Dove cenare a Venezia. Le nuove mete gastronomiche

Dove cenare a Venezia. Le nuove mete gastronomiche

Quali sono le ultime novità della ristorazione (aperture, spostamenti, cambi al vertice…) nelle 20 città più popolose d’Italia? Ecco cosa vale davvero la pena provare se vi trovate a Venezia.

Abbiamo individuato alcuni locali dove suggeriamo di mangiare nel 2019. Perché sono nuovi o aperti da un paio d’anni, profondamente rinnovati nell’ambiente, nella cucina o nella gestione, guidati da giovani o che hanno vissuto da poco cambi generazionali che li hanno rivoluzionati. Insomma buone tavole (non necessariamente solo “creative”, ma anche ottime trattorie o locali etnici) consigliate a chi è in cerca di novità e vuole anche bere bene.

CoVino

Se nell’ultimo quinquennio la maggior parte delle nuove aperture veneziane si è concentrata all’interno dei grandi alberghi, non mancano tuttavia le eccezioni. Questo, per esempio, è un localino con pochi tavoli e atmosfera conviviale, resa frizzante dalla verve di Andrea Lorenzon, un oste che la cucina e il vino ce li ha davvero nel sangue. Giovane (nato nell’88, ma al CoVino è il veterano di uno staff tutto under 30) e con le idee ben chiare: le materie prime devono essere ricercate tra le produzioni artigianali e assecondare le stagioni, secondo la regola che tutto deve essere fresco e genuino. Coerente l’approccio sul vino, che a sua volta deve rappresentare il territorio ed essere più “naturale” possibile. Così, può capitare di sorseggiare un prosecco sur lie o uno Champagne di un minuscolo recoltant accompagnandoli ai paccheri con il ragù di mamma Liviana o ai bigoli in salsa con la cipolla di Montoro.

calle del Pestrin – Castello 3829 – 041.24.12.705
www.covinovenezia.com

Zanze XVI

Marco Galtarossa e il patron Nicola Dinato

Il valore storico dell’edificio, citato come locanda fin dal 1500, sembra in contrasto con il concetto di ristorazione moderna e internazionale che due giovani imprenditori veneti hanno voluto per il loro locale in laguna. Qui non c’è una carta delle vivande da cui scegliere, bisogna affidarsi completamente allo chef Marco Galtarossa, trent’anni e un curriculum importante, culminato nell’esperienza al Noma. I piatti cambiano in base al mercato e rappresentano l’idea di contaminazione che da sempre caratterizza la cucina veneziana: può capitare di esordire con un panino al vapore (secondo usanza cinese) con maionese di bottarga, per poi trovarsi ad assaggiare un branzino alla brace con burro d’alga e dashi (brodo di pesce giapponese). La cantina tiene in grande considerazione il settore dei “naturali” e il conto è ragionevole: da 50 a 80 euro a cena, ancora meno per il pranzo di lavoro.

Santa Croce 231 – 041.71.53.94
www.zanze.it

Lo Speciale ristoranti prosegue su Civiltà del bere 2/2019. Se sei un abbonato digitale, puoi leggere e scaricare la rivista effettuando il login. Altrimenti puoi abbonarti o acquistare la rivista su store.civiltadelbere.com (l’ultimo numero è anche in edicola). Per info: store@civiltadelbere.com

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