Si parte dai 24 mesi di affinamento sui lieviti, per spingersi fino a versioni da 240 mesi. Così l’azienda sperimenta la spumantizzazione su questa varietà storica del Canavese. Senza tralasciare le versioni fermo e Passito
Nel cuore del Canavese, tra suoli di granito, quarzite e sabbie antiche, l’Erbaluce trova una delle sue interpretazioni più vivaci. Qui Tenuta Roletto ha scelto di investire sulla spumantizzazione del vitigno simbolo del territorio, trasformando una vocazione storica in un progetto di lungo periodo che unisce la ricerca agronomica, una cantina moderna e una visione produttiva sempre più definita.
Un po’ di storia
L’area su cui oggi spaziano 60 ettari di vigneti porta con sé una memoria produttiva diversa: a inizio Novecento la zona delle Guie era infatti legata alla conciatura delle pelli, favorita dalla presenza di pozze d’acqua. La vocazione viticola emergerà più tardi, mentre negli anni Ottanta il vino veniva in larga parte commercializzato sfuso. Il cambio di passo arriva negli ultimi anni, con il 2023 che segna una svolta sia qualitativa sia progettuale per l’azienda. La consulenza dell’enologo Gianpiero Gerbi è garanzia di professionalità.
L’accoglienza e i pregi della pergola alta
Alla guida della realtà canavesana c’è oggi una famiglia che ha saputo trasformare l’attività agricola in un sistema articolato: il passaggio generazionale ha visto il padre lasciare la professione di assicuratore per dedicarsi completamente alla gestione aziendale, mentre le nuove generazioni spingono sull’innovazione e sull’accoglienza, con un agriturismo da 12 camere e 35 posti letto e un comparto eventi che comprende sale capaci di ospitare oltre 300 persone. È inoltre in programma il raddoppio dello spazio dedicato alla vendita diretta.
Il cuore del progetto resta però il vigneto. Le vigne sono allevate a pergola alta, una scelta tecnica legata alle condizioni climatiche locali: la struttura protegge dalle gelate primaverili e dal peso della neve invernale. Su questa impostazione è in corso anche uno studio con l’Università di Torino, che coinvolge sia la facoltà di Agraria sia il Politecnico, per valutare le differenze produttive e qualitative tra pergola e filare.


L’Erbaluce si fa in tre
L’Erbaluce viene interpretato secondo una filosofia chiara: un vitigno, tre stili. Accanto al vino fermo e allo storico Passito, l’azienda ha deciso di puntare con particolare decisione sugli spumanti. La nuova area produttiva dedicata è stata avviata nel 2019 e oggi permette una gestione completa della filiera. Dopo anni di collaborazione con contoterzisti, Roletto è infatti diventata autonoma nella produzione di spumanti, dotandosi di vasche in acciaio da 250 ettolitri destinate al metodo Martinotti.
La linea Metodo Classico
Parallelamente cresce la linea di Metodo Classico, con una visione che guarda molto lontano. Il livello di ingresso prevede almeno 24 mesi sui lieviti, ma in cantina riposano anche cuvée da 60 mesi, mentre prosegue la sperimentazione su affinamenti di 120 mesi (edizione limitata da 1.400 bottiglie), destinati a spingersi fino a 180 e 240 mesi per esplorare il potenziale evolutivo dell’Erbaluce. Per queste lunghe maturazioni sono previste per ora produzioni limitatissime: circa 350 bottiglie per annata.
La gestione degli spazi di affinamento è calibrata con precisione. Nella sezione destinata agli spumanti l’ambiente deve restare il più possibile asciutto, mentre nella bottaia per i vini tradizionali l’umidità raggiunge l’80%, condizione ideale per la maturazione del Passito.
Lo spumante dedicato ad Alessia
Tra le etichette degustate spicca Alessia 36 Piemonte Doc, dedicato a una cara amica scomparsa. «Volevamo comprendere come la mineralità e la freschezza delle nostre terre potessero dialogare con l’eleganza del Pinot nero. Alessia 36 è la risposta: un vino che unisce la forza del vitigno alla delicatezza del Canavese», afferma Antonino Iuculano, proprietario di Tenuta Roletto. Il vino, con 36 mesi sui lieviti, si muove su profumi di sottobosco, fungo e fragoline, mentre il sorso – 13% vol. e circa 4 g/l di residuo – evidenzia una struttura fine e progressiva. Su terreni acidi il vitigno tende inizialmente a esprimere una maggiore complessità aromatica, ritrovando nel tempo la propria traccia varietale.
Il Grand Cuvée Rosé e il Metodo Classico Centoventi
Il Grand Cuvée Rosé, che ha debuttato lo scorso gennaio, nasce invece da un blend tipicamente canavesano proveniente da vigne polivarietali con Nebbiolo, Sciatuss, Freisa, Neretto e Barbera. Metà della cuvée proviene dall’annata e metà da riserve; la base 2021 riposa 24 mesi sui lieviti con un dosaggio di circa 8 g/l. Il risultato è un rosé gastronomico che richiama nel profilo la matrice del vino fermo di partenza.
Più radicale l’esperienza del Centoventi Caluso Docg, Metodo Classico 120 mesi da Erbaluce, millesimo 2011, Pas Dosé e sboccatura 2025. Il colore è dorato pieno; al naso emergono cedro, pesca matura e mela cotogna, seguiti da note di melata, nocciola, muschio e croissant. In bocca il registro è ampio, quasi cremoso, con rimandi a crema pasticciera e frutta secca e un lieve accenno ossidativo che arricchisce il finale.
Il Passito e le ambizioni di Tenuta Roletto
Chiude la degustazione il Passito 2013, affinato per 10 anni in botte, ben oltre i 5 richiesti dal disciplinare. Il profilo aromatico alterna frutta secca e slanci ancora giovanili, mentre il sorso unisce dolcezza e freschezza con equilibrio sorprendente.
Con una capacità produttiva potenziale di 500 mila bottiglie – oggi utilizzata solo per metà – Roletto sembra proiettata verso una nuova fase. L’Erbaluce resta il centro della narrazione, ma declinato con ambizione: dalla pergola al lungo affinamento sui lieviti, il vitigno canavesano dimostra di avere ancora molte storie da raccontare.