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La Tordera, vivere in equilibrio con la natura

14 Novembre 2018 Civiltà del bere
La famiglia Vettoretti, attiva a Valdobbiadene da 100 anni esatti, gestisce i suoi 65 ettari all’insegna dell’ecosostenibilità e del rispetto per l’ambiente. Tra le etichette di punta, oltre al Superiore di Cartizze, si distingono il Valdobbiadene Tittoni Rive di Vidor e l’OTreval Rive di Guia.
La Tordera porta il nome di un’altura situata sulla celeberrima collina di Cartizze. Qui, nel 1918, il bisnonno Bepi Vettoretti piantò la prima vite e diede avvio all’attività vinicola di famiglia. Il 2001 ha segnato invece la fondazione ufficiale dell’azienda da parte dei nipoti Gabriella, Renato e Paolo, con il coinvolgimento dei genitori Pietro e Mirella.

La filiera è controllata dall'inizio alla fine

I 65 ettari sono gestiti in conduzione diretta. I controlli su tutta la filiera sono continui e la vendemmia è rigorosamente manuale. «La nostra filosofia ruota intorno al concetto di “natural balance”», spiega Gabriella Vettoretti. «Produciamo bollicine del territorio, trasferendo nel bicchiere le diverse espressioni delle colline di Valdobbiadene ed esaltando le peculiarità dei singoli terroir su cui sorgono i nostri vigneti».    

100 anni, un compleanno importante

Per celebrare i 100 anni dal primo impianto a Cartizze, la famiglia Vettoretti ha investito nell’ampliamento della cantina, che è certificata CasaClima Wine e copre il 70% del fabbisogno energetico grazie all’uso di fonti rinnovabili. Inaugurata lo scorso aprile, la nuova struttura ecosostenibile comprende un moderno showroom per la vendita e l’accoglienza degli ospiti. I visitatori hanno l’opportunità di degustare le principali etichette aziendali e di trascorrere qualche ora nelle vigne di proprietà, scegliendo tra diversi percorsi di visita.  

Tre etichette di alta gamma

La Tordera produce in tutto 1.200.000 bottiglie all’anno che si caratterizzano per i bassi livelli di solfiti aggiunti. Le bottiglie sono composte di vetro riciclato per oltre l’80% e pesano solo 700 grammi. La punta di diamante è il Valdobbiadene Superiore di Cartizze, affiancato da altre due etichette d’eccellenza: il Valdobbiadene Superiore Brut OTreval Zero Zuccheri Rive di Guia e il Valdobbiadene Dry Tittoni Rive di Vidor.    

Tittoni Rive di Vidor, speziato e balsamico

«Il Tittoni Rive di Vidor, in particolare, rende omaggio a uno dei vigneti storici, che in passato apparteneva a un illustre personaggio locale, il cavalier Tittoni. Il terreno calcareo, la ripidità delle vecchie viti di Glera e Perera, così come la particolare esposizione regalano uve assai aromatiche e concentrate, che si traducono in un Prosecco di Valdobbiadene raffinato e complesso, con note di fiori bianchi, una leggera speziatura e un’avvolgente balsamicità». La gamma di Valdobbiadene Docg comprende anche l’Extra Dry Serrai e il Brut Brunei, mentre nei vigneti più giovani, situati in pianura a pochi passi dalla sede aziendale, nascono i Prosecco Doc Alnè e Saomì.
Questo articolo è tratto da Civiltà del bere 5/2018. Se sei un abbonato digitale, puoi leggere e scaricare la rivista effettuando il login. Altrimenti puoi abbonarti o acquistare la rivista su store.civiltadelbere.com (l'ultimo numero è anche in edicola). Per info: store@civiltadelbere.com

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