La storica Cantina presenta la quinta edizione del progetto decennale dedicato al Barolo del Comune di Serralunga d’Alba e rinnova l’impegno per la valorizzazione della biodiversità e dell’identità territoriale delle Langhe attraverso il lancio di tre nuovi cru
«Never ever give up: la tenacia vince sempre». Così scrive Oscar Farinetti nella prefazione che apre il libro della quinta edizione di Renaissance, Parole illustri per una nuova umanità, il progetto decennale di Fontanafredda che esplora i 10 sentimenti che hanno dato vita a rinascite collettive nella storia della civiltà umana. Dopo la speranza, la fiducia, il coraggio e l’ottimismo, quest’anno la virtù prescelta è la tenacia, intesa come forza generatrice di positività, energia e cambiamento in grado di migliorare l’umanità e l’ambiente.
Renaissance 2022: il Barolo della tenacia
A questo valore è dedicata l’annata 2022 del Barolo del Comune di Serralunga d’Alba, vino icona aziendale, che è stato raccontato attraverso la monografia A better tomorrow. Storia di un fermacarte dello scrittore premio Strega 2021 Emanuele Trevi e l’opera visiva di Elisa Macellari, illustratrice e fumettista italiana di origini thailandesi. Nel racconto di Trevi, la tenacia è coerenza tra pensiero e azione, una forza discreta ma determinante, che attraversa la quotidianità resistendo alla fragilità del tempo. Da questa visione nasce anche l’immagine di Macellari, che interpreta il concetto proprio a partire dal fermacarte evocato da Trevi. Nella sua lettura visiva, restare in piedi anche quando l’equilibrio è precario si fa gesto umano universale: l’uomo avanza su un appoggio minimo, guarda oltre l’immagine e trasforma l’instabilità in una direzione.

Le sfide della vendemmia 2022
Climaticamente parlando, l’annata 2022 a Serralunga d’Alba si è dimostrata piuttosto sfidante a causa di lunghi periodi soleggiati e di una limitata disponibilità di riserve idriche. Le viti di Nebbiolo, tuttavia, hanno saputo autoregolarsi, adattandosi con resilienza alle condizioni estreme del meteo. La vendemmia, leggermente anticipata, ha permesso di portare in cantina uve sane e concentrate, poco numerose ma di ottima qualità. Dopo un affinamento di circa 30 mesi in botte di rovere, seguito da altri 6-8 mesi in cemento, il Barolo Renaissance 2022 si rivela intenso e armonico, contraddistinto da una bevibilità immediata, fedele al territoriale e con un notevole potenziale evolutivo.
Il progetto Back to the single vineyards
La vendemmia 2022 segna anche un nuovo capitolo di Back to the single vineyards, il progetto che riporta al centro le vigne storiche e la loro capacità di esprimere le diverse sfumature del territorio. «Si tratta di un lavoro cominciato nel 2013, quando abbiamo deciso di tornare a vinificare separatamente i nostri cru per comprenderne profili ed evoluzione», spiega il produttore Andrea Farinetti, figlio di Oscar. Nel 2019 sono rinate le prime due etichette, il Vigna La Villa (Mga Paiagallo) e il Vigna La Delizia (Mga Lazzarito), che si sono aggiunte al Vigna La Rosa, che Fontanafredda ha sempre continuato a produrre. «Con l’annata 2022 debuttano tre nuove referenze – Vigna Bianca, Vigna San Pietro e Gallaretto – che rientrano nel cuore della tenuta e ampliano la lettura del Nebbiolo di Fontanafredda».

I tre nuovi cru di Barolo
Vigna Bianca, nell’Mga Fontanafredda, torna in bottiglia dopo l’ultima produzione del 1985. «Si tratta di un vigneto storico reimpiantato negli anni Duemila, espressione ritrovata di Serralunga», prosegue il produttore. La presenza di sabbia in superficie e la maggiore componente argillosa in profondità aggiungono slancio ed eleganza alla beva. Il risultato è un Barolo fine e armonico, preciso al naso ed equilibrato al sorso, connubio di energia e misura. Vigna San Pietro, anch’essa nell’Mga Fontanafredda, affonda le radici in un impianto del 1996 e interpreta «lato più nobile e verticale del terroir di Serralunga d’Alba». Il suolo, ricco di limo e attraversato da vene sabbiose, produce uve concentrate. Eleganza e austerità contrassegnano un Barolo destinato a evolvere sontuosamente nel tempo. Infine, Gallaretto nasce da un piccolo vigneto reimpiantato nel 2002 su marne di Sant’Agata Fossili ed è un cru che coniuga armonia e bevibilità, con una freschezza vibrante e una trama tannica di estrema finezza.
L’arte in vigna con Lost to be found
Accanto a Reinassance e Back to the single vineyards, Fontanafredda prosegue l’impegno per la biodiversità delle Langhe, il cui paesaggio è ormai segnato dalla monocoltura. Lost to be found è un racconto visivo a cura dello scultore Giuseppe Carta che ha dato forma a sette opere monumentali dedicate ai frutti che un tempo caratterizzavano la zona. «Le sculture dialogano con i filari e sono collocate in luoghi identitari: il Lampone in Vigna Bianca, la Nocciola in Vigna San Pietro, la Pesca in Vigna La Villa, la Fragola in Vigna La Rosa, il Tartufo in Vigna La Delizia e la Prugna in Gallaretto, mentre il Peperoncino svetta sulla collina di Cascina Galarej per ricordare come la biodiversità non sia casuale, ma risultato della relazione tra uomo e paesaggio», conclude Andrea Farinetti.