In Italia

In Italia

Annate storiche: niente bianchi giovani, la scelta di Sergio Mottura

5 Ottobre 2012 Roger Sesto
Annate storiche di vini mitici (18): Lazio La Cantina di Sergio Mottura, eclettico piemontese trapiantato a Civitella d’Agliano, è un’istituzione; tra le realtà laziali più conosciute a livello nazionale e non solo. La longevità dei suoi vini, soprattutto del Latour a Civitella, Grechetto in purezza, elevato parte in acciaio e parte in barrique, non è frutto di un progetto a tavolino, ma di una graduale presa di coscienza, maturata anche grazie ai consigli di amici giornalisti e sommelier. Una consapevolezza che oggi lo ha convinto che sia «un crimine assaggiare bianchi giovani». LATOUR A CIVITELLA - «La nostra prima annata di Latour è la 1994. Da subito abbiamo accantonato parte della produzione, quasi per intuito, ma per anni non le abbiamo degustate. Poi, quando spronati abbiamo cominciato a stappare i vecchi millesimi, ecco le sorprese! In tutti questi anni ci siamo sbizzarriti con diverse sperimentazioni, fra le quali il tappo a vite, dimostratosi adatto anche per vini atti a lunga maturazione. Una scelta che abbiamo reso sistematica dalla vendemmia 2004; sui vini di base l’abbiamo implementata in toto, su Latour e Poggio della Costa, altro bianco importante ma che fa solo acciaio, l’abbiamo introdotta parzialmente, soprattutto per le partite destinate agli Stati Uniti, dove non vi sono pregiudizi a riguardo». Un percorso meditato, dunque, questo della longevità, che lentamente però è riuscito a conquistare gli appassionati. LA VIGNA E LE ANNATE MIGLIORI - A proposito del lavoro in vigna, Sergio Mottura racconta: «Le uve sono coltivate in regime biologico e tutte le lavorazioni sono manuali. Le nuove vigne, impiantate dal 1990, sono a Guyot unilaterale, per consentire un agevole contenimento della produzione. Non si effettuano concimazioni, e le erbe crescono spontanee. Una densità di 5.000 ceppi/ha e un suolo argillo-sabbioso-vulcanico fanno il resto. Con il Latour impieghiamo un approccio borgognone, con una fermentazione in barrique di quella regione e nove mesi di affinamento. La 1993 è stata un’ottima annata. Ci hanno molto soddisfatto la 2004, la 2006, la 2007. Intrigante la 2009, in divenire».

In Italia

Alla Gorgona 10 anni dopo, dove il vino profuma di riscatto

Sull’isola-penitenziario dell’arcipelago Toscano (che è “colonia penale agricola” dal 1869) abbiamo assaggiato […]

Leggi tutto

WOW! The Italian Wine Competition 2025: le 239 medaglie d’oro

Vi sveliamo in anteprima i campioni assoluti dell’ottava edizione del nostro contest […]

Leggi tutto

La prova del tempo della Riserva Lunelli in verticale dal 2004 ad oggi

Lo chef de cave Cyril René Brun e il presidente di Ferrari […]

Leggi tutto

L’enotecnico non è più figlio di un dio minore

Il 6 giugno è stata pubblicata la legge che riconosce l’anno di […]

Leggi tutto

Strategie per affrontare il presente: (2): la parola agli operatori intervenuti a VinoVip al Forte

Durante la terza edizione del summit in Versilia, abbiamo intervistato una decina […]

Leggi tutto

Con GA.RY Tedeschi esce dalla sua comfort zone

La Cantina della Valpolicella lancia sul mercato per la prima volta un […]

Leggi tutto

Il Lambrusco (ri)scommette sulla leggerezza

Dopo Matera e Parigi, il terzo World Lambrusco Day organizzato dal Consorzio […]

Leggi tutto

Un’alleanza “ribelle” nella galassia del Prosecco

Sono contestatori gentili, che hanno istituito un Comitato e organizzato un convegno […]

Leggi tutto

Strategie per affrontare il presente (1): le considerazioni di alcuni produttori a VinoVip al Forte

Durante la terza edizione del summit in Versilia abbiamo intervistato una decina […]

Leggi tutto
X

Hai dimenticato la Password?

Registrati