In Italia

In Italia

Terre del Moscatello, il progetto per l’omologazione del clone

10 Agosto 2022 Francesco Brezzo

Due piante scampate alla fillossera, con quasi 180 anni di vita, forniranno il materiale genetico di base per l’omologazione del Moscatello di Taggia. Il progetto Terre del Moscatello Rete d’Imprese punta a salvare la biodiversità del territorio e la sua identità enologica.

Il progetto Terre del Moscatello Rete d’Imprese nasce nel 2019 dall’iniziativa di 10 Cantine (già appartenenti all’Associazione Produttori Moscatello di Taggia) nel contesto della Misura 16.04 del Programma di sviluppo rurale Liguria 2014-2020. L’obiettivo è promuovere la produzione di Moscatello e la crescita degli associati. I produttori hanno comunicato i primi risultati raggiunti il 29 giugno in conferenza stampa. 

Le due direzioni del progetto: omologazione del Moscatello di Taggia e crescita delle Cantine associate

Per raggiungere le finalità del progetto, le attività si sono svolte seguendo due direzioni. Da una parte la ricerca di materiale genetico necessario all’omologazione del clone di Moscatello di Taggia – cioè l’atto ufficiale che riconosce l’idoneità del clone selezionato a diventare riproducibile. Dall’altra, la stesura di un vademecum per le Cantine associate che le guidi in un progetto di crescita costante, sia dal punto di vista della qualità del prodotto, sia da quello della comunicazione.

Da sinistra: Sonia Parodi, titolare della Cantina Da Parodi; Gianni Berrino, assessore regionale al Turismo; Chiara Cerri, consigliere comunale e regionale; e Marco Risso, presidente della Rete d’imprese agricole Terre del Moscatello

Due piante di quasi 180 anni di età forniranno la base di ricerca per l’omologazione

«Oltre all’ultra centenaria MA1, conservata in una vigna di Ceriana, abbiamo trovato altre piante», spiega l’enologo Gianpiero Gerbi, che ha collaborato alle attività di Terre del Moscatello. «Le abbiamo identificate come R1 e MU. Si tratta di materiale genetico risanato; lo abbiamo propagato piantandolo in campi di controllo che serviranno come base di ricerca per l’omologazione del clone Moscatello di Taggia». L’attività richiederà ancora 4 o 5 anni. È importante sottolineare il valore di questo progetto dal momento che queste piante sono prefillosseriche e con oltre cento anni di vita. «Risalgono a 170/180 anni fa. Arrivano da un passato lontano e portano con loro un valore enorme. Il materiale genetico che stiamo recuperando fa parte della biodiversità di questa zona».
Omologare il clone del Moscatello di Taggia sarà un’operazione di vitale importanza «per fare in modo che il suo nome si leghi al territorio e ne rafforzi l’identità, donando valore alla viticoltura che i soci stanno portando avanti con grande energia», conclude l’enologo Gerbi.

Un vademecum per guidare i produttori in una crescita costante

Accanto alle operazioni di selezione clonale, Terre del Moscatello si è impegnata a fornire alle Cantine associate delle linee guida per una crescita continua a livello aziendale e territoriale.
«Gli associati alla Rete non solo perseguiranno un obiettivo di qualità del vino a livello aziendale», prosegue Gerbi, «ma dovranno cercare di raggiungere un’idea di eccellenza a livello territoriale. Infatti, un punto importante di questo vademecum sarà quello del miglioramento costante. Ogni azienda si impegnerà a incrementare le proprie conoscenze in ambito enologico, agricolo e in quello della sostenibilità ambientale». Tutto questo si affianca al filone della comunicazione. «Daremo dei contenuti di livello molto alto, quelli di una viticoltura moderna all’interno di un contesto tradizionale e molto legato al territorio. La comunicazione sarà fondamentale e ci aiuterà a far conoscere ciò che stiamo facendo come Rete e come Associazione di produttori».

Le Cantine protagoniste

Le dieci Cantine associate a Terre del Moscatello che, con gli ultimi risultati, segnano un giro di boa verso l’inserimento del Moscatello di Taggia nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite sono: Cantine San Steva (Imperia); Calvini (Sanremo); Anna Maria Giannascoli (Bussana di Sanremo); Rovebella (Santo Stefano al Mare); Podere Donzella (Castellaro), Lagazio (Terzorio); Da Parodi (Castellaro); Mammoliti (Ceriana), Ferrari (Terzorio) e Saraù (Taggia).

Foto in apertura: un grappolo di Moscatello di Taggia © Enoturismo Terre del Moscatello

In Italia

Anteprima Vino Nobile di Montepulciano cresce

Boom di aziende partecipanti, che aumentano del +35%. Le nuove annate: 2023, […]

Leggi tutto

Barolo 2022 e Barbaresco 2023: calore ed eleganza

A Grandi Langhe, l’evento dedicato ai vini piemontesi, ci siamo soffermati su […]

Leggi tutto

Trova le differenze (1): Nerello Mascalese vs Nerello Cappuccio

Prima puntata di una nuova serie per inquadrare quei vini o vitigni […]

Leggi tutto

Vendemmia 2025: produzione in linea con il 2024, ma il +6% di giacenze sono un problema

I dati definitivi si attestano sui 44 milioni di ettolitri. Gli stock […]

Leggi tutto

Il vino secondo i giovani: non solo sommelier ma comunicatori

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto

Brachetto d’Acqui. Il vino di San Valentino, ma non solo

L’incontro a Milano con il “re del cioccolato” Ernst Knam è l’occasione […]

Leggi tutto

A Pompei arriva il progetto archeo-agricolo di Tenute Capaldo

Grazie al partenariato pubblico-privato tra il Parco archeologico e il gruppo campano, […]

Leggi tutto

Maculan, un rosso ardito e sei assaggi-icona per le 50 vendemmie

Un vino “collage” fatto con 300 bottiglie scelte dalle riserve di cantina […]

Leggi tutto

Il Nepente di Oliena secondo Iolei

La Cantina di Antonio Puddu si concentra sulle uve autoctone, Vermentino ma […]

Leggi tutto
X

Hai dimenticato la Password?

Registrati