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Le Vigne urbane di Torino, Milano e Brescia

10 Settembre 2022 Jessica Bordoni

Nell’immaginario comune, città e viticoltura sono due concetti apparentemente inavvicinabili. E tuttavia il crescente fenomeno delle vigne urbane sembra affermare il contrario. Negli ultimi anni, specialmente in Europa, sono sempre di più i filari metropolitani riscoperti e recuperati grazie al sostegno delle istituzioni pubbliche e all’impegno dei privati. In questa rubrica vi raccontiamo le più celebri, ma anche le più improbabili.

Nel 2019 è nata un’associazione internazionale, la Urban Vineyards Association (il cui acronimo è curiosamente U.V.A.) con l’obiettivo di tutelare il patrimonio rurale, storico e paesaggistico, delle vigne urbane, salvaguardando così la loro preziosa biodiversità. Al suo interno figurano molti vigneti italiani, come la Vigna Villa della Regina a Torino e la Vigna di Leonardo a Milano, di cui vi parliamo in questo servizio insieme all’outsider bresciana, il Vigneto Pusterla.

Torino

Vigna Villa della Regina

Villa della Regina, a Torino, è l’unico vigneto urbano d’Italia dove si produce un vino certificato Doc (la Freisa di Chieri Vigna Villa della Regina). A volerlo fu il principe Maurizio di Savoia all’inizio del XVII secolo, che decise di collocarlo all’interno dei possedimenti agricoli della residenza reale di Torino, dal 1997 Patrimonio dell’umanità Unesco.
Dopo un lungo periodo di degrado, l’intervento di recupero ambientale avviato nel 2003 dalla Soprintendenza per i Beni storici del Piemonte ha permesso di reimpiantare 2.700 barbatelle, pari a circa la metà del vigneto originario (quasi 1 ettaro). Fin dall’inizio l’azienda Balbiano si è occupata della gestione agronomica e segue anche tutte le fasi della produzione.
strada Comunale Santa Margherita 79, Torino (vedi su Google Maps)
www.vignadellaregina.it

vigneti urbani
© Vigna di Leonardo

Milano

Vigna di Leonardo

Nel 1498 il duca Ludovico il Moro regalò a Leonardo una vigna vicino al complesso di Santa Maria delle Grazie, dove il genio vinciano stava dipingendo il Cenacolo. Anche lontano dalla città, Leonardo non smetterà mai di badare alle sorti dei suoi filari, citandoli nel testamento. Per volontà della Fondazione Portaluppi e degli attuali proprietari della Casa degli Atellani, nel 2015 la vigna è stata ripristinata con l’aiuto della facoltà di Scienze agrarie di Milano. Grazie alle indagini condotte dalla genetista Serena Imazio e dal professor Attilio Scienza, è stato individuato il vitigno coltivato nel Rinascimento, la Malvasia di Candia aromatica, le cui barbatelle sono state reimpiantate. La prima vendemmia imbottigliata è la 2018.
corso Magenta 65, Milano (vedi su Google Maps)
www.vignadileonardo.com

Vigne urbane
© P. Gilberti

Brescia

Vigneto Pusterla

Quattro ettari alle pendici del castello di Brescia, in pieno centro storico, dove si alleva a pergola un’unica uva a bacca bianca: la localissima Invernenga. Le origini dell’appezzamento risalgono all’anno Mille, quando il monastero regio di Santa Giulia avviò la produzione sul fianco del colle Cidneo. Oggi la Pusterla è l’area urbana vitata più ampia d’Europa e dal 2007 si fregia del titolo di Patrimonio storico della cultura agroalimentare ambientale Slow Food. Dal 2020 il vigneto-giardino è di proprietà della Cantina franciacortina Monte Rossa, impegnata in un attento lavoro di valorizzazione. Considerata la vicinanza al castello, il vino prodotto non poteva che chiamarsi Il Bastione.
via Pusterla 34, Brescia (vedi su Google Maps)
www.vignetopusterla.com

Foto di apertura: la vendemmia 2019 alla Vigna Villa della Regina di Torino ©Vigna La Regina

Per scoprire le altre vigne urbane clicca qui+

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