Dall'Italia Dall'Italia Anita Franzon

Dove bere a Modena. Un weekend tra mercati, acetaie e Lambrusco

Dove bere a Modena. Un weekend tra mercati, acetaie e Lambrusco

Non si può descrivere Modena senza pensare a una cucina, alla tavola ricoperta di farina dove una nonna ha appena tirato la sfoglia, a un piatto di salumi e al profumo di gnocco fritto accompagnato da un bicchiere di Lambrusco vivace, fresco e fruttato. Modena è l’Italia: dove arte e gastronomia si uniscono nella gioia di vivere di chi si sposta in bicicletta e ama visceralmente questa città e i suoi dintorni. Queste terre non lasciano indifferenti, accolgono e abbracciano con calore. E tra una festa e una sagra spingono chi le ha conosciute a tornare.

 

Una, due, tre tipologie di Lambrusco da bere a Modena

Il Lambrusco si comporta come una dolce Madeleine, rievoca il ricordo dei giorni di festa, quando le bottiglie finiscono una dopo l’altra e, a un certo punto, non si contano più perché questo è un vino leggero, e come già documenta Mario Soldati nel suo viaggio emiliano: “Dev’essere bevuto in grande quantità. Ed è buono soprattutto nel momento in cui si trangugia, così più grande è il bicchiere più grande è il piacere”. Seduti sulle panche delle lunghe tavolate o sulle sedie impagliate di antiche trattorie, si possono provare le diverse declinazioni del Lambrusco. Il Salamino è il più coltivato, ma raramente vinificato in purezza, dal Lambrusco Grasparossa si ottengono vini corposi con una cremosa spuma, intensamente colorati di viola, succosi e fruttati, mentre il Lambrusco di Sorbara è più tenue, secco, delicatamente profumato, molto fresco e beverino. Sono tutti ottimi con la cucina sana, vigorosa e forte di queste zone, sempre accompagnata da una scaglia di Parmigiano Reggiano e da una preziosa stilla di Aceto Balsamico Tradizionale.

 

Fuori Modena. Tour tra le cantine del territorio

Lambrusco_IlSalicetoSe Modena offre un rifugio agli affamati, il comune di Bomporto fino all’Ottocento era considerato un porto sicuro per le imbarcazioni che navigavano sul Naviglio Modenese, canale ricavato da una deviazione del fiume Panaro, dove avvenivano gli scambi di merce tra Modena e l’Adriatico.
La Cantina della Volta si trova nel punto in cui le barche dovevano effettuare “la volta” per riprendere la navigazione in senso contrario verso la città. Costruita nel 1920, nel 2010 la cantina è stata ristrutturata e rinnovata da Christian Bellei. Qui il Lambrusco è espresso in tutte le sue sfumature: da quella più tradizionale agli spumanti Metodo Classico.
Il Lambrusco di Sorbara non ha segreti per Paltrinieri, che si trova nella zona detta “Cristo”, da tempo vocata per la coltivazione di questo vitigno. Sant’Agata, Radice e Leclisse sono diverse declinazioni del Sorbara in purezza, da provare in ogni momento del pasto: dall’aperitivo ai secondi piatti tipici; mentre Il Solco è uno dei pochi esempi di Lambrusco Salamino in purezza.
A Campogalliano, comune attraversato dal fiume Secchia, a ridosso della zona naturalistica dei Laghi Curiel, si trova l’azienda Podere il Saliceto. Qui, oltre a Sorbara e Salamino, si coltivano anche altri vitigni autoctoni come il Trebbiano Modenese e il Malbo Gentile.
Visite e degustazioni non solo sono possibili, ma obbligatorie in ognuna di queste cantine. Sarà come sentirsi a casa tra amici in un giorno di festa.

 

Per conoscere tutte le eccellenze modenesi

Il Lambrusco del Fondatore, Lambrusco di Sorbara Doc delle Tenute Agricole Cleto Chiarli, rappresenta la più antica tradizione, un’icona del vino emiliano nel mondo e la capacità di saper lavorare la grande quantità nell’ottica dell’altrettanto grande qualità.
Per chi è interessato non solo all’enogastronomia, ma anche alle altre perle modenesi, Cleto Chiarli partecipa al progetto Discover Ferrari & Pavarotti Land, network di aziende emiliane che rappresenta le eccellenze di questa zona che è anche “terra dei motori” (gli appassionati possono recarsi nei due Musei Ferrari) e apre le porte a turisti e visitatori. Tenuta Cialdini a Castelvetro è una delle tappe gourmet di questo progetto: oltre a una visita guidata della cantina e dei vigneti, si potranno degustare i migliori Lambrusco.
Anche Gavioli antica cantina a Nonantola è stata inserito nello stesso tour: l’azienda si trova a Nonantola e, visitandola, si possono percorrere 220 anni di storia raccolti in un museo dove compiere un viaggio nel tempo attraverso antichi oggetti, macchinari e fotografie, vecchie e nuove bottiglie di Lambrusco.

 

Acetaia PedroniDove mangiare (e vistare un’acetaia)

Antica Osteria di Rubbiara e Acetaia Pedroni: su una strada di campagna a Rubbiara, frazione di Nonantola, non ci sono né cartelli, né insegne, ma solo una vecchia lanterna che indica la presenza di un’osteria. Qui è stata allevata una stirpe di osti. Oggi decide Italo cosa farvi mangiare, tutti piatti della tradizione con un servizio molto particolare. Attenzione: non possono entrare i cellulari. Spenti o silenziosi non importa, Italo li ritira all’entrata e li restituisce solo dopo il conto. Prima o dopo pranzo potete fermarvi a visitare anche l’antica acetaia Pedroni, dove l’aceto Balsamico Tradizionale invecchia per anni in barili secolari di rovere e castagno.

Ermes (059.23.80.65): aperta solo a pranzo, quella di Ermes è una cucina tradizionale al 100% nel centro della città. Ambiente rustico e cucina genuina: è consigliata la prenotazione, sebbene la possibile attesa valga la pena anche solo per un piatto di tortellini.

Archer: è il regno delle ispirazioni deliziosamente abitudinarie di Marina Bersani, donna oste e grandissima Archeresperta di vino. Un ottimo posto, elegante e accogliente, per degustare piatti ricercati e vini che hanno sempre un loro, giustissimo perché.

Franceschetta58: chi non conosce l’Osteria Francescana dello chef Massimo Bottura? Una vera esperienza modenese, ma che ha il suo giusto prezzo. Per chi volesse avvicinarsi comunque a questo mondo, ma a prezzi più contenuti, è nata Franceschetta58: il lato più accessibile, ma ugualmente ricercato della cucina capitanata dalla chef Marta Pulini.

Il mercato coperto Albinelli: per un pranzo veloce, ma sempre gustoso, si può fare un giro al mercato coperto, dove il venerdì mattina la gastronomia Manzini prepara le frittelle di baccalà e, appena fuori il mercato, si può prendere un panino al piccolo bar Schiavoni.

Casa Carpanelli: per chi ama la campagna, gli agriturismi, il cibo genuino e sapori che arrivano direttamente dalla fattoria. È un posto dove passare la domenica tra amici, adatto anche per le famiglie numerose: i bambini possono prendere parte a numerose attività e giocare nel grande parco, dove in estate apre anche la piscina.

 

Dove dormire

In centro a Modena, vicino a piazza della Pomposa: Il Fonticolo

 

In foto: Piazza Grande, centro storico di Modena (foto Davidtsousa)

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© Riproduzione riservata - 13/03/2016

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