Senza confini Senza confini Anita Franzon

Borgogna 2021: un’annata difficile e piena di paradossi

Borgogna 2021: un’annata difficile e piena di paradossi

Stanno facendo discutere le nuove uscite en primeur dei vini di Borgogna 2021, contrassegnata da una catastrofica gelata primaverile e da un’estate molto umida. Volumi dimezzati e prezzi alle stelle spaventano gli acquirenti.

Per approfondimenti: Club Oenologique, The drinks business, Jancis Robinson, The drinks business, Harpers.co.uk, Wine-searcher, Decanter e Decanter

Il risultato è una 2021 che le riviste di settore descrivono “entusiasmante in termini di qualità”, ma difficile per via delle quantità limitate. Nonostante tutto, i prezzi sono in ulteriore crescita. Nascono così alcune perplessità e anche la prima flessione della domanda.

Gelo estremo, quantità ridotte e produttori ottimisti

Nell’aprile del 2021 un’inaspettata gelata ha ridotto il raccolto in Borgogna di oltre il 50% e in alcune aree anche dell’80-85%. Lo Chardonnay è stato particolarmente colpito, ma i produttori sono rimasti ottimisti, perché i (pochi) vini ottenuti sono freschi, leggeri, profumati e con un contenuto livello alcolico (12,5-13%).
«Hanno tutte le qualità per le quali molte persone si sono innamorate per la prima volta della Borgogna», ha affermato il buyer Julian Campbell (Club Oenologique). Secondo altri critici del vino si tratterebbe, dunque, di un ritorno alla freschezza e allo stile tradizionale degli anni pre-riscaldamento climatico. Eppure, la campagna en primeur dei vini di Borgogna 2021 da molti esperti è stata definita come “insolita” (The drinks business).

Un ritorno al classicismo

Secondo il rapporto sull’annata del négociant Jean-Claude Boisset citato da Jancis Robinson: “La regione ha raramente sperimentato condizioni tanto dure. Le generazioni più anziane possono solo ricordare l’annata del 1951 come così estrema”. Ma la giornalista e Master of Wine britannica aggiunge che al giorno d’oggi molte Cantine dispongono di un tavolo di cernita, o anche una selezionatrice ottica, in modo da vinificare solo le uve migliori, pur riducendo ulteriormente le quantità. «Ciò che il 2021 offre, nelle mani giuste ovviamente, è un ritorno al classicismo, un prodotto più simile a quello degli anni ’70 e ’80, ma con uve di prima classe e più abilità ed esperienza in cantina», spiega Jancis Robinson. Resta, però, il problema della quantità limitata, un grattacapo per tutti, dai coltivatori ai consumatori, passando per i négociant e gli importatori. E «per quanto riguarda i prezzi: meglio non chiedere», conclude la giornalista.

Borgogna, un lusso per pochi

Jancis Robinson non è l’unica ad aver sottolineato il problema dei prezzi eccessivi per i vini della Borgogna. Anche secondo altri critici la prestigiosa regione francese potrebbe presto trovarsi ad avere più vino che acquirenti. Con i prezzi lievitati di circa il 25%, «la Borgogna è ora fuori dalla portata della maggior parte degli acquirenti?», si chiede Arabella Mileham in un altro articolo dedicato al tema su The drinks business, dove viene inoltre affermato come le più pregiate etichette della Borgogna siano ormai un lusso accessibile solo a pochissimi ristoranti londinesi. Alcuni dei migliori nomi escono, inoltre, più tardi del solito, poiché i produttori decidono in merito alle assegnazioni e ai prezzi, si legge su Harpers.co.uk, dove il “caso Borgogna 2021” viene definito come “un mercato in rotta di collisione”.

Vini troppo costosi: i prezzi ora spaventano gli acquirenti

Su Wine-searcher W. Blake Gray spiega come la Borgogna avrebbe raggiunto il limite massimo di prezzo. Citando il nuovo rapporto di Liv-ex, il giornalista introduce una novità che potrebbe da oggi in poi modificare il mercato dei vini pregiati: per la prima volta in tanti anni la Borgogna sta infatti sperimentando qualcosa di nuovo, ovvero una carenza di acquirenti che, spaventati da numeri troppo alti, si stanno allontanando. L’attuale rapporto bid-to-offer è di 0,26: in netto calo rispetto all’1,1 dell’anno scorso. Ciò significa che per ogni vino della Borgogna immesso sul mercato, un anno fa c’erano più offerenti che vini. Ora non è più così.

I produttori applicano il “principio di scarsità”

Ma le ridotte dimensioni del raccolto hanno incoraggiato i produttori ad aumentare i prezzi per compensare il deficit, una situazione che si adatta perfettamente al “principio di scarsità”: oltre a pagarle di più, gli acquirenti dovranno accontentarsi di pochissime bottiglie; si è parlato di una “vera compressione delle assegnazioni” (Decanter). I produttori francesi non sembrano, dunque, così preoccupati: anche se ci sarà solo la metà degli acquirenti, hanno a disposizione la metà del vino.
«Ma, a detta di tutti, l’annata 2022 ha prodotto un raccolto molto più ampio, quindi il prossimo anno potrebbero esserci fino al doppio dei vini in vendita. E allora vedremo», scrive W. Blake Gray, sottolineando, inoltre, come gli acquirenti britannici stiano già abbandonando la Borgogna – la quota di mercato del Regno Unito è scesa dal 62% nel 2017 al 37% nel 2023 (dati Liv-ex). «Sono inoltre finiti i tempi in cui i cinesi pagavano troppo per qualsiasi vino con un’etichetta francese», conclude Gray.

E gli appassionati norvegesi fanno la fila per le nuove uscite

Non tutti i mercati sembrano, però, in calo. A Oslo, per esempio, gli appassionati di Borgogna fanno la fila per settimane aspettando le nuove uscite nelle tende montate davanti al rivenditore statale di alcolici, Vinmonopolet: sono collezionisti disposti a tutto per accaparrarsi le migliori etichette, tra cui Domaine de la Romanée-Conti, che verranno messe in vendita a partire dal prossimo 9 febbraio. Le prime due persone sono arrivate il 12 gennaio e trascorreranno quasi un mese in fila fuori dal negozio a temperature polari. In Norvegia il mercato del vino è controllato dal monopolio statale e non è possibile fare assegnazioni. I vini saranno quindi venduti ai primi che arrivano, anche se per le etichette più prestigiose saranno vendute singolarmente (Decanter).

Foto di apertura: nel 2021 la Borgogna è stata colpita da una violenta gelata primaverile © T. Couillard su Unsplash

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© Riproduzione riservata - 02/02/2023

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