Il Crémant de Bordeaux non conosce crisi

Il Crémant de Bordeaux non conosce crisi

«Dieci anni fa nel Bordolese si producevano circa 25 mila bottiglie di Crémant, mentre oggi si è superato addirittura il milione». A dirlo è Philippe Cazaux, amministratore delegato del gruppo Union de Guyenne (UG).

La cantina cooperativa Louis Vallon, parte del gruppo UG e specializzata in Crémant de Bordeaux, è il principale produttore di questa tipologia effervescente. Su una produzione annua che varia tra i 60 e i 70 mila ettolitri di Crémant de Bordeaux Aoc, Louis Vallon ne produce 25 mila. La metà di questi è commercializzata con il marchio omonimo (il 40% della tipologia rosato) e i restanti sono destinati alla vendita a commercianti e marchi privati.

La rivincita del Crémant sui rossi bordolesi

Un successo, quello del Crémant de Bordeaux, che fa da contraltare alla crisi commerciale dei rossi bordolesi (anche nelle aste). La stessa Louis Vallon si sta già attrezzando per la produzione 2020. «La nostra programmazione», dice Cazaux, «è basata su contratti reali dove i nostri Crémant sono riservati a ben precisi profili della singola clientela. In questo modo non c’è discrepanza tra domanda e offerta, la qual cosa ci consente di mantenere bassi i prezzi».

Philippe Cazaux, ad dell’Union de Guyenne

Spumanti “festaioli” per nuove occasioni di consumo

Insomma, se Bordeaux sta lottando per imporsi anche con i bianchi e i rosati, la produzione locale sembra avere una valida carta da giocare proprio con i Crémant in virtù dell’alto potenziale di produzione e dell’aumento delle vendite sul mercato nazionale ed estero. «Dopo otto anni», spiega ancora Cazaux, «abbiamo sentito la necessità di completare la nostra gamma con prodotti definiamoli pure festaioli, come le bollicine; gli spumanti sono adatti a nuove occasioni di consumo, come gli aperitivi».

Anche qui il trend è bio

Un importante aspetto da sottolineare è che anche i Crémant di Bordeaux non sfuggono alla tendenza ambientalistica grazie alle prime cuvée certificate HVE (Haute Valeur Environnementale). L’Union de Guyenne di Bordeaux prevede, infatti, di produrre a partire da quest’anno bollicine bio e biodinamiche per completare la propria gamma. La Louis Vallon, che è la prima produttrice di Crémant de Bordeaux, si è posta l’obiettivo di raggiungere 2 milioni di bottiglie nel 2025, aumentando rapidamente la sua produzione complessiva a 30 mila ettolitri grazie ai recenti acquisti di edifici da un’azienda vicina alla cantina di Saint-Pey.

Dove si produce Crèmant in Francia

Come i lettori sapranno, con il nome di Crémant sono indicati tutti gli spumanti francesi prodotti con il metodo classico analogamente allo Champagne. Nati storicamente nelle regioni a vocazione di vini bianchi, a cominciare dall’Alsazia per continuare con la Loira e la Borgogna, proprio negli ultimi anni questa tipologia si sta affermando nella Gironda, patria dei grandi rossi bordolesi. E comunque la loro produzione coinvolge quasi tutte le regioni vinicole riconosciute del Paese d’Oltralpe: Alsazia, Bordeaux, Borgogna, Die (Rodano), Jura, Limoux (Languedoc-Roussillon), Loira e Savoia e, al di là dei confini francesi, anche in Lussemburgo e in Vallonia.

Crémant de Bordeaux: tipologie, vitigni, affinamento

Come per lo Champagne, anche i Crémant de Bordeaux si dividono nelle tipologie Brut, Demi-sec e Dolci. I principali vitigni destinati al tipo rosato, che resta la tipologia più prodotta, sono: Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot , Petit Verdot, Carmenère e Malbec. Per il tipo bianco abbiamo Sémillon, Sauvignon blanc, Muscadelle, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot. La superficie vitata è di poco superiore ai 200 ettari. Per l’affinamento vengono utilizzate le gallerie naturali che s’incontrano lungo le rive della Garonna e della Dordogna; ambienti che offrono le migliori condizioni di umidità e consentono quindi l’ideale maturazione dei vini.

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© Riproduzione riservata - 13/03/2020

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