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Giovanna Caruso, una trottola mossa dalla passione

11 Settembre 2019 Jessica Bordoni
Giovanna Caruso, una trottola mossa dalla passione

Fai dell’ostacolo un’opportunità. È questo il motto di Giovanna Caruso, quarta generazione di una famiglia di conferitori di Marsala.

«Quando negli anni Duemila mio padre decise di realizzare il sogno del nonno, diventando anche produttore, si rivolse ai Minini, due fratelli bresciani già impegnati nell’imbottigliamento e nella commercializzazione. Purtroppo, però, poco dopo la fine dei lavori di costruzione della cantina, un lutto ha impedito l’effettivo sviluppo della partnership». Rinunciare al progetto era impensabile. «Ci siamo rimboccati le maniche, valutando le strategie per sviluppare, oltre alla parte agronomica ed enologica, anche il marketing e le vendite». Così, un po’ in sordina mentre si dedica all’abilitazione per diventare avvocato (dopo la laurea in Giurisprudenza a Pavia), sei anni fa Giovanna entra in azienda e comincia ad occuparsi di contrattualistica e dei clienti stranieri.

Il logo della linea Naturalmente Bio

L’impegno per la sostenibilità

«Avere un certo margine di libertà mi ha permesso di trovare la mia strada e costruirmi una professionalità». Oggi è a capo dell’export, che per Caruso & Minini equivale all’80% del fatturato, in oltre 30 Paesi. «Mi autodefinisco una trottola: sono in giro per il mondo praticamente tutto l’anno, affiancando gli importatori e gli agenti». Tra i progetti a cui è più legata, c’è la linea Naturalmente Bio, che segna l’impegno sul fronte della sostenibilità. «Abbiamo contattato uno studio di Palermo e abbiamo chiesto ai grafici di seguirci in campagna: sulle etichette ci sono i fiori e le piante che crescono nei nostri vigneti, come la borragine e la sulla».

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