Dal mondo Dal mondo Riccardo Oldani

Vendemmia e climate changing: i francesi si preparano. L’ultimo studio in Borgogna

Vendemmia e climate changing: i francesi si preparano. L’ultimo studio in Borgogna

Checché ne dicano i negazionisti, il riscaldamento globale è un fenomeno reale, con un impatto particolarmente visibile in viticoltura. In Francia i produttori ne sono consapevoli, al punto da mettere da parte la tradizione per adottare sempre di più pratiche difensive come l’irrigazione. Una presa di consapevolezza che trae origine anche da uno studio eccezionale realizzato in Borgogna.

Spesso si descrive la viticoltura europea come molto più “ingessata” e statica rispetto a quella del Nuovo Mondo che, al contrario, sarebbe più aperta all’innovazione e assai meno condizionata dal peso di tradizioni secolari. Può darsi che sia così ma, con il loro pragmatismo, i francesi paiono candidarsi per sfatare questa convinzione, almeno per quanto riguarda le iniziative di contrasto ai cambiamenti climatici.

Cade il tabù dell’irrigazione

Non parliamo ancora dell’idea di rimpiazzare i vitigni tradizionali con altri più adatti a climi siccitosi, che pare ancora troppo rivoluzionaria anche nei luoghi più avvezzi al cambiamento come la California. Ma sul tabù dell’irrigazione, per esempio, i viticoltori transalpini si mostrano più aperti di quanto si potesse immaginare. Un recente studio dell’Università di Montpellier, infatti, evidenzia come nell’area produttiva della Linguadoca-Rossiglione il 28% dei produttori adotta già regolarmente l’irrigazione di soccorso per fronteggiare i cambiamenti climatici, e che un altro 39% sta considerando l’opzione per il futuro.

Programmarsi per tempo

L’unico dubbio che li frena è legato alla percezione che la disponibilità d’acqua sia già troppo limitata nella regione. In altre parole, i viticoltori della zona temono che l’irrigazione non possa essere una risposta definitiva al riscaldamento del clima perché presto potrebbe non esserci acqua a sufficienza per praticarla. I ricercatori dello studio concludono, quindi, che occorre prepararsi con nuovi strumenti di previsione della domanda d’acqua e di pianificazione delle scorte per supportare le necessità delle Cantine.

Il legame tra vendemmia e clima

Tutto questo si inserisce in un dibattito sugli effetti del riscaldamento globale sulla viticoltura che nel Paese transalpino è molto vivace. Certamente anche in Italia non manca chi si occupa e si preoccupa della questione, come abbiamo visto di recente con le iniziative della Fondazione Edmund Mach a supporto del progetto europeo Medcliv e della piattaforma di informazione online Vineas. Ma in Francia l’argomento è particolarmente sentito dai produttori, anche per effetto di una serie di studi che hanno stabilito inequivocabilmente un nesso diretto tra coltivazione della vite e riscaldamento del clima.

Uno studio pionieristico

Quello più significativo, che in Italia ha avuto una debole eco al momento della sua pubblicazione nell’agosto del 2019, riguarda la straordinaria ricostruzione delle date di vendemmia in Borgogna degli ultimi 667 anni, pubblicata dalla rivista scientifica “Climate of the Past” della European Geosciences Union. Condotta da un pool di studiosi francesi, svizzeri e tedeschi, la ricerca ha raccolto varie serie storiche di dati, compresi anche i registri di pagamento dei braccianti, per ricostruire con precisione il giorno esatto dell’inizio della vendemmia nell’area di Beaune a partire dal 1354. Il dato è sintomatico perché la vite risente in modo particolare della temperatura nella stagione vegetativa, compresa tra primavera ed estate, “regolando” di conseguenza il momento di maturazione dell’uva, da cui dipende l’inizio della vendemmia.

L’ultimo, torrido trentennio

Lo studio è particolarmente interessante perché ha dimostrato come si siano verificati anni particolarmente caldi in tutti i sette secoli considerati, ma che soltanto dal 1988 il fenomeno è diventato costante, al punto che nell’ultimo trentennio la data di inizio della vendemmia è anticipata in media di 13 giorni rispetto a tutti gli anni precedenti. Anni particolarmente caldi, con vendemmie precoci, si sono per esempio verificati nel 1556, nel 1719, nel 1822 e nel 1893, ma 8 delle 16 estati con le più alte temperature si sono verificate dal 2003 in avanti.

clima e vendemmia

Il grafico indica il giorno d’inizio della vendemmia nella zona di Beaune negli anni dal 1354 al 2018. In media il raccolto viene fatto agli inizi di ottobre, ma nell’ultimo trentennio la data è stata sempre più anticipata, fino a cadere tra le fine di agosto e gli inizi di settembre. Fonte: “The longest homogeneous series of grape harvest dates, Beaune 1354–2018, and its significance for the understanding of past and present climate”, Climate of the Past, volume 15, n. 4, 2019.

Dai salari ai giornali locali

Lo studio in questione, tra l’altro, ha introdotto nuovi metodi per mettere a confronto e uniformare dati storici di diverso tipo che consentono di ricavare informazioni sul clima. Sono state usate tra l’altro serie (disponibili in un database accessibile previa registrazione) che attestano i pagamenti dei braccianti giornalieri incaricati di raccogliere l’uva tra il 1354 e il 1506 in parcelle del territorio di Beaune, dove ancora oggi sono prodotti Grand Cru e Premier Cru e che già nel Trecento erano noti per la qualità dei vini. In seguito si è passati alle date delle riunioni tenute nella chiesa di Nôtre-Dame di Beaune per organizzare le operazioni di vendemmia e poi ancora alle deliberazioni del consiglio cittadino che fissavano le date di inizio del raccolto. In tempi più recenti si è passati anche ad articoli di giornali locali riferiti alla vendemmia.

Nuovi metodi di analisi

Tutta questa varietà di fonti è stata rielaborata secondo un metodo statistico che ha consentito di ricreare con estrema precisione la serie plurisecolare. Un grande sforzo, che ha messo a disposizione un armamentario teorico e pratico utilizzabile in teoria anche in Italia, per chi volesse realizzare nel nostro Paese uno studio simile. Ne è scaturito anche un articolo che definisce lo stato dell’arte delle tecniche di ricostruzione storica degli indici climatici, attualmente ancora in fase di preprint e in attesa di pubblicazione.

Foto di apertura: vigneti nei dintorni di Beaune, in Borgogna, dove il vino era rinomato già nel Trecento © I. Taylor – Unsplash

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© Riproduzione riservata - 09/06/2021

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