Liquori Luxardo, quasi 200 anni di storia

Liquori Luxardo, quasi 200 anni di storia

Liquori Luxardo come il Maraschino e il Sangue Morlacco sono due felici espressioni alcoliche della marasca. L’antica arte della liquoreria della famiglia Luxardo compirà la venerabile età di 200 anni nel 2021. C’è di che essere fieri guardandosi indietro, per capire le difficoltà che sono state superate dai protagonisti di questa storia avvincente.

Dove nascono i liquori Luxardo

L’origine dei liquori Luxardo è a Zara, sulle coste della Dalmazia; qui nel 1821 il capostipite Girolamo fondò la liquoreria. Con la Seconda guerra mondiale lo stabilimento venne distrutto. Nicolò III allora ventenne e lo zio Guido, quarantenne, ebbero il coraggio di ricostruire l’attività di famiglia a Torreglia, nel Padovano, complici un prezioso quadernetto di ricette di liquori e la possibilità dell’acquisto di una fabbrica che era stata messa in vendita.

L’ultima generazione in liquoreria

Ora è entrata in azienda la settima generazione con i fratelli Nicolò IV e Gaia (nella foto). Con le new entry i Luxardo diventano otto, ecco gli altri: Giorgio, Piero, Franco, Guido, Matteo e Filippo. La filosofia produttiva vincente è in prodotti realizzati in modo naturale secondo le migliori tradizioni con il supporto delle ultime tecnologie e con la presenza costante dell’uomo, a partire dall’assaggio della frutta.

Marasche da una varietà personale

Un vanto dell’azienda è l’avere buona parte delle piante di proprietà e in modo specifico di un clone personale: la marasca Luxardo dai gusti e dai colori spiccati. Dopo la raccolta dei frutti si passa alla spremitura. Succo e parti solide iniziano la fermentazione alcolica che viene bloccata con l’aggiunta di alcool. A questo punto c’è la separazione tra il succo, che costituirà il Sangue Morlacco maturando in botti di rovere per alcuni mesi e diventando un liquore dolce con gusti e profumi di frutta, e le parti solide ancora grondanti di liquido che saranno alla base del Maraschino.

 

L’articolo prosegue su Civiltà del bere 4/2017. Per continuare a leggere acquista il numero sul nostro store (anche in digitale) o scrivi a store@civiltadelbere.com

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