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Masi Agricola: patto parasociale per i fratelli Boscaini e il 4% delle quote aziendali alla Fondazione Enpaia

14 Febbraio 2022 Jessica Bordoni

Nei giorni scorsi la Cantina veneta, quotata in Borsa dal 2015, ha annunciato la sottoscrizione di un patto parasociale di tre anni da parte dei tre azionisti di maggioranza, i fratelli Sandro, Bruno e Mario Boscaini. Nel quadro delle partecipazioni si aggiunge la Fondazione Enpaia, che entra nel capitale al 4%.

Il mese di febbraio è cominciato all’insegna delle novità per Masi Agricola, azienda simbolo della produzione dell’Amarone e dei vini della Valpolicella, che nel 2015 si è quotata in Borsa nell’Euronext Growth Milan, il mercato dedicato alle Pmi dinamiche e competitive.

4% delle quote aziendali alla Fondazione Enpaia

Nei giorni scorsi la Fondazione Enpaia, ovvero l’Ente nazionale di previdenza e assistenza degli addetti e impiegati in Agricolturaha reso noto di aver acquistato il 4% delle quote societarie di Masi Agricola SpA.
«Si tratta di un investimento in un’azienda ben strutturata, con un’altissima redditività e ulteriori possibilità di sviluppo», ha spiegato Giorgio Piazza, presidente della Fondazione Enpaia, sottolineando l’importanza di entrare in un settore strategico che attrae l’attenzione anche di gruppi esteri. «In una situazione di pesante incertezza che riguarda tanti settori, il Gruppo Masi negli ultimi mesi ha avuto notevoli performance, nonostante il rallentamento dovuto alla pandemia».

Un patto parasociale triennale per i fratelli Boscaini

Negli stessi giorni Masi Agricola ha annunciato la sottoscrizione di un patto parasociale della durata di tre anni da parte degli azionisti di maggioranza, ovvero i fratelli Sandro, Bruno e Mario Boscaini, proprietari ciascuno di una partecipazione corrispondente al 24,5%, che insieme costituisce il 73,5% del capitale della società. Gli obiettivi, condivisi, sono quelli di “perseguire la crescita del valore aziendale, le attuali linee guida strategiche del Gruppo Masi, con particolare riguardo al segmento premium, al posizionamento territoriale nell’area delle Venezie, alla valorizzazione del family heritage, nonché alla catena del valore integrata ma flessibile”.

I progetti futuri

In un’ottica di sviluppo sostenibile del Gruppo Masi, il patto tocca i temi della crescita organica del business più tradizionale; ma anche della continua ricerca di opportunità per rafforzare lo sviluppo aziendale “per linee esterne”, ovvero acquisendo nuove Tenute, ma sempre “tenendo conto dell’imprescindibilità di individuare imprese target compatibili con le linee guida del Gruppo Masi e la sua secolare cultura aziendale”. Ancora, si fa riferimento alla volontà di allargare ulteriormente “il macro-progetto strategico Masi Wine Experience, volto a creare un contatto sempre più diretto e profondo con il consumatore finale”. In sintesi, il patto parasociale prevede, da un lato impegni di consultazione e voto per la nomina dell’organo amministrativo; dall’altro diritti di prelazione e di covendita in caso di trasferimento delle partecipazioni sindacate.

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