La filosofia che guida le Tenute del Leone Alato si concretizza nell’azienda del gruppo situata nel cuore della Valpolicella. Un team affiatato, con la consulenza dell’enologo Riccardo Cotarella, dà vita a vini dall’espressione territoriale nitida e misurata
Il progetto delle Tenute del Leone Alato, nato nel 2022 come evoluzione di Genagricola con focus sul business vitivinicolo, riunisce oggi un mosaico di territori di grande vocazione: Piemonte, Veneto, Friuli e, ultimo ingresso, la Toscana con la tenuta Duemani. Il gruppo ha scelto di rafforzare la propria identità legando i luoghi di produzione alla dimensione della bellezza e della natura, secondo tre pilastri dichiarati: coerenza, biodiversità e tradizione. A unire tutte le realtà del gruppo è una parola chiave: rispetto.

La squadra di Costa Arènte
Nel cuore della Valpantena, Costa Arènte rappresenta una delle espressioni più interessanti di questo approccio. Qui l’avventura prende forma nel 2016, quando alla guida della realtà arriva l’enologo Giovanni Casati. In cantina operano Giovanni Gozzi, responsabile della produzione, il cantiniere Lorenzo Rebonato e Giovanni Conselvan, la squadra che gestisce una struttura tecnologicamente avanzata pensata non per inseguire la quantità ma per lavorare sulla precisione stilistica. A sottolinearlo è anche l’enologo consulente Riccardo Cotarella, che ricorda come «parlare di “mode del vino” sia quasi una bestemmia: il vino, per sua natura, è prima di tutto espressione del territorio». In questo senso il primo vino della gamma assume un valore simbolico e tecnico insieme.
Il Valpolicella Valpantena Superiore e il Ripasso
Il Valpolicella Valpantena Superiore Doc 2023 mostra un colore non tenue ma brillante, con leggere sfumature aranciate tipiche. Il profilo olfattivo è misurato e fine: ciliegia croccante, spezie leggere e un frutto maturo ma non eccessivo. In bocca spicca l’eleganza del tannino, presente ma discreto, che accompagna un finale di buona persistenza con un accenno pepato. Risultato tutt’altro che scontato in un’annata estrema, segnata da nubifragi e grandinate, dove il lavoro in vigna ha restituito un vino quasi “contadino” nella sua autenticità.
Il Valpolicella Valpantena Ripasso Superiore Doc 2021 offre invece un profilo pieno e polposo, con richiami alla ciliegia ferrovia, viola e spezie dolci. La scelta stilistica punta su scorrevolezza, sapidità e pulizia, evitando l’eccesso di estrazione legato a permanenze troppo lunghe sulle bucce dell’Amarone. L’annata, con primavera piovosa, estate calda e autunno fresco, ricorda quelle “di una volta” per equilibrio e maturità.

L’Amarone in anteprima e l’annata 2019
Particolarmente attesa è l’anteprima dell’Amarone della Valpolicella Valpantena Docg 2020, che sarà presentato a Vinitaly. Il vino esprime un’annata territoriale dal profilo nitido, con maturazioni complete nonostante i picchi di calore. Il colore è rubino brillante con riflessi aranciati; al naso emergono note agrumate, ciliegia e viola, accompagnate da un appassimento croccante. L’ingresso è morbido e aggraziato, con alcol evidente (16,5%) e tannino che compare solo nel finale, mantenendo eleganza e precisione pur in un millesimo complesso.
Tra le annate in degustazione spicca l’Amarone 2019, valutata Valpantena per equilibrio climatico e dotata di struttura e potenziale di longevità. La lettura del territorio è arricchita anche dalle riflessioni del giornalista Angelo Peretti, che individua nelle diverse vallate della denominazione caratteri distintivi: dalla ciliegia carnosa di Sant’Ambrogio e Negrar al frutto acidulo di Marano, fino alla trama tannica granulosa e tattile della Valpantena.
L’originale Molinara Rosé e il Recioto
Completano il quadro un’originale interpretazione della Molinara spumantizzata, marcatamente sapida, e il Recioto della Valpolicella Valpantena Docg 2022, elegante e scorrevole, con note di rosa, viola e ciliegia e una dolcezza sostenuta da freschezza e tannino fine. Insieme, queste etichette delineano la traiettoria di Costa Arente: un progetto che guarda al futuro senza rinunciare alla memoria territoriale, dove tecnologia e sensibilità agronomica si incontrano per restituire vini di identità nitida e rispetto profondo per la Valpolicella.