In Italia In Italia Alessandro Torcoli

Coevo: è cominciata la tournée del 2009

Coevo: è cominciata la tournée del 2009

I migliori ristoranti d’Italia saranno il set di presentazione della nuova annata di Coevo, l’ammiraglia della Cecchi che esprime lo spirito del tempo con uve provenienti dal Chianti e dalla Maremma, in combinazioni sempre differenti. Ed ecco a noi il 2009, dopo il 2006 e il 2007, mentre il 2008 non è stato prodotto. È stato abbinato alla cucina raffinata ma gustosa del ristorante milanese Park Hyatt.

L’APPORTO DEL PETIT VERDOT – Andrea Cecchi, l’enologo di casa che guida l’azienda di Castellina (Siena) con il fratello Cesare, ha sottilineato il maggior apporto di Petit Verdot dell’azienda agricola Val delle Rose in Maremma, poiché risultava più espressivo e fruttato del solito. Coevo 2009 è dunque un uvaggio di Sangiovese (50%), Cabernet Sauvignon (10%) di Castellina in Chianti con l’affiancamento di Petit Verdot (30% contro il 15% delle annate precedenti) e Merlot (10%).

Andrea Cecchi, enologo dell'omonima azienda

AUMENTA LA PRODUZIONE – Coevo 2009 è disponibile in 11 mila bottiglie da 0,75 litri e 500 Magnum, in crescita rispetto alle 8 mila del 2007. Evidentemente la strategia dei fratelli Cecchi è vincente: «Abbiamo capito» ha dichiarato Cesare in una nota stampa, «che in un momento di grande crisi come questa, iniziata ormai da oltre quattro anni, dobbiamo generare idee e realizzare progetti. Ci auguriamo di avere anche con questo 2009, nel segno della continuità, le fortunate peformances delle precedenti annate».

IN DEGUSTAZIONE – Abbiamo avuto quindi l’occasione di assaggiarlo in anteprima: è un vino opulento ed elegante, certamente ancora troppo giovane, con piacevoli e vividi sentori balsamici e di foglia di tabacco, ancora non perfettamente bilanciati con il frutto, che dona le sue intense note di sottobosco e di prugna secca. Rispetto alle precedenti release si esprime immediato con maggiore apertura, più solare e suadente grazie all’apporto superiore di Petit Verdot.

UN OTTIMO INVESTIMENTO – Certamente, come ci accadde nel 2011 con Coevo 2006, ciè cinque anni dopo la vendemmia, rimarremo piacevolmente goduti davanti alla bottiglia tra un paio di anni. Un ottimo investimento comunque: un vino unico nel suo genere per filosofia produttiva (4 uve da 2 territori), potente ed elegante, che in enoteca si colloca attorno ai 50 euro.

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© Riproduzione riservata - 03/10/2012

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