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Vitigni autoctoni in Sicilia, perle misteriose e ritrovate

8 Settembre 2020 Roger Sesto

Dal prezioso Albanello al camaleontico Corinto, dal complesso Grecanico alla sottile Minnella, anche quest’isola ha molti tesori nascosti. Per non parlare di Nerello Cappuccio, Nocera e del versatile Perricone. Focus su nove vitigni appena autorizzati.

Anche la Sicilia non poteva esser da meno nell’offrire un ampio ventaglio di vitigni reliquia già in fase di rilancio o in attesa di essere vinificati per la prima volta.

Tre nuove varietà rosse in arrivo

Con il Ddg n. 1733 del 09/08/2019, sono state autorizzate alla coltivazione nel territorio regionale nuove varietà di vite per uva da vino (tutte a bacca rossa tranne il Recunnu), di cui tre: Merlese, Marselane e Primitivo su proposta dell’Irvo, la cui Unità operativa di ricerca sperimentazione e trasferimento innovazione ha condotto la prevista sperimentazione triennale.

Prima vendemmia nel 2020

Le altre sei: Inzolia nera, Lucignola, Orisi, Recunnu, Usirioto, Vitrarolo sono dei vitigni antichi, autorizzati su proposta del Centro vivaio F. Paulsen e unità specializzata vitivinicola, previa loro iscrizione nel Registro nazionale delle varietà di vite, nell’ambito del Progetto di recupero e valorizzazione dei vitigni autoctoni siciliani condotto dal regionale assessorato dell’Agricoltura. Purtroppo, non essendovi ancora nessuna bottiglia ufficiale di queste cultivar, che vedranno la loro prima vendemmia nell’autunno 2020, dobbiamo rimandare la loro trattazione, “accontentandoci” di dar conto delle varietà già effettivamente in commercio.

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