Clavesana: il rock di Grayson Capps e la sperimentazione in vigna

Clavesana: il rock di Grayson Capps e la sperimentazione in vigna

Musica e vino, un binomio che da tempo va a braccetto con successo un po’ ovunque. Ma sul tema del rock la palma del migliore abbinamento va senz’altro a Clavesana, piccolo borgo delle Langhe di Dogliani. Qui da alcuni anni, infatti, in collaborazione con il Crete Senesi Random Rock Festival, la Cantina Clavesana – leader del Dogliani Docg e del Dolcetto – nel suo “pensatoio rurale” sulla collina delle Surie (una suggestiva terrazza sulle Alpi e sulla valle del Tanaro) organizza Rock & The Wine: il primo e unico enofestival roots italiano.

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La collina delle Surie ospita ogni anno il festival Rock & The Wine di Clavesana

LE RADICI IN MUSICA – «Dopo la grande esibizione degli Hollis Brown del giugno scorso», ha spiegato il direttore di Clavesana, Anna Bracco, «alle Surie abbiamo ospitato il 19 luglio un altro musicista che si rispecchia alla perfezione nella nostra volontà di proporre sempre ciò che è vero, autentico e capace di identificarsi in qualcosa di speciale, come il nostro vino e la chiesa delle Surie». Si tratta di Grayson Capps (in foto), noto cantautore folk-blues che fa parte dell’élite del songwriting a stelle e strisce. Apprezzato dalla critica ma poco incline alla ribalta, Capps è un artista sensibile che ondeggia tra la canzone d’autore, il blues della sua terra, la folk song e certe sonorità rock tipicamente sudiste. Autore tra l’altro della colonna sonora del film A Love Song For Bobby Long, con John Travolta e Scarlett Johansson, in cui ha avuto anche una piccola parte che gli ha dato una certa notorietà commerciale, Capps ha firmato album apprezzati dalla stampa specializzata e da un vasto seguito di fans.

SIAMO DOLCETTO La Cantina Clavesana (Siamo Dolcetto), fondata nel 1959 da 32 viticoltori ed oggi a quota 350, con 440 ettari vitati è la più grande realtà produttrice di Dolcetto (quasi interamente a Dogliani Docg), oltre a possedere vigneti di Barbera, Nebbiolo, Chardonnay, Freisa e Pinot nero. La produzione di vino nel 2013 è stata di 25 mila ettolitri, di cui 17 mila a Docg e 8 mila a Doc, con una quota di imbottigliato di 2,5 milioni di bottiglie. La diffusione è quasi totalmente sul mercato interno con un export al momento del 10% che vede ai primi posti Canada, Stati Uniti, Regno Unito e Giappone.

INNOVAZIONE E FUTURO – Quest’anno il festival festeggia anche il progetto recentemente avviato dalla Cantina: Una giornata per domani (la giornata piemontese è pari a circa 3.810 metri quadrati), ossia un vigneto didattico-sperimentale con varietà selezionate di Dolcetto, Nebbiolo e Pinot Nero, che servirà agli agronomi e agli enologi di Clavesana per la pratica e la sperimentazione della viticoltura del futuro: biologica, innovativa, rispettosa dell’ambiente e della tradizione e al tempo stesso moderna, propositiva, orientata al mercato, al sociale e alla qualità senza compromessi. «L’iniziativa non è una scommessa, ma un progetto ben preciso», spiega il presidente Giovanni Bracco, «pensato per dare un chiaro indirizzo ai nostri giovani e garantire al nostro territorio la continuità e la redditività indispensabili affinché esso venga mantenuto e migliorato nel tempo, senza perdere la propria identità. Vogliamo innestare il futuro sulle radici di oggi».

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© Riproduzione riservata - 24/07/2014

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