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La lezione dei giovani produttori della Valpolicella

15 Novembre 2022 Monica Sommacampagna
La lezione dei giovani produttori della Valpolicella

L’anno scorso i giovani di 49 aziende agricole si sono uniti in un gruppo under 40 del Consorzio Tutela Vini Valpolicella. Il loro obiettivo è valorizzare e guardare al futuro del territorio in modo coeso e collaborativo.

Si mandano report con WhatsApp, fanno degustazioni insieme, si scambiano informazioni e clienti e valorizzano il patrimonio storico della denominazione guardando al futuro della Valpolicella in modo coeso, sfruttando anche studi ed esperienze effettuate all’estero. Sono i giovani delle 49 aziende agricole che l’anno scorso si sono uniti in un gruppo under 40 del Consorzio Tutela Vini Valpolicella. Hanno organizzato la loro prima degustazione ufficiale di Recioto al bar panoramico Amen il 21 ottobre a sostegno della candidatura Unesco per il metodo di appassimento delle uve della Valpolicella e stanno lavorando per un evento al fuorisalone di Vinitaly 2023. Ma è solo l’inizio.

Gli obiettivi del gruppo

«Ci incontriamo e confrontiamo regolarmente sui disciplinari di produzione e aspetti del nostro lavoro, oltre che per fornire idee al consorzio» spiega il responsabile Davide Manara, 31 anni, di San Pietro in Cariano. «Puntiamo ad attivare una rete sul territorio che promuova la Valpolicella a livello globale per un futuro più consolidato della denominazione». Il gruppo, vocato alla sostenibilità, comprende una quota quasi identica di maschi e femmine, tra i 18 e i 40 anni, con studi agronomici ed enologici ma anche economici o linguistici.

L’appoggio del Consorzio

 «Si tratta di un caso unico in Italia» spiega il presidente del Consorzio Tutela vini Valpolicella Christian Marchesini, che ne ha stimolato la nascita. «Dopo la mia esperienza come presidente del gruppo dell’Anga (Associazione Nazionale Giovani Agricoltori) di Confagricoltura, ritenevo che proprio loro potessero dare input al consiglio di amministrazione per apportare una visione più moderna». E prospetta di inserirli nello statuto del Consorzio.

Collaborazione e confronto

«Il futuro della Valpolicella saremo noi» afferma Noemi Pizzighella, contitolare di Le Guaite di Noemi a Mezzane di Sotto, 27 anni, perito agrario e sommelier. «In Italia dobbiamo smetterla di guardare solo al nostro orticello; se il nostro cliente ci chiede di visitare altre realtà dobbiamo consigliarlo. E se facciamo gruppo ci guadagna il territorio».
Concorda in pieno Pietro Sartori, 29 anni, do Santa Maria di Negrar, laureato in ingegneria meccanica: «Una macchina funziona bene quando gli ingranaggi si concatenano l’un l’altro. La guerra intestina non porta da nessuna parte».

Valorizzare la Valpolicella

«L’Amarone ha una reputazione mondiale ma spesso chi lo compra nel mondo non sa dove viene prodotto» aggiunge Marta Galli, 28 anni, che cura comunicazione e marketing di Le Ragose ad Arbizzano e svolge un dottorato in management e innovazione nel settore vinicolo all’Università Cattolica a Milano. «Nel nostro gruppo ci sono ragazze con tanta voglia di promuovere il territorio».
Secondo Federica Camerani, 34 anni di Mezzane di Sotto, il gruppo è diventato ancora più coeso dopo il Covid-19: «La pandemia ci ha dato una scossa a focalizzarci sugli obiettivi. Assaggiamo anche i nostri vini e cerchiamo di condividere una visione futura del vino Valpolicella». Uno spirito “alla francese”, insomma.

La logica aziendale non prevale

«Il bello è che il gruppo include figli di produttori di vino storici o affermati. Non guardiamo al solo Ripasso o ai vini più richiesti dal mercato, ma anche al Valpolicella e al Valpolicella superiore» dichiara Giovanni Ederle, 35 anni e unico a scegliere la viticoltura in una famiglia di avvocati.
«È un progetto ben visto da tutti. Soprattutto in questo periodo di incertezza ove ci confrontiamo e lavoriamo insieme per esportare il brand Valpolicella staccandoci un po’ dalla sola logica aziendale» conclude Pierluigi Nicolis, 23 anni, laureato in Scienze politiche, di San Pietro in Cariano. «Ognuno di noi è unico. Ma dobbiamo tutelare la storia, una filiera produttiva complessa e le fatiche di generazioni che hanno ottenuto un prodotto di eccellenza».

Foto di apertura: il Gruppo Giovani del Consorzio della Valpolicella è formato da under 40 provenienti da 49 aziende del territorio

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