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Cottanera lancia la Riserva Zottorinoto 2011

27 Novembre 2015 Jessica Bordoni
«Facciamo vini di contrada, esaltando le caratteristiche che ogni terroir porta con sé. E, ovviamente, lo segnaliamo in etichetta». Così Mariangela Cambria sintetizza la filosofia della Casa vinicola Cottanera, che dopo la morte di suo padre Guglielmo, gestisce insieme ai fratelli Francesco ed Emanuele e allo zio Enzo. Oggi la Cantina presenta l'ultimo nato, un rosso Etna Doc: Riserva Zottorinoto 2011. Una piccola produzione, meno di 2000 bottiglie, per raccontare la vocazione dell'omonima contrada, secondo lo "stile Cottanera".

Sull'Etna la proprietà di 100 ettari

Siamo sulla muntagna - come i siciliani chiamano familiarmente l’Etna - a più di 700 metri di altitudine sulle pendici settentrionali del vulcano, nel comune di Castiglione di Sicilia (Catania). Qui la famiglia Cambria possiede circa 100 ettari, di cui 60 vitati. Una grande proprietà, insolita per quest’angolo dell’isola, per la maggior parte eredità di nonno Francesco, ma anche frutto di successive acquisizioni.

Cottanera e le altre contrade da valorizzare

«La parola Cottanera indica la più grande delle cinque contrade in cui ci troviamo», prosegue Mariangela Cambria. «Il nome è legato a un antico borgo rurale che limita i vigneti lungo la linea del fiume Alcantara. Completano l’elenco Diciassette Salme, Caldelara, Zottorinoto e Feudo di Mezzo». Nel 2011 le contrade dell’Etna sono state finalmente regolamentate dal Disciplinare e la famiglia Cambria ha deciso di dare vita a un importante progetto di valorizzazione delle diverse zone. «Per la produzione dei nostri Etna Rosso, utilizziamo uno stesso clone di Nerello Mascalese ed è davvero impressionante notare come il vino cambi da contrada a contrada. L’unicità è legata alle diverse stratificazioni vulcaniche; un geologo ci sta aiutando a studiare il fenomeno in maniera più approfondita».

L’acquisto della vigna di Zottorinoto

La prima bottiglia di Etna Rosso Doc risale al 2005, da Nerello Mascalese in purezza; nel 2006 è la volta dell’Etna Bianco, da Carricante, sotto la supervisione dell’enologo Lorenzo Landi, che è a tutt’oggi il consulente esterno aziendale. «L’ultimo investimento di mio padre risale al 2000. Si tratta del vigneto Zottorinoto: quattro ettari a Nerello dove lui e mio zio Enzo trovarono una vigna con un biotipo di grande qualità, capace di dare grappoli spargoli e ad acino piccolo, con cui poi sono state innestate tutte le viti del corpo aziendale».

La Riserva Zottorinoto 2011 e un'altra novità in anteprima

Oggi da questa Contrada nasce l’Etna Rosso Riserva Zottorinoto, disponibile per la prima volta con la vendemmia 2011. Una vera limited edition di sole 1978 bottiglie che porta la firma del fondatore Guglielmo Cambria. «Le piante hanno circa 60 anni, a spalliera e alberello. Il vino affina per 24 mesi in botti grandi e altrettanti in bottiglia Questa preziosa bottiglia è il frutto più maturo della nuova direzione che abbiamo impresso all’azienda. Negli anni a venire i vitigni tipici etnei occuperanno sempre più spazio, a discapito degli internazionali», conclude Mariangela Cambria. Ma le novità di gamma non finiscono qui: ad aprile sarà presentata una nuova etichetta di Etna bianco Doc, per ora ancora top secret.

Il tasting Cottanera a Milano

Durante il pranzo-stampa offerto al Ristorante Il Liberty di Milano, lo scorso 24 novembre, oltre alla nuova Riserva Zottorinoto, sono state degustate altre tre etichette Cottanera. Si parte con Etnabianco 2014, da Carricante in purezza, vinificato e affinato in acciaio e imbottigliato lo scorso maggio. Al naso si esprime con intense note agrumate e minerali. In bocca è estremamente fresco, elegante e persistente. L’Etna Rosso Doc 2014 Diciassettesalme prende il nome dall’omonima contrada; il termine salma indica un’antica unità di misura siciliana, che corrisponde a circa 1,7 ettari. È un Nerello Mascalese in purezza, imbottigliato tre mesi fa e disponibile da dicembre. Colpisce per le sue note di frutti rossi e spezie, la grande struttura e potenza aromatica, con tannini fitti e un lungo, intrigante finale. Chiude il cerchio la Riserva Zottorinoto 2011, dal frutto scuro croccante dove non mancano note balsamiche e di erbe mediterranee. Di grande stoffa, armonioso, vellutato e avvolgente. Per veri intenditori.

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