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Chi è Gian Marco Centinaio, nuovo ministro dell’Agricoltura

1 Giugno 2018 Emanuele Pellucci
Dopo Luigi Zaia (2008-2010) il ministero per le Politiche Agricole ha un nuovo inquilino leghista. È Gian Marco Centinaio, 46 anni, lombardo di Pavia, entrato oggi a far parte del nuovo governo giallo-verde (M5S-Lega) guidato dal neo premier Giuseppe Conte. Un personaggio non molto noto nel panorama politico italiano, sebbene abbia un curriculum di quasi trent’anni di militanza nelle file del Carroccio.

La carriera politica di Gian Marco Centinaio

Era ancora studente a Scienze Politiche, con indirizzo economico-territoriale, quando iniziò a fare politica nella sua Pavia, prima come consigliere comunale e poi come vicesindaco, fino ad assumere incarichi sempre più importanti all’interno della Lega. Nel 2013 Centinaio viene eletto senatore e già l’anno seguente Matteo Salvini lo nomina capogruppo del Carroccio al Senato, incarico che ha ricoperto fino a ieri. Nel suo ruolo a Palazzo Madama si è distinto come primo firmatario dei ddl sulla legittima difesa e sull’inasprimento delle pene per i furti nelle abitazioni, nonché per altri decreti legati alla "valorizzazione delle radici cristiane", per la disciplina degli edifici destinati al culto islamico.

L'esperienza nel settore turistico

Con alle spalle una professione di dirigente d’azienda nel settore dei tour operator, i recenti rumors lo davano come probabile ministro proprio al Turismo. Non c’è dubbio, comunque, che nonostante il cambio di dicastero, Gian Marco Centinaio potrà sfruttare la propria esperienza in quel settore per agevolare eventuali normative sull’agriturismo. Illavoro in sospeso non manca (ne abbiamo parlato qui): si va dalla riforma della Pac post 2020 ai decreti attuativi che mancano sul Testo Unico, alla legge per l’enoturismo, e ai tanti altri dossier che riguardano il mondo del vino.

Si riparte?

Soprannominato a Pavia “il guerriero” (con Matteo Salvini definito “il capitano”), Centinaio è sicuramente un politico d'azione. Ci auguriamo che il suo impegno nel nuovo e prestigioso incarico sia proficuo per l’agricoltura italiana che, come si sa, è uno dei pilastri economici e sociali del nostro Paese.

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