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Groppello gentile e soffice come cachemire

11 Novembre 2018 Roger Sesto

Patria del Groppello gentile è la sponda del Benaco Bresciano, dal quale si ricavano un apprezzato rosato e un elegante rosso.

È un vitigno dagli acini bluastri dotati di buccia sottile e fragile, dal rachide molto corto che, a piena maturazione, induce a una compressione degli stessi, accentuando la già intrinseca delicatezza dell’epicarpo (buccia). Essendo inoltre relativamente produttivo, può in certe annate essere soggetto a una non completa maturazione.

 

Tipico grappolo dal rachide molto corto di Groppello gentile

Pepe nero e mammola per un vino morbido e longevo

Di contro Mattia Vezzola, patron di Costaripa di Moniga del Garda (Brescia), afferma che «se allevato su terreni leggeri, ben soleggiati, ventilati e prodotto in quantità ideali, è capace di generare un nettare dagli aromi varietali di pepe nero e viola mammola, dal palato setoso, persistente e assai sapido». La sua sostenuta acidità, inoltre, gli permette un ottimo potenziale in termini di longevità. Un vino che assume le caratteristiche di «un soffice maglione di cachemire messo dopo una bella doccia, che tiene caldo ma non pesa niente».

 

Mattia Vezzola

 

Tra le etichette prodotte da Costaripa, a base Groppello, spicca il Maim, Valtènesi Doc, che affina per 12 mesi in barrique per poi essere imbottigliato nella seconda primavera successiva alla vendemmia. Dopo una maturazione in vetro di circa 1 anno ha luogo la commercializzazione.

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