Dall'Italia Dall'Italia Aldo Fiordelli

Censimento delle Vecchie Vigne: il Piemonte

Censimento delle Vecchie Vigne: il Piemonte

Continua il nostro viaggio alla scoperta delle Vecchie Vigne d’Italia. Siamo in Piemonte, dove nella zona di Barolo e Barbaresco si rimpiazzano le viti anziché ripiantarle ex novo, come in Borgogna. Senza dimenticare le pergole della Val d’Ossola e gli esempi di Gattinara e Lessona. Per segnalare vecchie vigne di oltre i 30 anni d’età scrivere a redazione@civiltadelbere.com.

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Nelle Langhe, come in Borgogna, vige l’usanza di rimpiazzare le viti anziché reimpiantare i vigneti, ma non sempre è possibile. È un’esigenza che nasce dal costo della terra e dei vini, ma anche dal fatto che nella zona di Barolo e Barbaresco si è piantato in maniera corretta già nell’immediato Dopoguerra grazie a una viticoltura più matura rispetto ad altre zone d’Italia. La fillossera, scoperta e isolata nel 1854, notata in Francia nel 1868/9, è arrivata presto in Piemonte. Fonti della Regione attestano che l’infiltrazione fu registrata nel 1879 inizialmente in provincia di Como per dilagare poi nella provincia di Novara e Varese. Non è forse un caso se la scuola enologica di Alba fu fondata nel 1888. Oggi l’età media dei vigneti si aggira sui 30 anni.

Le più antiche sono in Alto Piemonte. Maria Teresa Mascarello, ad esempio, nel 2015/6 ha estirpato il San Lorenzo che era la vigna più vecchia, di circa 70 anni. Dopo tre anni di riposo nel 2019 c’è stata la prima vendemmia, ma la produzione solo dal 2020. Fabio Alessandria di Burlotto ha ripiantato in quattro momenti diversi 2 ettari: nel 1957, 1980, 1990 e 2014. «La differenza tra vigne vecchie e giovani», racconta Alessandria, «si è sentita nel 2017, quando gli impianti più recenti hanno sofferto molto. Si vedeva in campagna e si percepiva nella lunghezza dei vini e nell’eleganza del tannino». Da non sottovalutare per l’età delle piante il vigneto dell’Alto Piemonte. In Val d’Ossola, sul Prunent (il locale Nebbiolo) l’età media delle pergole è di 70-80 anni principalmente perché è difficile rimpiazzarle, ma anche perché questa forma di allevamento consente una bella longevità delle viti. Non meno invecchiati sono i vigneti di Gattinara o Lessona.

L’età media delle pergole di Prunent (Nebbiolo) in Val d’Ossola è 70-80 anni

Elvio Cogno

Pre-Phylloxera, Barbera d’Alba Doc

Sebbene di appena 4.000 mq, questa porzione di vigna (I Berri, a La Morra) produce una delle migliori Barbera d’Alba. Si tratta di viti di 120 anni d’età, piantate su piede franco grazie al suolo, non più calcareo argilloso ma estremamente sabbioso con tracce di ferro, che non consente alla fillossera di trovare un habitat favorevole. Le rese sono particolarmente basse, permettendo una buona maturazione degli acidi del frutto senza eccessivi picchi di zucchero. La profondità di questo vino è emozionante per i pochi che, data l’esigua produzione, hanno avuto la fortuna di assaggiarlo. Una rarità voluta e inseguita da Valter Fissore con passione che, nel 2010, si concretizza nella conduzione di queste “sculture della natura”.

Cappellano

Piè Franco, Barolo Docg

È una delle etichette più in vista del Piemonte restando nel tema delle vigne a piede franco. Quando negli anni Ottanta Teobaldo Cappellano mise in pratica quella che per molti era una follia, ovvero mettere a dimora nel vigneto Gabutti di Serralunga alcuni filari di Nebbiolo Michet a piede franco, la decisione sembrò un’eresia ma anche un ritorno alle origini. “Un’evoluzione all’indietro”, per usare le parole dello stesso Teobaldo, dettata dal desiderio di restituire in qualche modo il Barolo a se stesso e a un’idea di purezza, ma anche un omaggio al nonno Giovanni, che visse i suoi ultimi giorni in Africa adoperandosi per capire quanto ci fosse di inevitabile nell’adozione del nuovo sistema e per cercare vitigni resistenti al terribile parassita. Quella scelta oggi ci restituisce un Barolo di grande intensità, profondità ed espressività.

Giacomo Fenocchio

Barolo Villero Docg

Claudio Fenocchio ha pazientemente rimpiazzato le poche fallanze della sua vigna nella menzione geografica aggiuntiva di Villero (Castiglione Falletto). Si tratta di un 8-10% circa che porta a 50 anni l’età media di un vigneto altrimenti piantato 65 anni fa. Un ettaro dal quale il produttore di Castiglione Falletto produce uno dei vini firma della Cantina Fenocchio, il suo Barolo Villero appunto. Cruciali per la maturazione polifenolica e per l’equilibrio della pianta, le radici profonde delle vecchie viti conferiscono a questo Nebbiolo da Barolo una particolare cremosità estrattiva.

Cavallotto

Vigna San Giuseppe, Barolo Bricco Boschis Riserva Docg

Su un’estensione di 17 ettari, 15 e mezzo sono di proprietà della famiglia Cavallotto, quasi un monopole quello su Bricco Boschis (Castiglione Falletto). Al suo interno, nella parte alta, ci sono piante giovani e cloni di rosé, meno tannici e con più profumi, dai quali arriva il Langhe Nebbiolo. Il resto viene usato per il Barolo con la particolarità che, per la riserva San Giuseppe, vengono selezionate solo vigne da 50 anni di età. Ciò oltre alla profondità delle note di brace e di goudron, restituisce al vino una particolare mineralità terrosa e una squisita dolcezza di tannino in vini potenti, estrattivi e longevi.

Antoniolo

Osso San Grato, Gattinara Docg

Delle 55.000 bottiglie prodotte, interamente provenienti dai 14 ettari di proprietà, solo una decina di migliaia provengono dai tre famosi cru della famiglia Antoniolo. Osso San Grato è il più grande, con i suoi 5 ettari totalmente esposti a sud su terreno ricco di porfido e di origine vulcanica interamente piantato a Nebbiolo con ceppi di circa 60 anni di età. Un vigneto ripido dal quale si produce uno dei più grandi Gattinara. Vinificato in cemento, con alcolica e malolattica spontanee, poi 3 anni di affinamento in botte. All’eleganza dei vini dell’Alto Piemonte si aggiungono una bella concentrazione e una struttura di grande longevità.

Foto di apertura: le piante a piede franco di 120 anni d’età per la Barbera d’Alba Pre-Phylloxera di Elvio Cogno

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© Riproduzione riservata - 24/09/2021

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