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Francavidda e Impigno, due chicche di Ostuni

5 Gennaio 2020 Roger Sesto
Francavidda e Impigno, due chicche di Ostuni

Tra i vitigni autoctoni più curiosi del panorama enoico pugliese figurano il Francavidda e l’Impigno. Il loro interprete è Oronzo Greco, dell’omonima azienda di Ostuni.

«Tutto è iniziato nel 2004, quando ho scoperto che queste uve potevano dare risultati interessanti», racconta il produttore. «Approfondendo la mia ricerca è pure emerso che nessuno vinificava le due cultivar alla base dell’Ostuni Bianco Doc, e che pertanto anche la denominazione era di fatto in via di estinzione, non solo i vitigni. Ho quindi deciso di investirvi».

Un grappolo pruinoso di Francavidda

Signora Nina, blend di Impigno e Francavidda

L’Impigno ha grappoli alati, con bacche dalla buccia sottile, poca pruinosa; resistente a malattie e avversità climatiche, matura a metà settembre, con alte rese. Il Francavidda presenta viceversa degli acini dalla buccia pruinosa e spessa. Dal loro blend si ricava un vino profumato di pesche e agrumi, con ricordi di erbe, acacia e mandorla amara. E proprio queste sono le caratteristiche del Signora Nina, Ostuni Bianco Doc, prodotto da Cantina Greco.

Per conoscere gli altri autoctoni della Puglia clicca qui.
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