Dal mondo Dal mondo Emanuele Pellucci

In Québec vino e sidro nascono dal ghiaccio

In Québec vino e sidro nascono dal ghiaccio

Qui, dove le temperature d’inverno arrivano fino a -30 °C, praticare la vitivinicoltura è difficile, ma non impossibile. L’ibrido Vidal con varietà internazionali dà vita agli apprezzati vins de glace. Altro prodotto di punta è l’aromatico sidro.

Per almeno sei mesi all’anno il Québec, la provincia a nord-est del Canada attraversata dal fiume San Lorenzo, è coperto di neve con temperature rigidissime che sfiorano i -25/30 °C. Una situazione ambientale che ha portato qualche decennio fa alla costruzione di vere e proprie città sotterranee, a cominciare dal Réso di Montréal: 12 chilometri quadrati di superficie indoor con centri commerciali, alberghi, ristoranti, stazioni della metropolitana, musei e perfino università. Il tutto frequentato da almeno mezzo milione di persone al giorno.

Passione e lavoro in una terra difficile

In queste condizioni è comprensibile che la pratica delle viticoltura, così come altri settori agricoli, non sia delle più facili, ma occorrano invece passione e lavoro per riuscire a ottenere uve destinate alla vinificazione. Passione e lavoro come quelli che spinsero nel 1982 due giovani francesi, Charles-Henri de Coussergues ed Hervé Durand, figli di due amici viticoltori del Sud della Francia che vendevano vino sfuso ai négociants, a trasferirsi nei dintorni di Montréal con l’idea di produrre vini bianchi e di dedicarsi all’enoturismo.

Vignoble de L’Orpailleur

Una produzione di nicchia

«In Québec», dice Charles-Henri, comproprietario insieme a Hervé e ad altri due soci locali, Pierre Rodrigue e Frank Furtado, di Vignoble de L’Orpailleur, da tempo ormai azienda di riferimento della vitivinicoltura della provincia, «la viticoltura commerciale è iniziata nei primi anni Ottanta, seguendo l’esempio dell’Ontario. Attualmente operano sul territorio circa 120 produttori per una superficie complessiva vitata di circa 600 ettari. La maggior parte delle Cantine possiede vigneti di piccole dimensioni, da 1 a 5 ettari, e solo una quindicina di esse coltiva superfici maggiori di 10 ettari. Noi all’Orpailleur abbiamo 34 ettari di proprietà».

Icewine, l’idea vincente

Nonostante il progressivo miglioramento della qualità, sia dei bianchi che (anche se meno) dei rossi, non c’è dubbio che l’intuizione vincente, viste le caratteristiche ambientali della regione, sia stata quella di dedicarsi al vin de glace, più noto ai consumatori con il termine inglese di icewine (vino di ghiaccio), la cui produzione era già stata avviata con successo a metà anni Settanta in Ontario dall’azienda Inniskillin dell’italo-canadese Donald Ziraldo e dell’austriaco Karl Kaiser.

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© Riproduzione riservata - 28/04/2020

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