Food Food Emanuele Pellucci

È nata l’Associazione Produttori Zafferano Italiano

È nata l’Associazione Produttori Zafferano Italiano

Da poche settimane anche i produttori di zafferano hanno una loro associazione nazionale. A costituirla sono state alcune associazioni locali di varie parti d’Italia dove si producono i pregiati pistilli, ed a presiederla è stato eletto Giovanni Piscolla, ex dirigente della Regione Toscana e attuale presidente dell’Associazione produttori zafferano colline fiorentine. La sede legale e operativa è a Lastra a Signa, località alle porte di Firenze, dove già domenica 7 ottobre, a Villa Caruso, si è svolto un convegno dove si è parlato di zafferano e di altri prodotti agroalimentari quali potenzialità importanti del made in Italy. In particolare, lo stesso presidente Piscolla è intervenuto accennando alle nuove opportunità per gli imprenditori agricoli offerte dall’esperienza e dall’associazionismo dello zafferano italiano.

Una piantagione di zafferano

PROMUOVERE E DIFENDERE LO ZAFFERANO ITALIANO – L’Associazione Produttori Zafferano Italiano, che riunisce già oltre 200 aziende agricole riunite in associazioni e Consorzi su un totale di 320, non ha finalità di lucro, ma è stata costituita per tutelare e valorizzare il prodotto, trasformato e confezionato all’interno del territorio nazionale. «Lo zafferano italiano», spiega Giovanni Piscolla, che produce il suo “oro rosso” nelle campagne di Fiesole, «rappresenta una risorsa economica, turistica, culturale e, per le caratteristiche uniche, anche una difesa delle tradizioni e dell’ambiente mediterraneo italiano”. L’associazione si propone di tutelare e promuovere lo zafferano italiano per svilupparne la produzione, la tutela, la ricerca, la sua divulgazione e la sua immagine a livello nazionale e internazionale.

IL PRODOTTO E LE PRIME INIZIATIVE – Lo zafferano (Crocus sativus) è un fiore color viola con tre stimmi che variano in lunghezza da 1 a 3,5 cm. Le sue qualità sono nascoste in termini che ne identificano le caratteristiche organolettiche: la crocina è il principio che conferisce la capacità colorante, il safranale conferisce l’odore e la pirocrocina conferisce la capacità amaricante, caratteristica del sapore dello zafferano. Tutte queste componenti variano col variare delle tecniche di coltivazione e di essiccazione. Tra le varie iniziative già attuate dall’associazione, figurano la realizzazione del marchio collettivo territoriale, il disciplinare di produzione e la possibilità di fregiarsi della qualifica di “Città dello Zafferano Italiano” ai comuni che ne faranno richiesta. Le prime domande sono venute da Lastra a Signa, Città della Pieve, Cascia, Fucecchio e San Gavino Monreale.

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© Riproduzione riservata - 09/10/2012

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