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Federvini: l’export del vino made in Italy reagisce alla crisi (ma perde valore)

17 Giugno 2010 Elena Erlicher
Le esportazioni del vino italiano nel 2009 crescono in volume (+9,7%) e scendono in valore (-3,7%) rispetto all’anno precedente, confermandosi così in questo momento di congiuntura economica sfavorevole la voce export più importante dell’industria alimentare nazionale. Questo è quanto è emerso all’annuale assemblea generale Federvini che si è svolta il 15 giugno a Roma a Palazzo Rospigliosi. Il presidente Lamberto Vallarino Gancia, al suo secondo mandato, ha illustrato l’andamento di un 2009 difficile a causa della grave recessione economica, ma ha affermato altresì che i dati raccolti dall’Osservatorio Federvini, da AC Nielsen e da Symphony Iri Group per la Federazione evidenziano che il settore vitivinicolo ha tutte le carte in regola per reagire a questo momento di crisi. L’esportazione di vini e mosti made in Italy è stata di 19 milioni di ettolitri nel 2009 sui 17 milioni nel 2008; in termini di valore, il 2009 ha toccato i 3,5 miliardi di euro sui 3,6 del 2008. Sul fronte delle destinazioni, nel 2009, il principale mercato dei vini e mosti italiani in quantità rimane la Germania (con 6,5 milioni di ettolitri), seguita sempre da Regno Unito (2,7 milioni) e Stati Uniti (2,4). Ma si registra una crescita notevole nei mercati UE che confermano le capacità di penetrazione del nostro prodotto, come in Russia (+114,5%) e in Francia (+31,9%). Se guardiamo alle varie tipologie di vino, nel Nord Europa si apprezzano sempre di più i nostri vini aromatizzati: in Svezia la crescita delle esportazioni è più che raddoppiata rispetto al 2008, così come in Norvegia dove è aumentata di oltre un terzo in quantità. Per quanto riguarda i vini frizzanti e liquorosi si registrano crescite importanti non solo in Nord Europa, per esempio con Paesi Bassi e Danimarca (rispettivamente +30% vini frizzanti e +61,1% liquorosi), ma anche in Giappone (+82,9% frizzanti), in Canada (+62,6% frizzanti e +82,2% liquorosi) e in Australia (+63,4% frizzanti). Per quanto riguarda mercato interno, secondo i dati AC Nielsen, frenano le vendite di vino sia in valore (-2,3%) sia in volume (-0,6%), a conferma di una pesantezza generalizzata del consumo interno che segna per tutte le tipologie di prodotto un calo diffuso. Lamberto Vallarino Gancia ha sottolineato come sia possibile contenere gli effetti della recessione economica anche con prodotti sempre più di qualità come il nostro vino, che si sono inseriti ormai a pieno titolo nei modelli di consumo degli italiani. Gli italiani inoltre considerano il marchio un elemento fondamentale per guidare le loro scelte e garantire le qualità intrinseche del prodotto. Il presidente Gancia ha illustrato anche i benefici effetti derivanti dalla campagna di comunicazione Stile Mediterraneo sul bere responsabile che tutti i soci di Federvini hanno portato avanti insieme per diffondere e divulgare tra i giovani la cultura del bere bene. Una campagna che altri Paesi, come l’Inghilterra, ci invidiano.

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