Dall'Italia Dall'Italia Emanuele Pellucci

Euvite, la rivincita della Calabria

Euvite, la rivincita della Calabria

Un impegno che unisce cinque Cantine

Capitanato dalla famiglia Librandi, il nuovo progetto mette insieme le energie di Statti, Serracavallo, Malaspina e Poderi Marini. Case vinicole situate in territori dalle caratteristiche molto differenti fra loro che hanno però un unico obiettivo: esaltare le peculiarità delle proprie etichette

La Calabria non vuole più essere considerata la cenerentola delle regioni vinicole del Belpaese, e per incoraggiare la sua uscita da questa scomoda situazione si sta impegnando un gruppo di aziende guidate da quella che è indicata come la leader della produzione regionale: la Librandi di Cirò Marina (Crotone). Si deve, infatti, a Nicodemo Librandi e ai suoi familiari l’iniziativa di costituire un’associazione, chiamata Euvite, che raggruppi alcune interessanti realtà vitivinicole calabresi con l’obiettivo di dare una voce forte al bisogno di divulgare la conoscenza del patrimonio viti-enologico regionale attraverso le vigne, i vini e le professionalità di questo territorio.

Antonio e Nicodemo Librandi tra le vigne

Ed è così che ad accompagnare Librandi in questo percorso iniziale hanno aderito altre quattro aziende di diverse zone della Calabria: Statti di Lamezia Terme (Catanzaro), Serracavallo di Bisignano (Cosenza), Malaspina di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria) e Poderi Marini di San Demetrio Corone (Cosenza). Cinque territori con caratteristiche diverse e culture produttive proprie, accomunati però dalla bandiera calabrese e da necessità e prospettive simili.
La presentazione ufficiale di Euvite è avvenuta a metà settembre a Cirò Marina nel corso di una giornata intitolata “Vini, vigne e vignaioli calabresi” e articolata in vari momenti, che andavano dalla visita ai vigneti da parte di una commissione di esperti per premiare il più bell’impianto vitato, alla degustazione delle migliori etichette delle aziende di Euvite fino a un seguitissimo simposio sul tema dell’analisi sensoriale dell’uva e dei vini.
A Nicodemo Librandi chiediamo quale sia stata la molla che lo ha spinto a dar vita all’associazione. «Confesso che ogni volta che mi trovavo a partecipare a fiere e ad altre manifestazioni in Italia e all’estero», ci dice, «ero il solo a rappresentare la Calabria, e se questo da un lato poteva gratificarmi, dall’altro mi creava disagio poiché avrei voluto dimostrare che nella mia regione ci sono altri produttori che stanno lavorando bene. La nostra terra ha una ricchezza varietale che altre non hanno, una ricchezza che desideriamo comunicare, così come vogliamo far conoscere i successi ottenuti dopo anni di studi e sperimentazioni che la nostra azienda ha portato avanti con la collaborazione di enti e organismi scientifici. Attraverso questi risultati intendiamo dimostrare come un’azienda privata sia riuscita laddove il pubblico non è stato capace. Tuttavia, noi Librandi siamo dell’avviso che se cresciamo noi cresce tutto il territorio, ed è per questo motivo che siamo lieti di mettere a disposizione dei viticoltori le nostre conoscenze».
A Nicodemo, che con il fratello Antonio guida la storica azienda di famiglia, domandiamo anche come si sia arrivati alla scelta delle altre quattro Cantine da associare a Euvite. «Da un lato abbiamo seguito un criterio di territorialità, in maniera da rappresentare le zone più vocate della regione, e dall’altro di filosofia produttiva; tutto ciò insieme al comune desiderio di far conoscere la Calabria e le sue migliori realtà vinicole. D’altra parte, noi Librandi abbiamo sempre venduto il vino grazie al marchio e non alla terra d’origine: ecco, adesso riteniamo sia giunto il momento che nel mondo imparino a conoscere la Calabria come regione di vini di qualità».
Oggi l’azienda Librandi, grazie ai suoi 230 ettari di vigneto tra la Doc Cirò, la Doc Melissa e l’Igt Val di Neto, produce oltre 2 milioni e mezzo di bottiglie all’anno che distribuisce, oltre che in Italia, in 32 Paesi con una percentuale di export del 45%. I suoi vini più rappresentativi, oltre al Cirò Riserva Duca Sanfelice, sono i rossi Gravello e Magno Megonio e i bianchi Efeso e Critone, tutti Igt Val di Neto..
Anche Statti è un’antica e importante realtà agricola della Calabria, situata al centro della piana di Lamezia Terme, con 100 ettari di vigneto, addirittura 350 di oliveto e agrumeti, seminativi e un allevamento di bovini da latte. I fratelli Alberto e Antonio Statti continuano una tradizione familiare di due secoli, e sul mercato del vino sono presenti con alcune interessanti etichette come il Lamezia bianco Doc e il rosso Batasarro Igt Calabria da uve Gaglioppo in purezza.
Di minori dimensioni è l’azienda Serracavallo, sulle colline che dominano la Valle del Crati nel Cosentino, che negli ultimi anni si è distinta con alcuni prodotti molto interessanti tra cui il bianco Besidiae Igt Valle del Crati (Pecorella, Riesling renano, Chardonnay) e soprattutto il potente rosso Vigna Savuco Igt Valle del Crati. Quest’ultimo da uve Magliocco dolce 100% dopo preappassimento su pianta con torsione del peduncolo. L’azienda si estende per 55 ettari di cui 35 a vigneto e 10 a oliveto.
Quattro sorelle (Domenica, Caterina, Irene e Patrizia Malaspina) portano avanti con entusiasmo il progetto familiare di questa piccola azienda avviato negli anni Sessanta dal padre Consolato. Nei vigneti in alta collina (8 ettari più altri 4 in fase di reimpianto) coltivano Calabrese nero, Nerello Cappuccio e Castiglione, cui si aggiungerà presto il Magliocco. Tra i vini prodotti (circa 100 mila bottiglie) spiccano il bianco Micah (uve Greco) e il rosso Palizzi.
Il quintetto di Euvite comprende, infine, Poderi Marini, azienda con una tradizione agricola antichissima basata sulla produzione di agrumi, olio d’oliva e vino. Solo 7 ettari sono dedicati alla vigna, tuttavia i fratelli Salvatore e Maria Paola Marini sono riusciti in pochi anni a farsi conoscere per la qualità di due prodotti in particolare: Èlaphe (Aglianico e Magliocco) e Koronè (Aglianico e Magliocco con l’aggiunta di Cabernet Sauvignon, Merlot e Sangiovese). In totale circa 30 mila bottiglie annue.
«Naturalmente Euvite è aperta ad altre realtà che in futuro intendessero associarsi», spiega Nicodemo Librandi, «anche se al momento vorrei che si consolidasse questo gruppo. Tra le nostre priorità, infatti, c’è quella di prendere coscienza delle nostre originalità. Inoltre, per raggiungere gli obiettivi, l’associazione ha creato un vero e proprio cantiere permanente, che prevede incontri con importanti esponenti della comunità scientifica, giornalistica e commerciale che ruota intorno al mondo del vino nazionale ed internazionale. Ciò allo scopo di metterne le professionalità e le conoscenze al servizio della vitivinicoltura calabrese per stimolarne la crescita, ma anche e soprattutto per renderne note le peculiarità al più ampio numero possibile di consumatori del vino di qualità». Alcuni di questi incontri sono già stati programmati per il prossimo mese di novembre e per la primavera 2012.
La presentazione di Euvite è avvenuta nel bellissimo Borgo Saverona, recentemente restaurato, con numerose autorità tra cui la vicepresidente della Regione Calabria Antonella Stasi, gli assessori regionali all’Agricoltura e alla Forestazione Michele Trematerra e alle Attività produttive Antonio Caridi, il prefetto di Crotone Vincenzo Panico e i sindaci di Cirò Mario Caruso e Cirò Marina Roberto Siciliani. Progetti del genere, del resto, sono sempre stati bene accolti dalle istituzioni pubbliche e, in parte, anche supportati finanziariamente. «È vero», ammette Nicodemo, «quando abbiamo promosso iniziative giuste abbiamo sempre ricevuto attestati di stima. D’altra parte, non dobbiamo dimenticare che qui la vitivinicoltura svolge anche un’importante funzione sociale ed educativa».
Un aspetto, questo, che si ritrova anche in un’altra proposta promossa sempre dalla famiglia Librandi nell’ottica di valorizzare la produzione vinicola calabrese: la costituzione dell’Associazione Vignaioli del Cirò. Tutto è nato dall’esigenza dei Librandi di approvvigionarsi di materia prima di ottima qualità destinata ai vini della Doc Cirò. «In effetti», spiega Nicodemo, «i nostri vigneti ci rendono autosufficienti per quanto riguarda la produzione dei vini della Doc Melissa e dell’Igt Val di Neto, mentre gli appezzamenti che possediamo nell’area della Doc Cirò non bastano a soddisfare le richieste del mercato. Poiché, a causa della frammentazione delle superfici vitate sarebbe stato difficile, oltre che oneroso, realizzare impianti adeguati, abbiamo preferito riunire in associazione intorno a noi un gruppo di viticoltori. In pratica, noi li seguiamo per tutto il corso delle lavorazioni, dalla potatura alla vendemmia, e poi se il prodotto è di qualità lo acquistiamo».

Uve di Gaglioppo, la varietà principe per la produzione della Doc Cirò vinificata in rosso

Nata quattro anni fa, oggi sono ben 92 i viticoltori associati, con a capo il presidente Francesco Porti e una superficie vitata complessiva di 320 ettari dislocati nelle migliori zone del comprensorio. La “forbice” delle dimensioni aziendali varia tra il mezzo ettaro e i 10-12 ettari. La varietà coltivata è una sola: il Gaglioppo, il vitigno principe che dà vita al Cirò rosso. Nonostante il disciplinare della Doc, dopo le contestate modifiche apportate lo scorso anno consenta l’utilizzo di altri vitigni fino al 20%, l’azienda Librandi, la sola a non far parte del Consorzio dei produttori del Cirò, è oggi un’accanita sostenitrice del prodotto monovitigno da sole uve Gaglioppo. Da tener presente che Librandi fornisce il 50% dell’intera produzione della Denominazione.
Per incentivare ulteriormente i viticoltori associati, da alcuni anni è stato istituito il Premio al Vignaiolo d’Eccellenza del Cirò, un riconoscimento molto ambito perché crea competizione tra i produttori per presentare nella migliore veste il vigneto alla commissione esaminatrice incaricata. Presieduta dal professor Mario Fregoni, la giuria, suddivisa in due gruppi e composta di esperti agronomi ed enologi, ha valutato quest’anno le vigne di 22 aziende preselezionate tra le 92 associate. Il massimo premio se lo è aggiudicato Antonio Iuzzolini; medagliati anche Raffaele Sicilia e Salvatore Cidone, mentre una menzione speciale è andata a Francesco Porti per la sua vigna-gioiello in riva al mare. Attestati anche per Giuseppe Iuzzolini e Nicodemo Parrilla. Sia la visita ai vigneti e la successiva valutazione, così come la cerimonia di premiazione, sono avvenute nella stessa giornata della presentazione di Euvite.
Un programma intenso che ha visto anche la degustazione guidata, a cura del sommelier Ais Girolamo Grisafi, di dieci vini delle aziende Euvite e la cena di gala preparata dagli chef di Assapori, l’ente nato nel 2003 che riunisce 15 ristoranti di prestigio della Calabria e presieduto da Concetta Greco.

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© Riproduzione riservata - 23/11/2011

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