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Venissa en primeur: l’antica uva Dorona

6 Settembre 2010 Maria Cristina Beretta
Il 3 settembre, nella tenuta di Venissa, nell’isoletta di Mazzorbo, vicinissima a Burano, si è svolta la prima vendemmia del vitigno bianco Dorona, antica varietà riscoperta e ripiantata in loco per farne una produzione di alto livello. Secondo Roberto Cipresso, consulente per la parte agraria ed enologica del vigneto, l’idea sarebbe di fare un vino elegante ma di buona struttura, probabilmente da dessert. Ne sono previste 8 mila bottiglie per il 2012. I primi grappoli di Dorona sono stati tagliati dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, il quale ha insistito sull’importanza dei vitigni autoctoni e dei loro territori per essere vincenti sul mercato ed è stato ben lieto di testimoniare l’idea di ripristinare un vigneto antico. Il progetto fa parte di un disegno più ampio, approvato dall’Unione Europea, nel filone del recupero ambientale.  Mazzorbo, come buona parte delle isolette dalla laguna veneziana, è un luogo di grande fascino ma scarsamente abitato, che merita di essere rivalutato. I primi passi per far rifiorire l’isoletta sono stati fatti dal Comune di Venezia,  da Veneto Agricoltura, mentre gli aspetti organizzativi e pratici sono stati di competenza di Gianluca Bisol, imprenditore vitivinicolo, e Alberto Sonino, noto personaggio del mondo della nautica. Da 20 viti trovate nel 2006, attraverso la ricerca del dna dell’Università di Padova, si è così realizzato, l’anno dopo, un piccolo vigneto che si affaccia sul nuovo ristorante condotto dalla chef Paola Budel e su alcune camere, entrambi realizzati dal restauro attento di vecchie strutture.

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