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Il vino “giusto” secondo la Slow Wine Coalition

20 Settembre 2021 Matteo Forlì

La nuova rete proposta da Slow Food promuove la tutela del paesaggio e il lavoro etico oltre alla sostenibilità ambientale. Il coordinatore Giancarlo Gariglio: «Produttori e consumatori che aderiscono al manifesto della Slow Wine Coalition possono contribuire alla formazione di un mercato consapevole e più equo».

Dopo i principi del naturale, il disciplinare europeo sul biologico e le leggi filosofiche del biodinamico, arriva il decalogo del vino etico. È il cartello di Slow Wine Coalition, neonata costola di Slow Food, che declina i comandamenti della sostenibilità anche alla tutela del paesaggio e alla crescita culturale e sociale dei territori del vino.

La firma a Bologna

«Dall’ultimo Congresso internazionale di Slow Food che si è svolto in Cina, a  Chengdu a fine settembre 2017, Slowfood ha deciso di organizzarsi per reti tematiche», spiega Giancarlo Gariglio, coordinatore della Slow Wine Coalition. «Così sono nate la Coffee Coalition, Slow Fish e Cheese, dedicata al formaggio. Slow Wine Coalition è una rete mondiale che riunisce tutti i protagonisti della filiera per mettere in atto una rivoluzione del vino basata sui punti del “Manifesto per il vino buono, pulito e giusto” presentato nel 2020 a Bologna. Il passo in più è riassunto nell’ultimo termine; non basta più fare, bere e promuovere un vino buono e pulito ma si deve aspirare a creare un prodotto “giusto”».

Giancarlo Gariglio è coordinatore della Slow Wine Coalition che estende i principi della sostenibilità alla tutela del paesaggio e alla crescita culturale e sociale

Oltre la produzione sostenibile

Nella carta d’intenti, infatti, convivono dettami per una produzione biologica con una responsabilizzazione di carattere morale. “Le Cantine”, si legge, “devono coltivare direttamente almeno il 70% delle uve utilizzate per la produzione”; “non devono usare concimi, diserbanti e antibotritici provenienti dalla chimica di sintesi”. E ancora devono “incoraggiare la biodiversità in vigna” e “limitare l’uso della solforosa” ai paletti fissati dalla certificazione biologica dell’Unione Europea. Ma anche «farsi promotrici della viticoltura come strumento di tutela del paesaggio e di promozione di molte zone altrimenti disagiate e impegnarsi verso il riconoscimento e la tutela dei diritti dei lavoratori della filiera», ricorda Gariglio.

La Slow Wine Fair 2022

Per spingere il movimento l’agenda futura si riempirà di convegni, incontri con i produttori, visite in cantina ed eventi di formazione. Le prime date da segnare sul calendario sono quelle dal 26 febbraio al 1° marzo 2022. Slow Wine Fair, organizzato da BolognaFiere, ospiterà il primo incontro internazionale ufficiale della Slow Wine Coalition.

I temi al centro dell’incontro

«Sostenibilità, paesaggio e rapporti sociali sono le tematiche al centro della tavola rotonda. Durante i quattro giorni della Slow Wine Fair si riuniranno centinaia di produttori da tutto il mondo in conferenze, dibattiti, degustazioni di migliaia di etichette provenienti da ogni parte del globo. Società Excellence, che riunisce 18 importatori e distributori di vini e distillati in Italia, sarà nostro partner nella manifestazione con l’obiettivo di portare 600 produttori, di cui un terzo stranieri, da Francia, Germania, Spagna e non solo. Il traguardo di una diffusione internazionale è perseguito anche attraverso gruppi di lavoro che stiamo portando avanti in Sudamerica, Stati Uniti, Svizzera e nazioni dell’Est Europa, come la Macedonia».

Non solo per i produttori

«In futuro sulle etichette vorremmo mettere un bollino che racconta queste scelte», spiega Gariglio. «Ancora meglio sarebbe riuscire a coinvolgere non solo chi il vino lo fa o lo distribuisce ma anche semplici appassionati, giornalisti o enotecari. Chi parla di vino, lo vende o lo consuma può firmare il manifesto, partecipare alle attività e contribuire alla formazione di un mercato consapevole». E naturalmente alla moltiplicazione di chi è disposto a riconoscerne il valore.
«Un vino sostenibile e giusto ha ovviamente costi di produzione più elevati. Ma è proprio attraverso la diffusione della conoscenza dei principi che rispetta prima di essere imbottigliato che si ottiene un mercato equo per tutti».

Foto di apertura: una cicogna in un vigneto. Tra gli impegni della Slow Wine Coalition c’è anche quello di favorire la biodiversità nell’ambiente viticolo. © P. Gui – Unsplash

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