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Bomba d’acqua nel Veronese, i danni all’ambiente e alla viticoltura

24 Agosto 2020 Monica Sommacampagna

Il Consorzio tutela Vini Valpolicella in campo con i tecnici della Regione per stimare i danni provocati dalla violenta bomba d’acqua. La tempesta proveniente dal Lago di Garda si è abbattuta sul Veronese nel tardo pomeriggio del 23 agosto, con raffiche di vento che in città hanno raggiunto i 100 km orari e pioggia fino a 30 mm.

«In una decina di minuti si è abbattuto qualcosa come l’equivalente della tempesta Vaia del 2018. Vento, acqua e grandine di proporzioni straordinarie hanno ridotto la città a un campo di battaglia», ha dichiarato il sindaco Federico Sboarina oggi in Comune al fianco del governatore del Veneto Luca Zaia che ha manifestato solidarietà e ha firmato lo stato di emergenza.

Vigneti abbattuti dalla grandine

Un altro colpo dopo il Covid-19

«Il forte temporale ha causato danni, oltre che a Verona, anche in altri Comuni, molti a vocazione vitivinicola; Castelnuovo del Garda, San Pietro in Cariano, Pastrengo e Peschiera del Garda» ci dice amareggiato il presidente della provincia di Verona, Manuel Scalzotto. «È un duro colpo per diverse aziende agricole che va a sommarsi ai problemi dovuti all’emergenza Covid-19 e al lockdown. Già da ieri sono all’opera i volontari della Protezione Civile e il presidente della Regione si è attivato per firmare lo stato di crisi. Ora auspichiamo che il Governo risponda altrettanto rapidamente per sostenere cittadini, Comuni e aziende che hanno vissuto un evento meteorologico con pochi precedenti per il nostro territorio».

Sono gli effetti del global warming

«Siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con grandine di maggiori dimensioni, una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo», dichiara Coldiretti. Il primo bilancio in provincia del Codive (consorzio di agricoltori per l’assicurazione agevolata in agricoltura) a proposito dei danni causati a macchia di leopardo dal fortunale alle produzioni agricole, includendo i vigneti, è di svariati milioni di euro.

Christian Marchesini presidente consorzio valpolicella
Christian Marchesini, presidente del Consorzio tutela Vini Valpolicella

Colpite la Valpolicella Classica e il Comune di Verona

«La super-cella temporalesca ha comportato danni particolarmente ingenti su un’area molto ridotta in Valpolicella Classica nel comune di San Pietro in Cariano, già colpita dal fortunale del 6 giugno scorso, e nel Comune di Verona in Valpantena nella Valpolicella allargata»; questa la prima stima a livello viticolo Christian Marchesini, presidente del Consorzio tutela Vini Valpolicella.
«Il 70% interessa il 3-4% della superficie vitata della denominazione, circa 400 ettari sugli 8.200 complessivi in due dei 19 comuni della Doc».
Non solo danni alle viti e all’uva, ma anche cipressi e alberi secolari sradicati dalla forza del vento. «Con la Regione ci sarà la possibilità di aprire lo stato di crisi per calamità naturale limitando quanto più possibile le perdite economiche». dichiara.

Conseguenze meno gravi del previsto

«Un gravissimo danno alla città di Verona. Un evento di cui si stanno calcolando i danni a livello vitivinicolo», ci dice il presidente di Federvini Sandro Boscaini. «La grandinata e lo scroscio d’acqua anomalo a partire da una imponente nube a mensola hanno creato situazioni difformi da zona a zona; si sono concentrati in un’area di San Pietro in Cariano che in due mesi aveva già sofferto due grandinate. Guardando il cielo, però, temevamo molto peggio». Come presidente di Masi Agricola si ritiene fortunato perché, nonostante il gruppo possieda vigneti in diverse valli in Valpolicella, da Sant’Ambrogio a Fumane a Marano a Negrar a San Pietro Incariano, non sono stati segnalati danni.

Sandro Boscaini, presidente di Federvini

Nessun problema nel Soave e nella Valdadige

Graziati dal nubifragio anche i vigneti delle Doc dell’est Veronese, Soave in primis, per cui il Consorzio tutela Vini Soave non segnala problemi. Ha visto da lontano con preoccupazione la nube scura e minacciosa Albino Armani, presidente del Consorzio Delle Venezie dalla sua azienda in Valdadige. «Fortunatamente in Valdadige abbiamo visto solo vento, mentre per il Pinot grigio nel Veronese abbiamo risentito più dei danni della grandinata della settimana scorsa che di quelli della bomba d’acqua di ieri. Per l’uva Pinot grigio non ci saranno problemi a livello qualitativo, la produzione è cresciuta rispetto a venti giorni fa, ma in questo senso aiuterà la decisione di diminuire le rese da 200 a 150 q/ettaro con 20 a stoccaggio per tutelare la qualità del vino da immettere sul mercato».

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