Gli agrumi del vulcano nell’Amaro di Sicilia Russo

Gli agrumi del vulcano nell’Amaro di Sicilia Russo

L’Amaro di Sicilia Russo viene preparato con mandarini, arance, erbe e radici raccolti alle falde dell’Etna, rimarcando il forte legame con il territorio. L’antica distilleria è oggi impegnata in un vivace rinnovamento della tradizione.

Sull’etichetta dell’Amaro di Sicilia appare ancora la scritta Distilleria Fratelli Russo perché così è nata l’attività di famiglia nel 1870, a Santa Venerina (Catania). A distanza di 150 anni, il marchio aziendale cambia in Russo Siciliano Distillerie dell’Etna per indicare con maggior incisività il legame con il territorio.

Tornando alle origini, la distilleria per alcuni decenni produce grappe e brandy, destinati per buona parte al Nord Italia. Con l’inizio del nuovo secolo i bisnonni degli attuali proprietari iniziano a produrre anche liquori e l’Amaro di Sicilia è il primo a farsi conoscere e quello che ottiene maggior successo. Il suo carattere è dato dalle erbe raccolte alle falde dell’Etna – il terreno vulcanico le arricchisce di profumi e di sapori – che vengono combinate in una ricetta con radici e spezie, frutto di una lunga e costante sperimentazione.

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È la buccia che fa la differenza

Tra i componenti principali spiccano menta, liquirizia e china, ma ciò che fa la differenza sono le bucce fragranti degli agrumi locali. Gli ingredienti vengono lasciati macerare a freddo in soluzione idroalcolica, da alcool di produzione propria, sia singolarmente sia a gruppi. Seguono la miscelazione e poi la maturazione per qualche mese in recipienti di acciaio. Infine, il futuro liquore viene filtrato, miscelato con lo sciroppo di zucchero e lasciato ancora un po’ a riposare.

La nuova veste è ancora più agrumata

«Abbiamo voluto realizzare una nuova versione di questo amaro, che è stata presentata l’anno scorso», racconta Alessandro Russo, figlio di Giuseppe, e attuale amministratore unico dell’azienda (nella foto). «Si chiama Zagaro, a ricordare il profumo di agrumi, soprattutto arance e mandarini siciliani che nel liquore sono presenti in quantità maggiori e gli donano un carattere più fresco». 

Le ultime novità, dal liquore alle mandorle al disinfettante al mentolo

Lo scorso anno è stato ribattezzato un altro amaro a base di mandorle di Sicilia. La sua parziale dolcezza gli è valsa il nome di Amaruci; prima era Amaretto dell’Etna. Dietro alle innovazioni c’è lo spirito frizzante di Anna Maugeri, moglie di Alessandro, che si occupa di comunicazione e ha preso a cuore le sorti dell’azienda, a cui si dedica con vera passione. Da lei è partita l’idea di creare un disinfettante a base di alcool con una sostanza denaturante naturale, scelta poi da Alessandro con il mentolo. Un esempio di riciclo aziendale per incontrare i cambiamenti di mercato, anche urgenti. La gamma produttiva vanta diverse linee e quella della liquoristica guarda a nuovi prodotti pensati per i cocktail.

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© Riproduzione riservata - 03/11/2020

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