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Dove mangiare a Bergamo e Brescia, Capitali italiane della Cultura 2023

Dove mangiare a Bergamo e Brescia, Capitali italiane della Cultura 2023

Dieci indirizzi da provare per una sosta golosa mentre si visitano le due città lombarde. Niente insegne stellate però: abbiamo privilegiato le cucine un po’ spigliate e di recente apertura.

Bergamo e Brescia sono state nominate Capitali italiane della Cultura per il 2023. Già da qualche settimana hanno preso il via le celebrazioni per un’annata, che sin dalle prime battute, si preannuncia densa di appuntamenti, tra concerti, spettacoli, danza, teatro e molti incontri tesi a valorizzare il carattere dei due capoluoghi lombardi. Sia Bergamo che Brescia accoglieranno nei prossimi mesi numerosi visitatori. Ecco allora un piccolo vademecum di indirizzi gastronomici da tenere d’occhio per chi vuol concedersi una sosta golosa. Certo, sarebbe stato fin troppo facile mettere in fila ristoranti stellati e destinazioni gourmand ultra celebrate (vedi i vari Da Vittorio e Lido 84, giusto per citarne solo un paio), ma abbiamo privilegiato alcune novità e le cucine un po’ spigliate e di recente apertura.  

Bergamo     

Bergamo e Brescia
© Stefano Borghesi

Trattoria Brosetti

Aperta da pochi anni in uno dei borghi storici di Bergamo, è una trattoria di concezione moderna ma a cui piace rivestire i suoi contenuti nel menù con suggestioni a volte antiche, oppure legate a una cucina diretta, popolare e regionale italiana. Sfruttando appieno l’utilizzo di materie prime un po’ dimenticate (vedi certi tagli di carne), che si mescolano in piatti di grande suggestione, figli di una libera espressione creativa di Angelo Koyfalas, il taciturno e misurato cuoco e padrone di casa. Brosetti è anche uno dei pochi indirizzi in città che offre all’ospite una cantina con un’ampia scelta di vini naturali (rifermentati in bottiglia, ancestrali) italiani e internazionali.   

Via Moroni 88 – 035.07.87.497 – www.brosetti.com

Bergamo e Brescia

Osteria dei Tre Gobbi

È l’osteria storica del centro cittadino ancoraoggi in attività, e con lo spirito di un tempo. Il vociare degli abitanti che si muovono nella via, la cucina che confina con il vicino marciapiede, il piccolo spazio esterno per un bicchiere di vino nei mesi estivi. Tutto quanto concorre a rendere il luogo uno spazio di confidenza deputato a mantenere viva la memoria delle osterie di un tempo. La cucina, invece, da un lato soddisfa le necessità del cliente più tradizionalista, ma dall’altro mette in campo l’estro di Filippo Cammarata, un cuoco con esperienze internazionali di alto profilo (è stato anche in Sudamerica), che si permette oggi di giocare tra contrappunti stilistici e concretezza gustativa.

Via Broseta 20 C – 035.24.34.05 –  www.tregobbi.it

Enoteca Zanini

Il recente cambio ai fornelli, con l’arrivo dell’ambizioso e giovane Federico Ronchi, transitato in precedenza dal Contraste di Matias Perdomo a Milano, ha sicuramente giovato alla proposta culinaria dell’Enoteca Zanini, il bel ristorante con la saletta di pietra e mattoni e il delizioso soffitto a volta che si trova in Borgo Santa Caterina. Da un lato, come dice bene l’insegna, ci sono le preziose proposte enologiche del sommelier Nicola Zanini, dall’altro invece spiccano una serie di preparazioni piuttosto audaci, che strizzano l’occhio a una cucina dal taglio più moderno. Vedi i finti sassi di hummus di ceci con cioccolato bianco, o la cipolla in fiore, cotta nel fieno, con lievito e alloro.  

Via Borgo Santa Caterina 90/A – 035.22.50.49 – www.enotecazanini.com

Bergamo e Brescia
Da sinistra, Marco Falconi con il figlio Luca e il fratello Giorgio

Trattoria Falconi

Poco fuori Bergamo, ecco l’indirizzo forse più comfort cui affidarsi, perfetto per una pausa pranzo così come per una solida esperienza e tavola tra costate imponenti e carne di qualità a go-go. Che rimane il core business della casa, come evidenziato dalla cella a vista posizionata da qualche anno a questa parte nel cuore della sala principale. Da sessant’anni qui si bada più alla sostanza che alla forma, e tra una frollatura dry aged o una pasta fatta in casa, Marco Falconi (in sala e cantina) e il fratello Giorgio (in cucina) coccolano gli ospiti. Si può anche approfittare di una rimarchevole selezione di vini, grappe e distillati.

Via Valbona 81, Ponteranica – 349.41.31.424 – www.trattoriafalconi.it

Brescia

Bergamo e Brescia

Vivace

Aperto poco più di un anno fa, è il ristorante di Davide Modesti, giovane di belle speranze che ha portato in centro a Brescia un fine dining misurato e comprensibile, che si nutre di materia prima locale reinterpretandola al di fuori degli schemi più tradizionali. Un ottimo esempio è il suo spiedo già diventato un must della casa, con la Mora romagnola, insieme alle patatine e al ketchup di peperoni, che va a rimpiazzare i classici uccelli da cacciagione. Ma poi c’è anche il ben noto manzo all’olio di Rovato, rivisto con un estratto di prezzemolo, la polenta fritta e la polvere di capperi, o il pesce di lago che arriva dal Sebino e molte invenzioni che prevedono la cottura alla brace.   

Vicolo Rizzardo 2 – 030.72.85.150 – www.vivacebrescia.it

Veleno

Nell’antico palazzo Martinoni Caleppio si cela uno dei ristoranti più chiacchierati di Brescia, almeno negli ultimi mesi. Sicuramente per le magnifiche tre sale affrescate, ognuna delle quali arredata con un brio che è un misto di eleganza ed azzardo (per intenderci, una è in stile animalier), ma anche per il ritorno a casa del talentuoso cuoco bresciano Fabizio Albini, marchesiano di formazione ma incrociato in tempi più recenti da Bianca sul Lago, nel lecchese, e all’Osteria Preella sul Garda. Nella sua cucina si rincorrono sapori che raccontano il suo vissuto professionale, dalla montagna al lago, passando per la Franciacorta. Da provare la terrina di patate con scampi e caviale, con quest’ultimo che è, ovviamente, il brescianissimo Calvisius.   

Via Antonio Gramsci 10 – 030.63.65.984 – www.velenobrescia.it

Bergamo e Brescia

Inedito

È una pizzeria gourmet ed è il fratellino piccolo (in centro a Brescia) della Cascina dei Sapori di Rezzato, la casa di Antonio Pappalardo. Le sue pizze sono capolavori celebrati anche fuori provincia e in occasione dell’evento annuale della Capitale della cultura ha realizzato sei pizze ex novo (ognuna cambia dopo due mesi), dedicate a Brescia, ai suoi monumenti e ai prodotti del territorio. Quella in carta fino al 28 febbraio è la Castello di Brescia ispirata alla ricetta dello strachì pàrat, un piatto della Valcamonica con polenta, salvia, cipolle e formaggi misti. Che viene rivisto da Pappalardo con toma di vacca bruna e, fuori cottura, una fonduta di strachì quader, insalata di capulì, concentrato di aceto e miele e una polenta fritta a quadratini.

Via Antonio Gramsci 22/A –  030.79.99.555 – www.ineditopizzeria.it

Forme e Sottoforme

Sono rispettivamente il ristorante e il bistrò inaugurati in questi giorni dalla trentunenne Arianna Gatti, la sous-chef di Philippe Leveillé al Miramonti l’altro, che si mette in proprio e propone, alla prima uscita, due interessanti percorsi che parlano di Brescia e dell’Abruzzo, la sua terra d’origine, in una bella e antica corte dell’Ottocento alle porte della città, verso la campagna. Ma non solo, qui c’è anche da assaggiare la Vittoria alata, un dolce che riprende una statua simbolo di Brescia omaggiando la città in un anno così importante. E si tratta di una mousse di litchi e cioccolato bianco con gel di lamponi e pralinato di sesamo, completata da una polvere di sesamo nero e cialde croccanti. 

Via Codignole 52 – 030.24.00.353 – www.formerestaurant.it

Foto di apertura: © Adrien Olichon su Unsplash

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© Riproduzione riservata - 12/02/2023

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