Dall'Italia Dall'Italia Anna Prandoni

Cosa abbiamo scoperto a HostMilano

Cosa abbiamo scoperto a HostMilano

Andata in scena dal 22 al 26 ottobre, la fiera dedicata alla ristorazione e all’accoglienza ha davvero segnato il momento della ripresa di un comparto che sta rilanciando la sua identità e sta cercando di ricominciare a correre dopo lo stop forzato. 

HostMilano, la fiera internazionale dedicata al settore della ristorazione e dell’accoglienza – quest’anno in contemporanea con Tuttofood, Meat-tech e il Salone del caffè – ha messo a segno numeri decisamente positivi; 1.200 espositori, di cui 435 esteri, provenienti da 43 Paesi. I 150 mila visitatori hanno incontrato 2.700 aziende e hanno mostrato la dinamicità e la capacità di reazione di un settore in grado di rigenerarsi dopo la crisi.

Numeri in crescita per il fuoricasa

Dopo 20 mesi di fermo, già dalla scorsa estate il mercato italiano dei consumi fuori casa è ripartito con slancio. La crescita decisa ha riguardato tutto il mondo dell’out of home e, secondo le previsioni di Tradelab, il 2021 si dovrebbe assestare sui 66 miliardi di euro, in netto aumento rispetto ai 54 miliardi del 2020, ancora sotto al livello degli 85 miliardi del 2019. Per tornare dunque ai livelli pre Covid serve una spinta ulteriore, servono investimenti e nuove strade, che le aziende del settore stanno cercando e provando a percorrere. 

Il ruolo chiave dell’export

Il settore dell’ospitalità e quello del fuoricasa potranno essere i segmenti trainanti di questa crescita, anche se è l’export a fare la differenza. Gli analisti prevedono che a fine 2021 le esportazioni agroalimentari italiane supereranno la soglia dei 50 miliardi di euro. Naturalmente anche grazie ai 6,8 miliardi di risorse stanziate dal PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) a sostegno diretto del comparto, che oggi conta oltre 500 mila addetti. Ma i numeri sono comunque significativi: secondo l’ufficio studi del network internazionale PwC, l’export italiano nel 2021 ha già superato i livelli pre pandemia e entro il 2023 toccherà 532 miliardi di euro, con una crescita del +24% rispetto al 2020

L’imperativo della sostenibilità

Ma quali sono le tendenze e quali i trend che si sono registrati proprio visitando la fiera? L’imperativo è decisamente univoco: sostenibilità e risparmio energetico. Dalla pasticceria all’arredo, dalla tecnologia alla tavola, tutte le aziende si stanno impegnando più o meno attivamente per proporre prodotti che siano più leggeri per il pianeta, che consentano un risparmio sostanziale di materie prime o di energia, e che diano agli operatori del settore la possibilità di lavorare in maniera più etica e sensibile. 

I mille utilizzi dei legumi

Un esempio per tutti: la enorme quantità di prodotti che usano i legumi come nuova base, da declinare in tutte le possibili varianti. Dai legumi per colazione alla pasta, dalla non-carne ai dessert più creativi. Grazie alla loro capacità nutritiva e al significativo apporto di proteine, sono il nuovo oro alimentare e fanno da richiamo per un consumatore sempre più attento all’alimentazione e alle sue declinazioni salutari. 

Ridurre carne e proteine animali

In generale, le alternative alla carne sono sempre più interessanti e svelano una grande attenzione rispetto alla nuova moda green e reducetariana, che cioè prevede la riduzione del consumo di carne e proteine animali, senza diventare però vegetariani. In un mondo in cui mangiare carne è sempre di più un lusso da concedersi con parsimonia, finti polli e hamburger vegetali sono sempre più richiesti dal mercato, e sempre più gradevoli nelle consistenze. 

Le nuove sfide all’orizzonte

Naturalmente il mondo della carne non sta a guardare. E proprio in occasione del salone Meat-Tech propone alimenti sempre più di qualità, sempre più processati e pronti per il consumo. È evidente che il futuro passerà dal connubio tra innovazione, sostenibilità e digitalizzazione delle attrezzature professionali, soprattutto in questo settore così controverso. Vincerà sempre di più chi è in grado di offrire attenzione alla filiera, grande qualità, darà un prodotto sempre più adatto alla conservazione e soprattutto già pronto. Carpacci e tartare sono quindi la vera sfida. Le tecnologie di processo e le soluzioni di confezionamento e imballaggio per il largo consumo hanno in questo ambito un grande ruolo per il progresso. 

Focus sul caffè e sulle modalità di consumo

Sul fronte caffè, grande attenzione al Nuovo Mondo che si sta delineando e che sta modificando le nostre abitudini di consumo. Anche qui sono tecnologia e sostenibilità i driver dell’innovazione. Novità di prodotto, certo, ma soprattuto condivisione di idee; le abitudini di consumo non sono più le stesse di due anni fa e sono cambiate anche le esigenze e le priorità dei clienti. L’innovazione tecnologica è stata il punto focale: dai progetti sulla connettività della macchina alla rete internet per migliorare la user experience del barista, alle numerose innovazioni in campo macinatura, ormai vero cuore del segmento, insieme alla scoperta delle monorigine e dell’affascinante mondo degli Specialty coffee.

Attenzione al packaging… e alla Corea

Per chiudere, una nota anche sul packaging, sempre più importante strumento di vendita soprattutto sui mercati esteri. È  il momento dell’attenzione al dettaglio, della ricerca, e del lusso anche nella confezione. Perché il primo approccio con un brand è pur sempre il suo vestito esterno, che va curato esattamente come il prodotto al suo interno. Una nota di merito alla Corea, l’area che ha più appassionato i professionisti, presente con i prodotti tradizionali e i suoi tè. Idee intriganti per chi ha il desiderio di proporre sempre qualcosa di nuovo ai suoi clienti in cerca di suggestioni inconsuete. 

Foto di apertura: HostMilano si è svolta dal 22 al 26 ottobre con grande successo di pubblico

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© Riproduzione riservata - 30/10/2021

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