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Con Inoveno la ricerca è a portata di click

17 Marzo 2014 Elena Erlicher
Il mondo della microbiologia, e in particolare dei lieviti indigeni, i vini rosati e gli spumanti sono al centro di Inoveno. Innovazioni enologiche per la produzione vitivinicola siciliana, il progetto promosso dall’Irvos (Istituto regionale vini e oli di Sicilia), i cui risultati sono stati presentati venerdì 14 marzo al Palazzo Steri di Palermo. Il lavoro di ricerca si contraddistingue per l’applicazione di innovativi protocolli enologici messi a punto dall’Istituto in sei Cantine del territorio (Alto Belice, Colomba Bianca, Europa, Patria, Primavera e Tenuta Gatti). Basta un click per accedere ai risultati di ricerca: Il trasferimento di know-how ai tecnici aziendali avviene attraverso il Manuale Inoveno, scaricabile gratuitamente dal sito www.ats-inoveno.it. LA SCIENZA AL SERVIZIO DELLA TRADIZIONE - Tutti, ricercatori e Cantine coinvolte, hanno lavorato perseguendo un obiettivo comune: migliorare i vini nell’ottica della tradizione e della tipicità. Il progetto è stato finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito della misura 124 del Programma di Sviluppo Rurale 2007/13. «Gli ultimi due anni e mezzo di lavoro (tale è stata la durata di Inoveno, nda)», ha detto Daniele Oliva, capo area tecnico-scientifica dell’Irvos, «hanno rappresentato un forte esempio di trasferimento tecnologico e confidiamo che i buoni risultati raggiunti possano estendersi ad altre cantine siciliane». PER I ROSATI MATURAZIONI PIÙ LUNGHE - Per quanto riguarda il protocollo sui rosati, applicato nella Cantina Alto Belice (Palermo), l’innovazione principale è consistita nella sosta prolungata del mosto sulle fecce fini (maturazione sur lies). Il vino prodotto in questo modo ha evidenziato caratteri sensoriali più stabili e una buona tenuta di colore nel tempo. 3 METODO CLASSICO E 1 CHARMAT - Il protocollo sugli spumanti è stato testato nelle Cantine Alto Belice, Primavera (Trapani) e Tenuta Gatti (Messina), dove sono state prodotte quattro etichette – tre Metodo Classico e uno Charmat – da uve Catarratto lucido, Chardonnay, Pinot nero+Nocera (rosé). Nel corso del collaudo il ceppo di lievito A1-27 selezionato dall’Irvos per la rifermentazione in bottiglia (Metodo Classico Alto Belice) ha permesso una miglior caratterizzazione del prodotto. PREMIATO IL CATARRATTO - Nel caso dei lieviti indigeni, cioè quelli che l’Istituto aveva selezionato nell’area sud-orientale dell’isola, anticamente rinomata per la produzione di vino (V sec. a.C.), «sono stati utilizzati i ceppi A4-9 e B2-48 per produrre rispettivamente bianchi da Catarratto e rossi da Nero d’Avola, le due varietà più coltivate in Sicilia», ha spiegato Oliva. Il Catarratto di Patria, presentato a Radici del Sud 2013 (Salone internazionale di autoctoni meridionali) ha vinto il primo premio per la sua categoria. IL MANUALE - Parte importante del progetto è il Manuale Inoveno. Si tratta di uno strumento utile per le Cantine che sono interessate ai protocolli messi a punto dall’Istituto. Il Manuale comprende anche un’appendice che analizza il mercato Usa (tipologia, legislazione, strategie di vendita), uno di quelli ritenuti più adatti a questi vini.

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