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A VinidAmare 2012 si discute sulla promozione dell’enologia ligure

9 Maggio 2012 Civiltà del bere
Lunedì 7 maggio a Camogli si è tenuta la nona edizione della manifestazione VinidAmare, organizzata dall’Associazione Italiana Sommelier Liguria e dal Comune di Camogli (Genova), con la partecipazione della Regione Liguria, dell’Enoteca Regionale  e di Unioncamere Liguria. TRA PRODUTTORI E SOMMELIER - Protagonisti dell’evento sono stati i produttori vitivinicoli della regione, che hanno risposto numerosi all’iniziativa. «Vengo tutti gli anni, è ormai una tradizione» commenta Massimo Lupi, titolare dell’omonima azienda di Pieve di Teco (Imperia), «è un’occasione per assaggiare i vini degli altri produttori, confrontarsi e incontrare amici». Durante la manifestazione si è tenuto anche il secondo Concorso per il miglior sommelier Ais Liguria, che ha visto vincitrice Yvonne Riccobaldi, sommelier della delegazione di La Spezia. PER PROMUOVERE IL VINO LIGURE - In mattinata si è tenuta la tavola rotonda “Qual è la migliore promozione dei vini della Liguria?”, a cui hanno partecipato l’assessore all’Agricoltura della regione Liguria Giovanni Barbagallo e il presidente nazionale dell’Ais Antonello Maietta. Relatori e partecipanti si sono confrontati sul rilancio della produzione vitivinicola ligure, cercando possibili soluzioni per espanderne il mercato. «È un’occasione per discutere e presentare le nostre proposte» ha affermato Barbagallo «e la straordinaria partecipazione non può che entusiasmarmi». Molti sono stati i temi trattati, ma il punto cardine per il futuro della Liguria enologica è sembrata la ricerca di una maggiore coesione tra i produttori e la necessità di lavorare di concerto per potersi promuovere nella distribuzione e nella ristorazione locale, nazionale e, perché no, internazionale. Infine è stato conferito il Premio VinidAmare 2012 al giornalista Armando Castagno, collaboratore di Ais Roma e Bibenda Editore. LA DEGUSTAZIONE CAMBIA LOCATION - Il pomeriggio è stato dedicato alla degustazione dei vini e all’incontro con i produttori. Novità di questa edizione è stata la location: dopo anni di tasting all’aperto, nella suggestiva cornice della cittadina di Camogli, sono state scelte le sale dell’Hotel Cenobio dei Dogi. «Negli ultimi anni le alte temperature esterne rendevano difficile la degustazione» spiega Antonello Maietta, «mentre oggi le condizioni sono sicuramente più adeguate per poter apprezzare al meglio i vini». Dello stesso parere anche tutti i produttori: «Si perde un po’ di poesia rispetto alla caratteristica  passeggiata di Camogli, ma la nuova location permette un maggiore dialogo tra produttore e visitatore» commenta Diego Bosoni, della cantina Lunae Bosoni di Ortonovo (La Spezia). «Non temiamo un calo di presenze rispetto alle passate edizioni» afferma Alex Molinari, presidente dell’Ais Liguria «grazie agli investimenti nella comunicazione». QUALITÀ E CARATTERE DEL VINO LIGURE - Le attese e i pronostici sono stati pienamente rispettati e la grande affluenza di pubblico ha dovuto fare i conti con una sala dalle dimensioni troppo ridotte rispetto all’importanza della manifestazione. La degustazione ha confermato l’alto livello qualitativo delle bottiglie. Per i bianchi, il trend continua ad essere quello di vini a gradazione alcolica medio-alta, vinificati prevalentemente in acciaio, spesso con l’uso di macerazioni prefermentative che ne valorizzano i profumi. I rossi, fruttati e piacevolmente strutturati, si prestano a essere consumati anche nel periodo estivo.  

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