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La vendemmia 2010 divide l’Italia in tre

30 Agosto 2010 Civiltà del bere
Assoenologi, l’organizzazione nazionale di categoria dei tecnici del settore vitivinicolo, ha diffuso le prime stime sulla produzione 2010. Il direttore generale dell’ente Giuseppe Martelli ha spiegato come: «la vite sta manifestando le sue buone capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, riuscendo a superare i momenti di criticità. Questa vendemmia, seppure abbia alle spalle un’annata caratterizzata da sbalzi di temperatura e livelli di piovosità elevati, si sta orientando verso un risultato che, se il mese di settembre decorrerà nel migliore dei modi, non esclude la possibilità di firmare un grande millesimo». Nel 2010 in Italia saranno prodotti 44,5 milioni di ettolitri di vino, un quantitativo pari a quello del 2009 (45,422 milioni). Lo Stivale appare diviso in tre parti: al Nord, soprattutto in Piemonte e in Lombardia, si registrano incrementi di produzione piuttosto omogenei, dal +5 al +10%; nelle regioni centrali, specialmente in Emilia Romagna e Toscana, e nelle isole si assiste invece a un abbattimento dal -5 al -20%; mentre al Sud la crescita è in media del +5%, con vertici del +10% in Puglia. Il Veneto si riconferma (per il quarto anno consecutivo) l’area più produttiva e insieme all’Emilia Romagna, la Puglia e la Sicilia frutta quasi il 60% del vino nazionale (26,650 milioni di ettolitri). La qualità risulta piuttosto eterogenea, con sviluppi a macchia di leopardo all’interno delle singole regioni. Nel complesso appare buona, con alcune punte di ottimo ma poche eccellenze. Bisognerà attendere l’andamento climatico e meteorico del mese di settembre per avere considerazioni più precise: il pieno della raccolta avverrà, infatti, nella terza decade di settembre e si concluderà tra fine ottobre e metà novembre.

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