Premium Premium Riccardo Oldani

Che cosa è meglio non trovare nel calice

Che cosa è meglio non trovare nel calice

Come per ogni prodotto alimentare anche nel vino possono essere presenti sostanze nocive o comunque non benefiche. Provengono da trattamenti in vigna e in cantina o si originano in bottiglia. Le norme fissano limiti alla loro presenza.

L’articolo fa parte della Monografia Vino e Salute
(Civiltà del bere 2/2022)

Se il vino è un concentrato di composti che fanno bene alla salute, come qualsiasi altro prodotto alimentare può però anche sviluppare o contenere sostanze potenzialmente nocive o, comunque, non propriamente benefiche per il nostro organismo. Tossine possono per esempio originarsi in bottiglia per effetto di contaminazioni, a causa dell’azione di funghi o di batteri. I produttori lo sanno e, come per ogni altro alimento, corrono ai ripari utilizzando conservanti di vario tipo tra cui quello più conosciuto, l’anidride solforosa. Dal momento poi che la viticoltura è la pratica agricola che fa maggior ricorso a trattamenti “in campo”, per l’intrinseca debolezza della vite coltivata, esposta all’attacco di malattie e parassiti, può anche succedere che alcuni di questi composti sopravvivano ai vari processi produttivi per finire nel nostro calice.

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© Riproduzione riservata - 05/07/2022

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