi, agevolazioni nei confronti della clientela e altre iniziative utili a far ripartire le vendite nel canale Horeca: sono questi gli elementi emersi dalla nostra mini-inchiesta tra le aziende italiane in era post Covid-19. Concludiamo il nostro giro d’Italia dando la parola ad alcuni produttori del Sud e delle isole.

Marina Cvetic

La flessibilità e intraprendenza di Masciarelli

«La nostra strategia di ripartenza», dice Marina Cvetic, amministratore unico di Masciarelli, «si basa sulla continuità con l’impegno portato avanti nei mesi precedenti, ma anche con l’“inventarsi” un nuovo lavoro, nuovi modelli di business, nuovi canali e clienti. L’aver differenziato le nostre attività attraverso la distribuzione Gianni’s Selection e l’ospitalità, con il Castello di Semivicoli, ci rende particolarmente flessibili e siamo fiduciosi nella ripresa. In questo momento dobbiamo pensare a lavorare di più, essere innovativi e investire maggiormente per presidiare mercati e aprire nuovi canali».

Giuseppe Calabrese

I suggerimenti di Mastroberardino

«Oggi l’elemento più critico», spiega Giuseppe Calabrese, amministratore delegato di Mastroberardino, «è rappresentato dall’incertezza sull’evoluzione degli scenari futuri, perché crea uno stallo che impedisce sia di programmare un ritorno alla situazione precedente e sia di ipotizzare un radicale cambio di value proposition (cioè la proposta di valore che un’azienda fa al mercato, espressa in termini di vantaggi percepiti che i consumatori possono ottenere dall’acquisto del prodotto, ndr). Nei ristoranti potrebbero essere premiate le formule del “piccolo e veloce” aumentando la rotazione dei posti, riducendo lo scontrino medio, favorendo così la domanda anche di nuovi clienti, e valorizzando le tipicità locali. Formule del tipo: un piatto tipico, un calice di vino e un dessert. Il tutto da gestire anche attraverso programmi rivolti a nuovi target di clienti, ricettivi a questa logica di offerta».

José Rallo

Donnafugata premia l’asporto

Per essere più vicini ai suoi clienti Donnafugata ha approntato per l’occasione nuove soluzioni. «Abbiamo dato maggiore visibilità», spiega José Rallo, «a chi offre prodotti da asporto: enoteche, bar e ristoranti. Li abbiamo censiti, pubblicati e promossi tramite il nostro sito e i nostri canali social con la campagna #iobevoacasa. Inoltre, abbiamo organizzato degustazioni live sul nostro canale Instagram dove si sono potuti vedere i volti e le voci di Donnafugata dialogare con chef, sommelier e altri professionisti del vino. Siamo ovviamente felici che ristoranti e wine bar stiano riaprendo; siamo una filiera che va sostenuta nel suo complesso, e questo è quello che con le nostre associazioni di categoria stiamo dicendo alle istituzioni».

Alberto Tasca

La condivisione di obiettivi di Tasca d’Almerita

«La nostra è una strategia di continuità, a lungo termine», dice Alberto Tasca di Tasca d’Almerita. «Quindi nessuna azione shock perché non vogliamo stravolgere la nostra filosofia e politica aziendale. Sicuramente adesso è il momento di essere il più vicino possibile a chi conosce le nostre tenute e i nostri vini, e pertanto possiamo dialogare al meglio con sommelier, ristoratori ed enotecari. In pratica, la nostra è una condivisione di obiettivi con una parte importante della filiera».

Fabio Nard

Agevolazioni e social tasting di Duca di Salaparuta

«Il nostro primo obiettivo», spiega Fabio Nard, direttore commerciale Italia di Duca di Salaparuta, «è stato agevolare il più possibile i nostri clienti spostando le scadenze di pagamento, riducendo i minimi di consegna e i vincoli promozionali, per favorire anche piccoli ordini, e realizzando materiali omaggio per il take-away e l’outdoor. Inoltre, per continuare a dialogare con i clienti, grazie al lavoro dei nostri wine ambassador, abbiamo organizzato degustazioni a distanza e social tasting, previo invio dei prodotti, per raccontare i nostri nuovi vini».

Valentina Argiolas

Segnali di ripresa per Argiolas

A maggior ragione in Sardegna la ripartenza è legata alla stagione turistica. «Per fortuna», dice Valentina Argiolas, «una piccola ripresa si è già vista senza adottare iniziative particolari. Anche sul fronte dei pagamenti non ne abbiamo risentito, solo qualche piccolo ritardo e niente più. Sui mercati esteri teniamo i contatti attraverso webinar con la forza vendita e in alcuni Paesi gli ordini erano già stati fatti prima della chiusura. Anche i mercati asiatici, per i quali abbiamo approntato brevi video multilingue in accordo con influencer e Master of Wine, hanno già ripreso a ordinare. Insomma, non ci lamentiamo!».

Per scoprire le strategie di rilancio del canale Horeca delle aziende nel resto d’Italia clicca qui

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© Riproduzione riservata - 06/07/2020

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