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Arte e innovazione, Pasqua coltiva la sua anima sperimentale

19 Ottobre 2023 Matteo Forlì
Arte e innovazione, Pasqua coltiva la sua anima sperimentale

La cantina veronese esordisce alla Fiera d’arte contemporanea ArtVerona con l’installazione Superfluo, ossimoro dell’utilità dell’inutile. E corre per il titolo di Innovator of the Year di Wine Enthusiast.

Innovazione e sensibilità artistica. Pasqua, ambasciatrice nel mondo dei prestigiosi vini veneti, si conferma Cantina dallo spirito e dal talento poliedrico. Lo dimostra il sodalizio di lungo periodo col mondo dell’arte che, dopo le numerose esposizioni e le installazioni all’Arena di Verona e a Palazzo Maffei durante diverse edizioni del Vinitaly, si rinnova attraverso l’esposizione transmediale Superfluo: esordio assoluto alla Fiera di arte contemporanea ArtVerona.

Sodalizio con gli artisti romani di None

Ossimoro dell’utilità dell’inutile, Superfluo è un progetto commissionato da Pasqua al collettivo di artisti romani None. Per l’azienda vinicola gli stessi autori avevano realizzato Falling Dreams, opera dedicata ai sogni e al futuro, presentata durante la “Milano Wine Week” a Base Milano e al “Vinitaly Special Edition” alle Gallerie Mercatali di Verona e considerata dalla critica tra le installazioni immersive di maggior valore del 2021. La nuova opera è invece un superamento dei pregiudizi e uno stimolo a rivedere il concetto di “non necessario”, a ripesare la sua importanza nella vita di tutti i giorni.
«Il superfluo è tutto ciò che dà senso al momento, al qui ed ora, ciò che rende piacevole l’esistenza. Come il vino, l’arte fluisce nel nostro inconscio e tocca un livello più profondo della ragione, il sentire».

Superfluo e super fluo

“La prima necessità dell’uomo è il superfluo”: la frase di Albert Einstein introduce un percorso che si sviluppa attraverso due sale di Palazzo del Capitanio, straordinario edificio storico di stile rinascimentale che fu residenza ufficiale del Capitano di Verona.
Tra suggestivi affreschi e decorazioni, video generativi e superfici iridescenti, il primo ambiente fa da preambolo all’esposizione che già chiarisce l’intenzione di giocare col doppio significato del titolo (Superfluo/Super fluo). Il concetto si capisce meglio proseguendo nel percorso: la sala successiva è dedicata a un’installazione site-specific, con una multiproiezione che riempie le volte del soffitto con organismi bioluminescenti mentre il centro dello spazio ospita una semisfera interagente con un raggio laser, richiamando immagini della natura con una flora e una fauna altamente tecnologiche. Un cortocircuito mentale e visivo di grande impatto, che impone ai visitatori di abbandonare i punti di riferimento visivi e uditivi tradizionali, per immergersi in un mondo immaginifico e superfluo (appunto).

Il filo rosso tra arte e vino

«La volontà di creare e emozionare appartiene all’arte come al vino», ha commentato l’amministratore delegato Riccardo Pasqua. «Nel nuovo progetto artistico di None vedo l’espressione immaginifica e suggestiva del valore che il nostro vino racchiude. L’arte utilizza codici linguistici universali che superano barriere dove tutti gli altri linguaggi hanno fallito, stimola ad avere un orizzonte sempre più aperto oltre il confine del comune agire. Anche in questo ci riconosciamo. Siamo The House of The Unconventional. Non c’era modo migliore di esprimere la nostra visione di creatività e innovazione».

Innovazione e consensi

E una nuova conferma di quanto la sperimentazione faccia parte del Dna della Cantina veronese anche in un ambito più strettamente vinicolo è la nomina (per il secondo anno consecutivo) nella rosa dei candidati dei Wine Star Awards di Wine Enthusiast, uno dei più ambiti riconoscimenti del vino in Usa, per la categoria “Innovator of the Year”.
Una nomination che si unisce ai consensi espressi, anche nel 2023, dalle principali manifestazioni e guide di settore, ai vini che meglio interpretano lo stile e la visione della Cantina. Come gli Amarone Cascina San Vincenzo 2018 (Tre bicchieri Gambero Rosso che codifica le potenzialità del territorio attraverso l’utilizzo dell’agricoltura biologica) e Mai Dire Mai 2015 (capostipite di una direzione più austera e verticale di un classico), l’originale Hey French, blend multi vintage di Garganega, Pinot Bianco e Sauvignon, e Y by 11 Minutes, Trevenezie Rosé Igt 2020, premiato con la grand gold medal e il titolo di best rosé of the competition al Concours Mondial de Bruxelles Rosé.

Foto di apertura: l’esposizione realizzata per Pasqua dal collettivo di artisti None gioca col doppio significato del titolo (Superfluo/Super fluo)

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